Robin Williams, parla il figlio Zak: "Mio padre a disagio e frustrato per via di una diagnosi errata"

Il figlio di Robin Williams, Zak, ha ricordato il dramma del padre per via della diagnosi errata che gli ha provocato disagio e frustrazione negli ultimi anni di vita.

Il figlio di Robin Williams, Zak, ha parlato con sincerità degli effetti di una diagnosi errata sulla psiche del padre, morte suicida nell'agosto 2014, e del tentativo di superare il trauma.

Robin Williams in una scena del film Insomnia
Robin Williams in una scena del film Insomnia

Zak, impegnato nella salvaguardia della salute mentale, ha parlato col conduttore Max Lugavere nel suo podcast The Genius Life della frustrazione e del disagio di Robin Williams prima della sua morte. L'episodio è stato diffuso mercoledì, nel giorno che sarebbe il 70° anniversario dell'attore.

"Quello che ho visto è stata una grande frustrazione" ha spiegato Zak riferendosi alla diagnosi errata di suo padre con il morbo di Parkinson. Solo anni dopo la morte di Williams si è scoperto che l'attore aveva la demenza a corpi di Lewy, terza forma di demenza più diffusa nell'essere umano dopo il morbo di Alzheimer e la demenza vascolare

Robin Williams
Robin Williams

"Quello che stava attraversando non corrispondeva a ciò che sperimentano molti pazienti affetti da Parkinson. Quindi, penso che sia stato difficile per lui."

Il fondatore di PYM ha continuato: "C'era un problema di concentrazione che lo frustrava, c'erano problemi associati a come si sentiva e anche la prospettiva neurologica non lo faceva sentire bene. Era molto a disagio".

Secondo Zak, i farmaci che Williams assumeva aggravavano la situazione per via della diagnosi errata: "Questi farmaci non sono uno scherzo. Hanno effetti pesanti per la mente e il corpo."

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La demenza demenza a corpi di Lewy è un tipo di malattia del cervello che ha afflitto la mente, la memoria e il controllo dei movimenti di Robin Williams, rendendo sempre più difficile per lui continuare a lavorare:

"Non potevo fare a meno di provare empatia. Non potevo fare a meno di sentirmi frustrato per lui. Può farti sentire isolato anche quando sei con la famiglia e i tuoi cari".

I sintomi di Williams si sono aggravati nel corso dei due anni precedenti alla sua morte. "È stato un... non voglio dire che sia stato un breve periodo. Sembrava molto più lungo di quanto non fosse in realtà perché era un periodo per lui di intensa ricerca e frustrazione", ha ricordato suo figlio.