Si chiude la sesta edizione di Maremetraggio

A 'Dajo' di Hanro Smitsman va il premio come miglior cortometraggio, mentre il premio per la miglior opera prima è andato a 'Il silenzio dell'allodola' di David Ballerini.

Si è conclusa sabato scorso la sesta edizione del festival Maremetraggio svoltosi dal 1° al 9 luglio a Trieste. In costante crescita, la manifestazione ha beneficiato di una grande attenzione del pubblico che ha seguito proiezioni ed incontri per un totale di oltre 10.000 presenze; ha ospitato oltre 40 registi di cortometraggi da tutta Europa e 7 registi di lungometraggi italiani (secondo la formula della sezione Ippocampo che associa la presentazione di un'opera prima a un corto dello stesso regista), più due autori di opere presentate fuori concorso perché non realizzate nel 2004; ha avviato nuove e importanti collaborazioni che hanno consentito al festival di emergere dalla massa indistinta di rassegne sui cortometraggi che affollano la penisola (Coming Soon Television, TV ufficiale del festival, ha tenuto un occhio puntato su tutti gli eventi della manifestazione; Cinecittà Holding ha appoggiato il festival dei corti di Trieste con un premio che consente al corto vincitore di essere proiettato nel circuito Cinecittà Cinema; gemellaggio con la Nova Southern University che nei prossimi anni imposterà su Maremetraggio un master di cinematografia per gli studenti americani).
Una panoramica completa su quanto avvenuto a Trieste durante i nove giorni di Maremetraggio è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione: www.maremetraggio.com.

I vincitori di Maremetraggio 2005

PREMIO MAREMETRAGGIO al miglior corto assoluto
Dajo di Hanro Smitsman

PREMIO CIAK al miglior cortometraggio italiano
L'alibi di Marco Cucurnia
Per la capacità di sviluppare con brillanti soluzioni registiche una storia quasi pirandelliana sorretta dalla convincente simpatia degli interpreti

PREMIO DELLA CRITICA al miglior cortometraggio
Smart! di Leonardo d'Agostini
Il triestino prof. Gillo Dorfles, storico dell'arte e delle forme che accompagnano i nostri tempi, ha definito la smart uno degli oggetti piu' brutti del ventesimo secolo. Il regista assume la macchinina come vuoto simbolo di una globalizzazione alto borghese e insieme di un minimalismo degradante. Filtrando e rielaborando molto del migliore cinema contemporaneo, il regista omaggia i maestri che ama.

La giuria decide di assegnare una menzione speciale a
Am See di Ulrike von Ribbeck
Per la capacità di creare in pochi istanti un'atmosfera di inquietudine e disagio, ripercorrendo le tracce di un cinema disturbante e per nulla consolatorio. E per la notevole capacità narrativa supportata da una puntuale recitazione

PREMIO MUSICFEEL al miglior cortometraggio italiano
L'alibi di Marco Cucurnia

PREMIO KODAK al miglior cortometraggio italiano
Volevo sapere sull'amore di Max Croci

PREMIO SHORTVILLAGE al miglior corto italiano
Volevo sapere sull'amore di Max Croci

PREMIO CINECITTA' HOLDING al miglior corto del pubblico
Life in Smoke di Gianluca Fratellini

PREMIO CEI al miglior cortometraggio
You Are There di Anna Kazejak

PREMIO IPPOCAMPO al lungometraggio miglior opera prima
Il silenzio dell'allodola di David Ballerini
Per il coraggio dimostrato nel raccontare con sguardo augurale una storia che viene da un'altra cultura rendendola universale e insieme italiana grazie a un cast corale guidato da un magnifico cittadino del mondo come Ivan Franek.

PREMIO IPPOCAMPO alla miglior attrice
Teresa Saponangelo per Te lo leggo negli occhi

PREMIO IPPOCAMPO al miglior attore
Rolando Ravello per Ogni volta che te ne vai

PREMIO CORAGGIO alla produzione
Onde di Francesco Fei

PREMIO DEL PUBBLICO alla miglior opera prima
Te lo leggo negli occhi di Valia Santella