I Trump hanno guadagnato milioni di dollari dal documentario flop su Melania

Il film di Amazon MGM Studios sulla First Lady torna a far discutere, questa volta dopo la pubblicazione dei documenti finanziari di Donald Trump. Ma quanto ha guadagnato il Presidente USA?

Melania Trump

Il documentario Melania non ha smesso di far parlare di sé in questi mesi. Dopo l'uscita in sala e l'arrivo su Prime Video, il film di Amazon MGM Studios dedicato a Melania Trump torna sotto i riflettori, questa volta per un motivo molto concreto: i soldi.

Nel report finanziario relativo al 2025, infatti, Donald Trump ha indicato un compenso da milioni di dollari legato alla licenza del progetto, cifre enormi per un flop fatto e finito, che riaccende le discussioni sul rapporto tra Hollywood, piattaforme streaming e potere politico.

Melania, il compenso dichiarato da Trump per il documentario

Melania
Melania, il documentario

Secondo quanto emerso dalla documentazione finanziaria, il presidente degli Stati Uniti ha registrato come entrata un compenso da 10,71 milioni di dollari per Melania, il documentario prodotto e distribuito da Amazon MGM Studios sulla First Lady americana. Un dato che colpisce non solo per l'importo, ma anche per il contesto in cui arriva: il film era già stato al centro di un acceso dibattito dopo l'accordo siglato dallo studio.

Amazon avrebbe pagato circa 40 milioni di dollari per acquisire il progetto e investito altri 35 milioni nella promozione. Numeri decisamente importanti per un documentario, anche in un mercato in cui le piattaforme sono abituate a spendere cifre altissime per contenuti capaci di attirare attenzione mediatica. Al botteghino, però, Melania ha incassato circa 16,6 milioni di dollari a livello mondiale, prima di approdare su Prime Video.

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Il caso non riguarda soltanto il film. Nel report compaiono anche altri introiti collegati alla First Lady: oltre 521mila dollari dalla licenza del memoir Melania con Skyhorse Publishing e 6 milioni di dollari netti provenienti da NFT e altri oggetti da collezione legati al suo nome.

Box office, Prime Video e polemiche a Washington

La domanda, a questo punto, è una sola: Melania è stato un investimento cinematografico, una mossa di piattaforma o qualcosa di più prettamente politico? Alcuni esponenti democratici hanno accusato Amazon di aver cercato un canale privilegiato con l'amministrazione Trump attraverso l'operazione. La senatrice Elizabeth Warren ha definito il prezzo pagato dallo studio una sorta di "tangente alla luce del sole", alimentando una polemica che va ben oltre il perimetro dell'intrattenimento.

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha respinto questa interpretazione, sostenendo che non sia corretto descrivere l'accordo come un tentativo di comprare consenso. Anche Mike Hopkins, a capo di Prime Video e Amazon MGM Studios, ha difeso l'operazione, parlando di una trattativa competitiva e di risultati positivi sia al cinema sia sulla piattaforma.

La Casa Bianca, dal canto suo, ha negato qualsiasi conflitto di interessi. Una portavoce ha dichiarato che né il presidente né la sua famiglia hanno mai intrapreso, né intraprenderanno, attività in conflitto con il ruolo istituzionale.

Il report finanziario di Trump, intanto, racconta un 2025 ricchissimo: le entrate dichiarate superano i 2,2 miliardi di dollari, con una parte molto rilevante arrivata dalle attività legate alle criptovalute. Nel documento compaiono inoltre partecipazioni in grandi società media e tech, da Disney a Netflix, da Apple ad Amazon, fino a Meta e Oracle.

Per Amazon MGM Studios, poi, la storia di Melania non sembra chiusa. È attesa una docuserie companion legata al documentario, destinata ad ampliare il racconto sulla First Lady. Resta da capire se il pubblico la accoglierà come un prodotto di intrattenimento o come un nuovo capitolo di una partita molto più grande.

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