Rose McGowan chiede scusa all'Iran per la morte di Soleimani e attacca Trump

Rose McGowan è intervenuta su Twitter per chiedere scusa all'Iran dell'attacco ordinato da Donald Trump che ha ucciso il generale Soleimani.

Rose McGowan è intervenuta su Twitter per scusarsi con l'Iran e attaccare il presidente americano dopo l'attacco autorizzato da Donald Trump che ha causato la morte del generale Qassem Soleimani.

L'attrice, da tempo apertamente contro la presenza del miliardario alla Casa Bianca, ha scritto sui social: "Caro Iran, gli Stati Uniti hanno mancato di rispetto nei confronti della vostra nazione, la vostra bandiera e del vostro popolo. Il 52% di noi vi chiede umilmente scusa".
Rose McGowan, condannando la scelta presa da Donald Trump che secondo Michael Moore potrebbe causare l'inizio di un conflitto armato, ha proseguito dichiarando: "Vogliamo la pace con la vostra nazione. Siamo tenuti in ostaggio da un regime terrorista. Non sappiamo come fuggire. Per favore non uccideteci. #Soleimani".
Successivamente l'attrice ha inoltre insultato apertamente il presidente americano per quanto accaduto e ha risposto ad alcuni attacchi scrivendo: "Non sto dalla parte dell'Iran, ma sicuramente non sostengo gli Stati Uniti. Certamente Soleimani era un uomo malvagio che ha compiuto delle gesta terribili. Ma in questo momento non è quello il punto della questione. La nazione americana è moralmente corrotta e agisce illegalmente. Si tratta solo di logica appellarsi all'orgoglio dell'Iran chiedendo scusa".

Rose non ha però utilizzato mezzi termini per replicare a chi le chiedeva perché fosse convinta che all'Iran interessino le sue parole e stesse in realtà "tradendo" le persone uccise dai terroristi per difendere anche la sua libertà.
L'ex star di Streghe ha sostenuto che gli Stati Uniti siano alle prese con "bugie, corruzione, nazionalismo, razzismo e una profonda misoginia" e dopo poche ore ha voluto spiegare: "Ho perso il controllo perché potremmo essere sull'orlo di una guerra. Alle volte è giusto perdere il controllo nei confronti di chi ha il potere. Si tratta del nostro diritto ed è quello per cui così tanti soldati coraggiosi hanno combattuto. Si tratta della democrazia. Non voglio che altri soldati americani vengano uccisi. Tutto qui".

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