Potremmo definire "madre coraggio" o forse "preside coraggio" il personaggio di Sabrina Ferilli in A testa alta - Il coraggio di una donna, la nuova fiction Mediaset in onda ogni mercoledì su Canale 5. Questo perché il suo atteggiamento è quello di una donna a cui viene stravolta la vita per un video condiviso in rete senza consenso e che reagisce in modo coraggioso. Con una recitazione, però, un po' troppo enfatica.
A testa alta: Sabrina Ferilli torna alla fiction
Dopo l'apprezzata Gloria in Rai (di cui è in produzione una seconda stagione) e la parentesi come sex guru nella stagione 2 di Gigolò per caso su Prime Video, Sabrina Ferilli torna "a casa", alle Fiction Mediaset che l'hanno resa famosa con un ruolo complesso.
Virginia Terzi è la preside della scuola superiore di un paesino di provincia, frequentato anche dal figlio Rocco, che però viene trattato dalla madre alla stregua degli altri studenti. Ha una reputazione impeccabile: si è sempre prodigata per i propri studenti, gli insegnanti e i concittadini. Tanto che ora le hanno approvato un progetto per costruire uno spazio di aggregazione che non preveda l'uso di smartphone o tecnologia, per ritrovare il piacere di stare insieme fisicamente "come una volta".
Peccato che l'idillio venga presto rovinato dalla diffusione in rete di un video, senza consenso, in cui la preside fa sesso in macchina all'aperto con qualcuno che non è evidentemente suo marito. A quel punto il video dello scandalo arriva nelle chat di tutti - genitori e colleghi compresi - e quindi ai cellulari di tutti gli studenti.
C'è chi commenta, chi scherza, chi crea prontamente dei meme: quelle immagini diventano presto virali in tutta Italia e soprattutto in quella piccola comunità. L'attrice, insomma, ha scelto un ruolo significativo (e attualissimo, se si pensa all'altra fiction del momento, La Preside su Rai1) per tornare a recitare nella serialità, peccato però che il risultato lasci a desiderare.
Una serie che denuncia il revenge porn ma superficialmente
A testa alta non è l'immagine che rimanda progetto educativo al centro della storia - niente facce continuamente rivolte verso il basso e gli smartphone - che rischia di saltare per via di questo scandalo. È quello stesso atteggiamento che Virginia sceglie di adottare nei confronti di tutti, piuttosto che piangersi addosso.
La recitazione enfatica, i dialoghi semplicistici e la regia troppo impostata non permettono ad una tematica così attuale ed importante, che può colpire tanto gli adulti quanto i ragazzi, di emergere nel modo giusto, pur mostrandone tutte le "ramificazioni".
La serie riesce però in un altro intento: spiegare come la vittima diventi colpevole agli occhi di tutti, pronti ad additarla piuttosto che ad esserle solidali, non capendo che si tratta di un meccanismo replicabile a qualunque livello.
Due linee narrative si fanno strada nella fiction: da un lato le indagini di Cecilia, la sorella di Virginia, per capire chi abbia postato il video e per quale ragione. Accanto al giallo, c'è la componente emotiva di tutte le persone coinvolte, a partire dal figlio Rocco fino alla sua compagna di scuola, una delle poche a sostenere la preside e possibile vittima di una relazione tossica.
Anche il tema della dipendenza tecnologica rimane sullo sfondo, con una visione un po' vetusta di un sistema che invece di abbracciarla provando a migliorarne l'uso vorrebbe eliminarla dall'equazione.
L'Italia come specchio del perbenismo di facciata, anche nel 2026
A testa alta - Il coraggio di una donna vuole così riflettere sul perbenismo di facciata che tuttora colpisce tanto le piccole quanto le grandi comunità. Ovviamente, nel piccolo stagno il riverbero di una notizia ha un'espansione molto più grande rispetto all'oceano immenso, dove si disperde più facilmente diventando rumore di fondo.
Rimane però il fatto che, nonostante siamo diventati più sensibili ad alcune tematiche e al rispetto dell'altro, in questi casi emerge il nostro essere "rimasti indietro", ricordando a tutti quanto lavoro di sensibilizzazione ci sia ancora da fare.
Non è una questione anagrafica: vale tanto per i meno giovani quanto per le nuove generazioni, soprattutto cresciuti in provincia con un certo tipo di mentalità più diffusa ed evidente. La fiction lo mostra bene, peccando però nel trasformare una storia potenzialmente interessante in un melò.
Conclusioni
A testa alta – Il coraggio di una donna affronta il tema attuale ed importante del revenge porn attraverso gli occhi di una piccola comunità di provincia come specchio di tutta Italia. Lo fa con una narrazione enfatica e troppo spesso melodrammatica, provando a colorarla di giallo ma rimanendo troppo sul rosa. Scelta azzeccata Sabrina Ferilli che però esagera nella recitazione. Buona la denuncia sociale rivolta anche al comportamento delle nuove generazioni, che sembrano non imparare dagli errori delle precedenti, male la resa scenica.
Perché ci piace
- La scelta di Sabrina Ferilli…
- La denuncia del revenge porn e della dipendenza tecnologica, oltre che del perbenismo sociale…
Cosa non va
- …meno la sua caratterizzazione di Virginia Terzi.
- …che però rimangono sullo sfondo.
- L’aspetto melò ed enfatico del racconto.