Sam Neill, addio al volto di Jurassic Park: dal cinema al vino, la carriera di un attore amatissimo

È morto a 78 anni Sam Neill, protagonista di film come Jurassic Park, Lezioni di piano e Dead Calm, un attore capace di attraversare cinema d'autore e blockbuster in oltre cinquant'anni di carriera e interpretazioni diventate iconiche.

Un ritratto di Sam Neill

Per molti resterà il paleontologo Alan Grant che osserva incredulo i dinosauri tornare a camminare sulla Terra. Per altri sarà uno degli interpreti più eleganti e versatili della sua generazione, capace di passare con naturalezza dai grandi kolossal al cinema d'autore. Con la scomparsa di Sam Neill, il mondo del cinema perde uno dei suoi volti più riconoscibili.

Una carriera costruita tra Hollywood e il cinema d'autore

La famiglia dell'attore ha annunciato la sua scomparsa attraverso un messaggio pubblicato sul profilo Instagram ufficiale. Sam Neill è morto il 13 luglio a Sydney, in Australia, circondato dai propri familiari. Nel comunicato si legge che la morte è stata improvvisa e che l'attore era libero dal cancro, mentre i parenti hanno ringraziato il personale del St Vincent's Private Hospital per le cure ricevute, chiedendo rispetto della propria privacy.

Nel marzo del 2023 Neill aveva raccontato di aver ricevuto, un anno prima, una diagnosi di linfoma angioimmunoblastico a cellule T. Non aveva mai nascosto il proprio rapporto sereno con la morte, spiegando in un'intervista televisiva australiana che ciò che lo preoccupava davvero era lasciare incompiuti i tanti progetti che desiderava ancora realizzare.

Nato il 14 settembre 1947 a Omagh, nell'Irlanda del Nord, da una famiglia neozelandese, si trasferì da bambino in Nuova Zelanda, Paese con cui avrebbe sempre mantenuto un legame profondissimo. Dopo gli studi in letteratura inglese iniziò a lavorare nel cinema locale come regista di documentari e cortometraggi, prima di affermarsi come attore alla fine degli anni Settanta.

I primi successi arrivarono con Sleeping Dogs, uno dei film che contribuirono a far conoscere il cinema neozelandese all'estero, e con My Brilliant Career, al fianco di Judy Davis. La notorietà internazionale esplose poco dopo grazie a Il presagio III - Conflitto finale, dove interpretò Damien adulto, e alla miniserie Reilly: Ace of Spies, che gli valse anche una candidatura ai Golden Globe.

Nel corso della carriera Neill costruì una filmografia sorprendentemente varia. Lavorò con John McTiernan in Caccia a Ottobre Rosso, con John Carpenter ne Il seme della follia, con Paul W.S. Anderson in Punto di non ritorno, con Robert Redford ne L'uomo che sussurrava ai cavalli e con Chris Columbus in L'uomo bicentenario. In televisione lasciò il segno in produzioni come I Tudors, Peaky Blinders, Merlin e Apples Never Fall.

Il successo di Jurassic Park e una vita lontana dallo stereotipo della star

Il 1993 rappresentò il momento decisivo della sua carriera. Nello stesso anno interpretò il dottor Alan Grant in Jurassic Park di Steven Spielberg e il severo Alisdair Stewart in Lezioni di piano di Jane Campion, Palma d'Oro a Cannes e vincitore di tre Premi Oscar.

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Jurassic Park III: il dottor Grant e i suoi amati velociraptor

Il personaggio di Grant sarebbe diventato il ruolo più famoso della sua carriera. Neill tornò infatti a interpretarlo in Jurassic Park III nel 2001 e, oltre vent'anni dopo il film originale, anche in Jurassic World - Il dominio, riportando sullo schermo uno dei protagonisti più amati dell'intera saga.

Pur avendo lavorato con alcuni dei più grandi registi della sua epoca, Neill non amava definirsi una celebrità. In diverse interviste spiegò di aver sempre cercato di distinguere il mestiere dell'attore dalla fama, preferendo una vita lontana dai riflettori.

Accanto al cinema coltivava un'altra grande passione: il vino. Nel 1983 acquistò un terreno nella regione di Central Otago, in Nuova Zelanda, dando vita alla cantina Two Paddocks, diventata negli anni una delle attività a cui si dedicava con maggiore entusiasmo. Amava scherzare definendosi "per metà agricoltore e per metà attore", convinto che quella dimensione gli permettesse di mantenere un equilibrio che Hollywood difficilmente avrebbe potuto offrirgli.

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Durante la pandemia conquistò anche una nuova generazione di fan grazie ai video pubblicati sui social, nei quali suonava l'ukulele, cantava e mostrava la quotidianità trascorsa tra i vigneti. Era un modo spontaneo di raccontarsi, coerente con quell'immagine di uomo disponibile e autentico che colleghi e spettatori gli hanno sempre riconosciuto.

Con la sua scomparsa il cinema perde un interprete capace di attraversare oltre cinque decenni di storia dello spettacolo senza mai rinunciare alla propria identità. Dalle grandi produzioni hollywoodiane ai film indipendenti, passando per il teatro, la televisione e il mondo del vino, Sam Neill lascia un'eredità artistica costruita con discrezione, talento e una rara eleganza.

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