Passioni travolgent e improvvise, desideri proibiti, la scoperta di qualcosa che per anni è cresciuta sotto la superficie. L'erotismo non ha una sola forma. Quando si parla di storie erotiche, è difficile stabilire una regola valida per tutti. Anche film e serie TV hanno raccontato il desiderio in modi molto diversi. E non sempre l'erotismo coincide con una storia esplicita: è anche il modo in cui un personaggio riscopre il proprio corpo o decide di vivere una relazione senza preoccuparsi di ciò che ne deriverà.
È partendo da questa idea che abbiamo scelto 10 titoli, tra film e serie tv, presenti nel catalogo Netflix: alcuni molto conosciuti, altri meno scontati, accomunati dal fatto che raccontano il desiderio in modi completamente diversi. Si va dall'erotismo sotto velluti e corsetti de I Tudors alla passione di L'amante di Lady Chatterley, dal fenomeno 365 giorni alle relazioni di Sex/Life e Inganno, passando per thriller erotici, storie d'amore LGBTQ+ e commedie decisamente più ironiche.
I Tudors
L'arrivo de I Tudors - Scandali a corte per la prima volta su Netflix, all'inizio del mese, è il punto di partenza ideale. La serie creata da Michael Hirst e interpretata da Jonathan Rhys Meyers nei panni di Enrico VIII racconta uno dei periodi più tumultuosi della storia inglese, ma lo fa mettendo in primo piano anche le passioni, le infedeltà e gli intrighi della corte.
La componente amorosa ha infatti un ruolo tutt'altro che secondario. Enrico VIII è un sovrano giovane, ambizioso e consapevole del proprio potere, ma anche un uomo continuamente guidato dai propri desideri. Il rapporto con Caterina d'Aragona, l'attrazione per Anna Bolena (Natalie Dormer) e le altre relazioni del re finiscono così per avere conseguenze che vanno ben oltre la sfera privata.
È proprio qui che l'erotismo de I Tudors diventa interessante: il desiderio non è soltanto una questione fisica, ma una delle forze che muovono la storia. La seduzione diventa uno strumento di potere, mentre il corpo e le relazioni private dei protagonisti sono inseparabili dagli equilibri della corte.
Quando debuttò nel 2007, la serie fece parlare di sé per la quantità di scene di sesso e di nudi che proponeva rispetto agli standard della televisione dell'epoca. Oggi il suo erotismo può apparire più patinato rispetto a quello di produzioni arrivate negli anni successivi, ma proprio quella combinazione di sesso, violenza, ambizione e intrigo contribuì a renderla un prodotto, a modo suo, memorabile.
Non è un caso che, qualche anno più tardi, un'altra serie che ha trovato nell'ambientazione storica un modo per raccontare il desiderio e la passione, come Bridgerton, abbia riscosso un enorme successo.
L'amante di Lady Chatterley
Se ne I Tudors il desiderio è legato soprattutto al potere, ne L'amante di Lady Chatterley la passione diventa invece una forma di liberazione. L'adattamento Netflix del romanzo di D.H. Lawrence diretto da Laure de Clermont-Tonnerre racconta infatti il risveglio di una donna che si trova intrappolata in un matrimonio ormai privo di intimità.
Constance Chatterley, interpretata da Emma Corrin, vive in una condizione privilegiata ma emotivamente soffocante. Il marito Clifford, rimasto paralizzato durante la Prima guerra mondiale, è incapace di offrirle quella dimensione fisica e affettiva che Connie sente di desiderare. L'incontro con Oliver Mellors, il guardiacaccia della tenuta interpretato da Jack O'Connell, cambia progressivamente tutto.
La loro relazione è proibita per ragioni sociali, oltre che matrimoniali. Ma la sensualità del film non è costruita soltanto sulla trasgressione: il rapporto con Mellors permette a Connie di riappropriarsi del proprio corpo e di prendere coscienza di ciò che vuole davvero.
È una forma di erotismo molto diversa da quella spettacolare de I Tudors o di 365 giorni. Qui il sesso è parte di un percorso di emancipazione e il desiderio diventa il modo attraverso cui la protagonista mette in discussione il ruolo che la società ha scelto per lei.
