Via col vento: Variety mette il disclaimer ad altri 10 film scomodi

Dopo quanto accaduto a Via col Vento, il sito di Variety ha creato una lista di altri 10 film considerati problematici e scomodi.

NOTIZIA di 19/06/2020

Via col vento è stato temporaneamente rimosso dal catalogo di HBO Max e tornerà accompagnato da un disclaimer che possa aiutare gli spettatori a comprenderne meglio il contesto e la rappresentazione della società. Il sito di Variety ha preso spunto dalla situazione per elencare 10 film che, secondo il giornalista Tim Gray, dovrebbero avere lo stesso trattamento.

La lista pubblicata dal magazine spazia per generi e annate, puntando l'attenzione su quelle che sarebbero le problematiche principali dei titoli scelti.
Si inizia con Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo del 1971 viene ritenuto problematico perché mostra dei poliziotti che compiono il loro lavoro seguendo il proprio istinto invece che la legge, prende in giro i giudici liberali e chi fa del bene, e il villain afferma la brutalità della polizia, gettando le basi dell'idea che tali accuse siano delle mosse solo per ottenere la simpatia degli altri.

Forrest Gump: un primo piano di Tom Hanks
Forrest Gump: un primo piano di Tom Hanks

Forrest Gump, distribuito nelle sale nel 1994, viene lodato per il modo in cui mostra le persone disabili, i veterani del Vietnam e i malati dell'AIDS. Secondo Variety, tuttavia, il film è "ostile nei confronti di chi protesta, degli attivisti e della controcultura". A creare problemi, inoltre, c'è anche il protagonista: Nathan Bedford Forrest ha infatti "ereditato" il nome del nonno, leader del Ku Klux Klan.

Indiana Jones e il tempio maledetto, del 1984, avrebbe, secondo il parere del giornalista, bisogno di un disclaimer perché ritrae i villain come "primitivi e stranieri assetati di sangue, portando in scena dei ritratti negativi e stereotipati dell'India e delle tradizioni indù".

Io prima di te, con star Emilia Clarke e Sam Claflin, viene descritto come totalmente "insensibile", "una storia d'amore tra un uomo che rimane paralizzato dopo un incidente e si innamora della sua nuova compagna. La invita a vivere la sua vita al massimo invece che vivere 'una vita a metà' con lui. Quindi si uccide, proponendo l'idea che il suicidio sia meglio rispetto a una vita con una disabilità".

Il recente C'era una volta a... Hollywood viene criticato perché proporrebbe dei messaggi regressivi: "Ha al centro due uomini bianchi di mezza età che provano nostalgia per la Hollywood del passato; in altre parole MHGA (Make Hollywood Great Again). Il film è ambientato nel 1969, quando alcuni americani pensavano che lo status quo stesse venendo minacciato dalle minoranze, dagli hippies e dalle donne che si erano da poco emancipate. Dalla controversa rappresentazione di Bruce Lee - una delle rare star asiatiche di Hollywood - al fatto che le persone di colore sembrano non esistere e i "Messicani', come vengono chiamati nel film, sono posteggiatori o cameriere, il film di Quentin Tarantino sembra avere numerosi zone d'ombre, mentre il progetto all'insegna della supremazia bianca di Charles Manson viene ignorato".

Quelle due, arrivato nelle sale nel 1961, ha portato nelle sale un testo teatrale dell'attivista Lillian Hellman mostrando la storia di due insegnanti, interpretate da Shirley MacLaine e Audrey Hepburn, che vengono accusate di avere una relazione omosessuale. Una delle due donne confessa tra le lacrime di provare un'attrazione per le donne e si toglie quindi la vita. Secondo Variety il film avrebbe gettato le basi per una rappresentazione negativa della comunità LGBT che è durata per anni.

Sentieri selvaggi del 1956, diretto da John Ford e con protagonista John Wayne, mostra un veterano della Guerra Civile che va alla ricerca della nipote rapita dai Comanche. Il personaggio è profondamente razzista e il film viene ritenuto da alcuni spettatori come uno studio sull'intolleranza, mentre altri sottolineano come i nativi americani siano ritratti in modo comico e come se fossero selvaggi.

Il silenzio degli innocenti è criticato per la rappresentazione di Buffalo Bill perché non ribadisce in modo chiaro che non si tratti di una persona transessuale, trasmettendo agli spettatori un messaggio piuttosto ambiguo.

La taverna dell'allegria, del 1942, mostra alcune scene in cui i protagonisti - Bing Crosby, Joan Crawford, Judy Garland, Shirley Temple, Fred Astaire e Al Jolson - si esibiscono con il volto dipinto di nero, situazione che viene mostrata come se non avesse alcun risvolto potenzialmente problematico.

True Lies, infine, viene considerato controverso a causa della rappresentazione nel film di James Cameron dei personaggi di origine araba, ritratti come fanatici religiosi e terroristi.