A Knight of the Seven Kingdoms: l’intervista a Daniel Ings e Sam Spruell tra Baratheon e Targaryen

Daniel Ings e Sam Spruell ci parlano del lavoro per portare su schermo Ser Lyonel Baratheon e Maekar Targaryen in A Knight of the Seven Kingdoms, lo spin-off de Il trono di spade disponibile su HBO Max.

Daniel Ings in A Knight of the Seven Kingdoms

Una delle ricchezze di A Knight of the Seven Kingdoms, a dispetto di una struttura narrativa e un tono differenti dalla serie madre e dall'altro spin-off che l'ha preceduta, House of the Dragon, è il mondo in cui la storia si muove, che emerge con accenni, riferimenti, dettagli. E personaggi. Perché alcune delle figure che appaiono nel corso degli episodi, pur con poco tempo su schermo, sono già noti ai fan della saga di George R.R. Martin. Vale per Aeron Targaryen interpretato da Finn Bennet, ma anche per Ser Lyonel Baratheon e Maekar Targaryen, impersonati rispettivamente da Daniel Ings e Sam Spruell. Con i due attori abbiamo approfondito i loro personaggi e il diverso approccio alla vita delle Case di appartenenza.

Baratheon e Targaryen: due diverse visioni del mondo

I due attori interpretano personaggi appartenenti a due diverse Case del mondo di Game of Thrones, due approcci alla vita e visioni del mondo distanti tra loro. Come hanno lavorato per entrarvi in sintonia? "Ho guardato alle famiglie regnanti" ci ha detto Sam Spruell, "venendo dal Regno Unito, avevo una famiglia reale che ho potuto studiare. Conosco bene le tensioni che esistono in quella famiglia, anche solo per averne letto. Quindi sì, ho basato parte della mia comprensione del personaggio, che è il secondo in linea di successione dopo suo fratello, sulla famiglia reale britannica."

Daniel Ings si è invece concentrato sullo status di Lyonel Baratheon, "un uomo che ha un potere enorme, ma non sembra particolarmente preoccupato di esercitarlo. È chiaramente attratto dall'avventura, dal pericolo e dall'adrenalina ed è questo che lo guida. Sospetto che se qualcuno riuscisse a concentrare la sua attenzione verso il Trono di Spade, potrebbe essere una forza inarrestabile." C'è però una cosa che lo intriga: "È interessante che questa dinamica non sia realmente rilevante in questa storia. I suoi sentimenti verso i Targaryen sono chiari e probabilmente è felice che siano ad Ashford, perché così ha l'opportunità di prenderli a calci. È una dinamica curiosa: 'Non mi piaci, ma per Dio, ti rispetto'."

A Knight of the Seven Kingdoms, la recensione: torniamo nel mondo del Trono di Spade, ma con più intimità A Knight of the Seven Kingdoms, la recensione: torniamo nel mondo del Trono di Spade, ma con più intimità

Il potere riguarda però anche il suo Maekar, come sottolinea Spruell: "Credo che entrambi siano stati in qualche modo 'contaminati' dal proprio privilegio e potere. La serie è un campanello d'allarme su cosa significhi essere un cavaliere e sui valori che dovremmo avere."

I meriti dello showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms

Un monito che fa parte dei tanti spunti di una serie che si tiene in perfetto equilibrio tra leggerezza, tensione ed epica. È stato difficile mantenere questo bilanciamento? "In un certo senso sì" ha confessato Daniel Ings, che però sottolinea come sia stato tutto sulle spalle del loro showrunner Ira Parker, con cui ne abbiamo parlato nella nostra intervista: "È stato un bel grattacapo per lui capire come contenere tutti questi elementi, ma guardando la serie, sono molto orgoglioso del lavoro fatto da tutti, perché è stato un grande salto nel buio: ci sono personaggi estremi, cambiamenti di tono e variazioni rispetto al modo in cui la narrazione è stata portata avanti nelle due serie precedenti. Ira vive e respira questo materiale, aveva una visione molto forte in testa, anche se a volte è stato stressante per lui gestire tutte le direzioni in cui tutti noi cercavamo di spingere il racconto".

A Knight Of The Seven Kingdoms Sam Spruell Scena Serie Tv Hbo Max
A Knight of the Seven Kingdoms. Sam Spruell è Maekar Targaryen

Gli attori hanno potuto sperimentare, tentare varie direzioni, che poi Ira Parker ha fatto funzionare in modo coerente: "Noi dovevamo solo interpretare la verità dei nostri personaggi e delle situazioni in cui si trovavano" ha confermato Sam Spruell, "la nostra responsabilità è relativa, in fondo siamo solo attori" ha detto scherzando, "Il peso maggiore è stato dello showrunner, che ha portato questo fardello con molta leggerezza, proteggendoci dalle pressioni del mondo di Game of Thrones."

Muoversi sui set della serie

A Knight Of The Seven Kingdoms Peter Claffey Dexter Sol Ansell Sequenza Serie Tv Hbo Max
Una scena dello spin-off de Il trono di spade

Un altro dei valori aggiunti di A Knight of the Seven Kingdoms, così come di tutte le incarnazioni seriali di Game of Thrones, è il lavoro su scenografie, costumi e location, che ci hanno colpiti nella nostra recente visita a Belfast. Che aiuto sono per gli interpreti? "Rende tutto autentico" ha confermato Sam Spruell, "meno devi preoccuparti di quegli aspetti, meglio è. I costumi sono bellissimi, dettagliati, pensati per dare al tuo personaggio ciò di cui ha bisogno." Ed è d'accordo anche Daniel Ings: "I set e gli oggetti di scena, le grandi sedie e i tavoli da banchetto per esempio, ti permettono di sfruttarli" e per esempio si può ostentare potere anche "magari prendendo qualcosa di molto costoso e gettandolo a terra perché puoi farlo. Avere quell'ambiente che ti conferisce statura ti permette di introdurre quella spavalderia che è così emblematica del privilegio."