365 giorni
Il film polacco del 2020 è diventato rapidamente un caso internazionale grazie alla sua miscela di romance, fantasia erotica e provocazione. Una storia, quella di Laura (Anna-Maria Sieklucka) e Massimo (Michele Morrone), volutamente sopra le righe: lui è un potente boss della mafia siciliana che la rapisce e le concede un anno per innamorarsi di lui. È una premessa controversa, che ha suscitato numerose critiche proprio per il modo in cui rappresenta il rapporto tra desiderio, possesso e consenso.
Ma proprio questa dimensione estrema spiega anche parte del successo della saga. 365 giorni non cerca un erotismo realistico o intimista: punta sull'immaginario, sull'attrazione fisica e sulla costruzione di un mondo in cui lusso, corpi e passione diventano gli ingredienti principali dello spettacolo.
Il film si inserisce nel filone del romance erotico commerciale a cui appertiene anche Cinquanta sfumature di grigio, ma Netflix ha progressivamente ampliato questa formula con titoli come Senza limiti, dove attrazione e ossessione si mescolano a una relazione sempre più pericolosa.
È dunque una forma di erotismo molto precisa: quella che non vuole necessariamente raccontare il desiderio nella sua complessità, ma trasformarlo in uno spettacolo immediato, riconoscibile e facilmente consumabile.
Sex/Life
La serie Netflix parte da una domanda semplice ma destabilizzante: cosa succede quando la vita che abbiamo costruito non coincide più con ciò che desideriamo? Billie (Sarah Shahi) è sposata, ha una famiglia e conduce un'esistenza apparentemente stabile. Il ricordo di un ex amante e delle esperienze sessuali vissute con lui mette però in discussione quell'equilibrio. Il passato comincia così a contaminare il presente e il desiderio diventa il terreno su cui si confrontano fantasia, nostalgia e realtà.
Il punto interessante di Sex/Life è proprio questo: l'erotismo non riguarda soltanto ciò che accade tra due persone, ma anche ciò che accade nella testa di chi desidera. Fantasie e ricordi possono essere sufficienti a mettere in crisi una relazione apparentemente solida.
È una dimensione che ritroviamo, con toni differenti, anche in Un marito fedele, dove il tradimento e le conseguenze di una relazione extraconiugale diventano il motore di un thriller.
Inganno
Cosa succede quando l'attrazione arriva in una fase della vita in cui pensiamo di avere già definito chi siamo e cosa vogliamo? La miniserie italiana con Monica Guerritore racconta la relazione tra Gabriella ed Elia (Giacomo Gianniotti), un uomo molto più giovane di lei. La differenza d'età diventa inevitabilmente uno degli elementi attraverso cui gli altri personaggi giudicano la coppia, ma il cuore della storia rimane il desiderio della protagonista e la possibilità di vivere una passione senza lasciarsi definire dalle aspettative degli altri.
Inganno esplora un tema particolare: il desiderio non è qualcosa che appartiene soltanto alla giovinezza. La sensualità della protagonista è parte della sua identità adulta e diventa anche uno strumento per mettere in discussione il modo in cui la società guarda alle relazioni con una forte differenza d'età.
Fall For Me
Con Fall For Me entriamo nel territorio del thriller erotico contemporaneo, quello in cui l'attrazione fisica non è mai completamente separata dal sospetto. Il film tedesco ambientato a Maiorca segue Lilli, che raggiunge la sorella Valeria e scopre che quest'ultima è improvvisamente fidanzata con un uomo conosciuto da appena pochi mesi.
La situazione si complica quando Lilli incontra Tom, gestore di un locale notturno con cui nasce immediatamente una forte attrazione. Quello che inizialmente sembra un incontro puramente passionale assume però contorni sempre più inquietanti.
È una formula che Netflix ha utilizzato spesso negli ultimi anni: luoghi da sogno, personaggi attraenti, relazioni improvvise e un elemento di mistero capace di trasformare la passione in qualcosa di potenzialmente pericoloso. Un filone in cui rientra anche Cenere, il dramma turco che parte dalla scoperta di un misterioso manoscritto per raccontare l'ossessione di una donna sposata nei confronti di un uomo che sembra uscito dalle pagine di un libro.
In titoli come questi l'erotismo funziona come dispositivo narrativo: è l'attrazione a far compiere ai protagonisti scelte che, in condizioni normali, probabilmente non prenderebbero.
Lust Stories
Lust Stories sposta il discorso in un'altra direzione ancora. Il film antologico indiano riunisce quattro storie dirette da Anurag Kashyap, Zoya Akhtar, Dibakar Banerjee e Karan Johar, tutte costruite intorno al desiderio e alla sessualità femminile.
