The OA: la cancellazione è solo pubblicità di Netflix per la stagione 3? Ecco la teoria

Secondo una teoria apparsa su Reddit, la cancellazione di The OA da parte di Netflix sarebbe solo una trovata pubblicitaria che anticipa la stagione 3.

NOTIZIA di 12/08/2019

I fan di The OA non credono alla cancellazione da parte di Netflix ma credono che sia una trovata pubblicitaria per la nuova stagione: la teoria del giorno è sicuramente questa, che potrebbe sembrare assurda ma, a ben guardare, trova un suo fondamento.

Ha visto la luce naturalmente su Reddit per opera dell'utente smithif, probabilmente uno dei 38.000 firmatari della petizione che ha chiesto a Netflix di rivedere le proprie posizioni. Il redditor sostiene che la "cancellazione" di The OA sia in realtà solo la chiusura di un ciclo, cosa che tra l'altro sarebbe stata in parte anticipata dal finale della seconda stagione. Avvertimento: da qui in poi ci saranno spoiler sul finale della stagione 2.

Anzitutto, al contrario di quanto fatto con altre discusse cancellazioni, Netflix non l'ha annunciata subito dopo la fine dei nuovi episodi, ma circa 4 mesi dopo, cosa che ai fan è sembrata molto strana. In secondo luogo, a destare sospetto, è stata la prima reazione social della protagonista e co-creatrice Brit Marling: su Twitter ha postato una serie di emoticon tra cui l'ultima, una chiave, appare inspiegabile. Sempre via social, un indizio potrebbe essere racchiuso anche in un post di Jason Isaacs, l'interprete di Hap, che ha pubblicato un video dei famosi cinque movimenti di The OA esattamente il giorno prima della notizia della cancellazione.

Più di ogni altra cosa: alla fine dell'ultima stagione Prairie riesce a tornare non solo nella nostra dimensione, ma Brit Marling e Jason Isaacs sono presentati come personaggi del proprio show televisivo. L'ipotesi è dunque questa: che la "rottura della quarta parete" abbia chiuso solo una parte della narrazione, e che la "cancellazione" della serie sia dunque da interpretare come la chiusura di una parte dello show, che prelude a una futura e già probabilmente in lavorazione nuova fase di The OA, la terza stagione (e forse anche 4 e 5, come i creatori hanno già annunciato).
E non sembra casuale, alla fine di tutto, neppure la frase presente nel comunicato di Netflix: "vorremmo lavorare di nuovo con loro in futuro, in questa dimensione e, probabilmente, in molte altre".