Una Palm Dog meritatissima, tributata dal Festival di Cannes 2024 all'attore cane Kodi, al centro del trailer in esclusiva di Un cane a processo, eccentrica commedia diretta e interpretata da Laetitia Dosch che arriverà nei cinema italiani il 23 aprile con Academy Two.
Le premesse per un prodotto vivace, eccentrico e fantasioso, ma anche profondamente "umano" ci sono tutte grazie alla verve di Dosch, che ha scelto di esordire dietro la macchina da presa romanzando un vero fatto di cronaca avvenuto in Francia e legato a un cane che aveva il vizio di mordere gli sconosciuti.
Trama completa di Un cane a processo
Laetitia Dosch ha attinto a gag surreali e a estremizzazioni per raccontare l'assurdo processo al centro della commedia analizzata nella recensione di Un cane a processo. l'obiettivo è prendere di mira le rigidità e le storture della legge che dovrebbe tutelarci attraverso il paradosso.
Nel film la neoregista interpreta Avril Lucciani, avvocata idealista con un debole per i casi senza speranza. La donna accetta di difendere Cosmos, simpatico cagnolone di proprietà di Dariuch Michovski (François Damiens) che è accusato di aver morso tre donne. Ciò ha portato al primo processo canino dai tempi del Medioevo. Avril si immerge nel caso mettendocela tutta per vincere la causa anche perchè, in caso contrario, il suo insolito cliente verrà soppresso.
una riflessione sul diritto e sull'umanità
Naturalmente la patina comica, in Un cane a processo, nasconde un'acuta riflessione sui meccanismi della giustizia e su ciò che ci rende realmente umani.
"Ho letto di questo strano caso in Svizzera in cui un cane è stato condannato a morte. C'è stato un ricorso alla Corte dei diritti umani e, nonostante il ricorso, il cane è stato soppresso" ha rivelato la regista a Variety. "Mi sono detta 'mi piacerebbe fare una commedia in cui non sia il padrone a essere sotto processo, ma il cane stesso. Sarebbe un punto di partenza interessante per discutere dello status degli animali, dello status degli esseri umani e del nostro rapporto".
Naturalmente in un'opera delicata come questa era fondamentale adottare il tono giusto del racconto. "Trovare il giusto equilibrio è stato fondamentale per me. Volevo un film che cambiasse costantemente tono - a volte volgare, misterioso, umoristico con diverse sfumature - e a volte spirituale e cupo. Quindi è stata una sfida renderlo coerente. Anche i dialoghi sono stati una sfida: abbiamo dovuto lavorare sul ritmo, come in una partitura musicale".
Dosch ha negato, inoltre, di essersi trovata in difficoltà a dirigere un "attore cane" che del film è un vero e proprio protagonista. "I bambini e gli animali sono imprevedibili, ma ti danno anche molto" ha ammesso. "Per quanto riguarda il mio lavoro con il cane Kodi (Cosmos sullo schermo), abbiamo provato molto con gli addestratori. Sul set, il cane aveva i suoi momenti, ma giravamo in media 10 minuti al giorno. La cosa divertente è che nella sceneggiatura volevo che Cosmos ululasse come un lupo. Kodi non ci riusciva. Ci siamo un po' preoccupati. Alla fine gli addestratori hanno trovato una soluzione. Quando guardavano il cane e imitavano un gattino affamato, lui ululava. Si trattava di trovare i segnali giusti per creare la reazione desiderata nel cane".