La particolarità sta soprattutto nel punto di vista. Le protagoniste non sono semplicemente oggetti del desiderio altrui, ma donne che provano pulsioni, fantasie, frustrazioni e bisogni propri. Il sesso diventa così un modo per parlare anche di matrimonio, aspettative familiari, differenze sociali e tabù culturali.
È una prospettiva che rende Lust Stories molto diverso dai thriller erotici o dai romance più espliciti presenti nel catalogo Netflix. Qui la messa in scena del desiderio non viene utilizzata soltanto per provocare lo spettatore, ma per mettere in discussione il modo in cui la società giudica la sessualità delle donne.
Lo stesso interesse per il rapporto tra sesso, identità e convenzioni emerge, con un tono molto diverso, in Let's Talk About CHU, serie taiwanese che affronta la sessualità attraverso la storia di una giovane donna alle prese con aspettative familiari e relazioni sentimentali.
Elisa & Marcela
L'erotismo può essere anche il racconto di un desiderio che, in determinati periodi storici, non poteva essere vissuto apertamente. Elisa e Marcela, il film di Isabel Coixet, racconta la storia vera di due donne che all'inizio del Novecento sfidarono le convenzioni sociali e religiose per poter vivere la propria relazione.
Elisa Sánchez Loriga e Marcela Gracia Ibeas si innamorano in un'epoca in cui una relazione tra due donne non poteva essere accettata pubblicamente. Nel 1901 arrivarono persino a sposarsi in chiesa, dopo che Elisa si era presentata sotto falsa identità maschile.
Il film, girato in un elegante bianco e nero, racconta il loro rapporto lasciando spazio anche alla dimensione fisica dell'amore. Ma ancora una volta il sesso non è l'unico elemento a rendere la storia erotica: è il desiderio stesso, vissuto contro una società che cerca di impedirlo, a diventare il centro del racconto.
Su un terreno ancora più complesso si muove Mi querida señorita, film spagnolo remake della pellicola omonima del 1972, che affronta il rapporto tra identità, corpo e norme sociali. In entrambi i casi, il desiderio non può essere separato dalla possibilità di essere se stessi.
Nuovo Olimpo
Con Nuovo Olimpo, Ferzan Özpetek racconta invece una storia d'amore tra due uomini in cui il desiderio è inseparabile dalla memoria. Il film segue Enea (Damiano Gavino) e Pietro (Andrea Di Luigi), che si incontrano casualmente a Roma negli anni Settanta e vivono un'intensa relazione destinata però a interrompersi bruscamente.
Quello che rimane è il ricordo di quell'incontro e la domanda su cosa sarebbe potuto accadere se le loro strade non si fossero separate. Il film gioca quindi tanto sulla dimensione fisica della relazione quanto sulla sua componente sentimentale: attrazione e nostalgia finiscono per diventare due facce della stessa esperienza.
È una forma di racconto molto diversa da quella di 365 giorni, dove il desiderio è portato all'estremo e trasformato in spettacolo. In Nuovo Olimpo, invece, la passione è legata al tempo, all'assenza e alla possibilità di perdere una persona prima ancora di aver avuto davvero la possibilità di viverla.
Dry Martina
Il film argentino-cileno diretto da Che Sandoval racconta il desiderio attraverso l'ironia, l'imbarazzo e una protagonista che cerca di ritrovare una parte di sé che sembra aver perduto.
Martina è un'ex bambina prodigio diventata cantante che, dopo una relazione finita male, attraversa una fase di crisi anche dal punto di vista sessuale. L'incontro con Francisca, una giovane donna che sostiene di essere sua sorellastra, e l'attrazione per il marito di lei riaprono una dimensione della sua vita che sembrava ormai spenta.
Non una grande trasgressione romantica né in una fantasia patinata. Al contrario, la componente erotica viene trattata con leggerezza e con un'ironia che permette alla protagonista di confrontarsi con il proprio corpo e con le proprie pulsioni senza doverle necessariamente giustificare.
È una prospettiva che avvicina Dry Martina ad altre due serie Netflix interessate alla sessualità come esplorazione della vita quotidiana. In She's Gotta Have It, Spike Lee racconta una protagonista che rifiuta di lasciarsi definire dalle aspettative degli altri e vive liberamente le proprie relazioni. Easy, invece, costruisce un ritratto corale dell'intimità contemporanea, mostrando coppie e persone alle prese con desiderio, fedeltà, insicurezze e nuove forme di relazione.