Timothée Chalamet ha festeggiato il titolo NBA dei New York Knicks direttamente a bordo campo e negli spogliatoi. L'attore ha confessato che, se potesse scegliere, preferirebbe il trionfo della sua squadra del cuore a una vittoria agli Oscar.
Un tifoso prima ancora che una star di Hollywood
L'attore è stato uno dei volti più presenti durante tutta la cavalcata della squadra newyorkese nelle Finals 2026, seguendo praticamente ogni partita da tifoso appassionato. Quando il successo è finalmente arrivato, con la vittoria per 4-1 nella serie contro i San Antonio Spurs, Timothée Chalamet era lì, a pochi metri dal parquet, pronto a celebrare uno dei momenti più importanti della storia recente della franchigia.
Travolto dall'entusiasmo subito dopo la sirena finale, il protagonista di A Complete Unknown e Marty Supreme non ha avuto dubbi su cosa rappresentasse davvero quella notte. "Molto meglio questo degli Oscar! Dai, ragazzi!", ha esclamato ai microfoni di SportsCenter mentre il palazzetto era ancora in festa. "I Knicks sono campioni!"
Chi segue Chalamet sa che il suo legame con i Knicks non è mai stato una semplice operazione d'immagine. Nato e cresciuto a New York, l'attore ha più volte raccontato quanto la squadra faccia parte della sua vita fin dall'infanzia. Durante questi playoff è diventato una presenza fissa a bordo campo, spesso immortalato mentre soffriva, esultava o discuteva animatamente ogni azione come qualsiasi altro tifoso.
La vittoria del titolo ha quindi avuto per lui un significato particolare. Dopo la partita, Chalamet non si è limitato a osservare i festeggiamenti dagli spalti. È riuscito a raggiungere anche gli spogliatoi della squadra, partecipando alle celebrazioni insieme ai giocatori mentre piovevano bottiglie di champagne e cori di festa.
In uno dei video diventati virali nelle ore successive, qualcuno gli chiede se desidera indossare gli occhialoni protettivi che solitamente vengono distribuiti durante le celebrazioni per evitare che lo champagne finisca negli occhi. La risposta dell'attore è stata perfettamente in linea con il tono scherzoso della serata. "Non me li merito. Non sono un atleta. Di solito per queste cose uso una controfigura."
Tre nomination agli Oscar, ma nessuna vittoria
Le parole di Chalamet assumono ancora più peso considerando il rapporto che l'attore ha con gli Academy Awards. Nel corso della sua carriera è stato nominato tre volte come miglior attore protagonista. La prima candidatura arrivò nel 2018 grazie a Call Me by Your Name, che lo trasformò in una delle rivelazioni più importanti della sua generazione.
Negli anni successivi sono arrivate altre due nomination: quella per A Complete Unknown e, più recentemente, quella ottenuta per Marty Supreme. Nonostante il riconoscimento costante della critica, il trentenne non ha ancora conquistato il suo primo Oscar. Eppure, almeno per una sera, sembra non importargli affatto.
Mentre Hollywood continua a considerarlo uno dei candidati naturali a una futura vittoria, lui ha scelto di godersi qualcosa che nemmeno il cinema era riuscito a regalargli: vedere i Knicks sul tetto della NBA.
Una notte attesa da oltre mezzo secolo
La gioia dell'attore riflette quella di milioni di tifosi newyorkesi. L'ultimo titolo NBA dei Knicks risaliva infatti al 1973. Sono passati 53 anni dall'ultima volta che la squadra aveva conquistato il campionato, un'attesa lunghissima che ha attraversato generazioni di appassionati.
Curiosamente, proprio come allora, anche questa volta il titolo è arrivato con una serie chiusa sul 4-1. Durante le Finals non è mancato il tradizionale parterre di celebrità che accompagna le grandi partite al Madison Square Garden. Tra i volti avvistati a bordo campo figuravano Spike Lee, Adam Sandler, Ben Stiller, Larry David, Chris Rock, Jerry Seinfeld, Taylor Swift e molti altri.
Ma probabilmente nessuno ha vissuto questo successo con la stessa intensità di Chalamet. Perché gli Oscar possono sempre aspettare. Un titolo NBA dei Knicks, invece, è qualcosa che una generazione intera ha dovuto aspettare per oltre mezzo secolo.