Ryan Coogler entra nella storia dei BAFTA diventando il primo autore di colore a vincere per la miglior sceneggiatura originale con I Peccatori. Un riconoscimento che premia il film e rafforza la sua corsa verso gli Oscar, tra record e significati culturali profondi.
Un BAFTA che cambia la storia
Ryan Coogler continua a ridefinire i confini del possibile, e lo fa in uno dei templi più osservati del cinema internazionale. Con la vittoria del BAFTA per la miglior sceneggiatura originale di I Peccatori, il regista e sceneggiatore diventa il primo autore nero a ottenere questo riconoscimento nella storia della categoria. Un dato che pesa, non come statistica sterile, ma come fotografia di un sistema che sta lentamente cambiando pelle.
Salendo sul palco, Coogler non ha cercato frasi ad effetto, ma ha lasciato parlare l'emozione. "Non me lo aspettavo. È snervante", ha detto tra gli applausi, prima di allargare lo sguardo oltre se stesso. Il suo discorso si è trasformato rapidamente in una dedica collettiva, rivolta alla comunità che lo ha sostenuto e alla città che lo ha accolto come autore. "Vengo da una comunità che mi ama. Mi hanno fatto credere che potessi farlo, che potessi essere uno scrittore", ha spiegato, ricordando quanto l'appartenenza e il sostegno siano spesso la vera origine di un'opera.
Non meno potente l'invito rivolto agli altri sceneggiatori: "Quando guardate quella pagina bianca, pensate a chi amate, a chi avete visto soffrire e desiderate stia meglio, e lasciate che sia quell'amore a motivarvi". Un passaggio che racconta molto anche di I Peccatori, film storico e orrorifico che usa il genere per parlare di dolore, identità e memoria. Il BAFTA arriva al termine di una competizione tutt'altro che semplice, superando titoli firmati da autori come Josh Safdie, Ronald Bronstein, Eskil Vogt e Joachim Trier, confermando la solidità del progetto anche sul piano puramente autoriale.
Tra record e Oscar: perché I Peccatori è diventato un caso industriale e culturale
Il successo ai BAFTA non è un episodio isolato, ma l'ennesimo tassello di una stagione premi che ha assunto contorni storici. I Peccatori è infatti il secondo film più nominato dell'anno ai BAFTA con 13 candidature, stabilendo un record assoluto per un'opera diretta da un filmmaker di colore. Ancora più impressionante il risultato agli Oscar, dove il film ha raggiunto quota 16 nomination*, superando ogni precedente primato nella storia dell'Academy per un titolo di questo tipo.
Un contesto che rende la vittoria di Coogler ancora più significativa se si guarda al panorama complessivo: agli Oscar, nella categoria sceneggiatura originale, solo Jordan Peele era riuscito a vincere prima di lui con Get Out nel 2017, altra coincidenza tutt'altro che casuale, visto che si trattava anch'esso di un film horror. Un dettaglio che suggerisce come il genere, spesso relegato ai margini del "cinema serio", stia diventando uno spazio sempre più fertile per discorsi politici, sociali e identitari.
La corsa verso gli Academy Awards resta apertissima. Coogler ritroverà alcuni dei suoi rivali BAFTA - Marty Supreme e Sentimental Value - insieme a Blue Moon e It Was Just an Accident. Ma al di là di chi vincerà, Sinners ha già lasciato un segno profondo: ha dimostrato che una sceneggiatura può essere allo stesso tempo personale, popolare e radicale, senza chiedere permesso a nessun canone prestabilito.
In attesa del voto finale, previsto tra il 26 febbraio e il 5 marzo, e della cerimonia del 15 marzo condotta da Conan O'Brien, una cosa appare chiara: Ryan Coogler non ha semplicemente vinto un premio. Ha aggiunto una nuova pagina a una storia che il cinema, per troppo tempo, aveva raccontato solo a metà.