Stasera, venerdì 12 giugno, Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero tornano per il secondo appuntamento settimanale con Quarto Grado, l'approfondimento giornalistico di Retequattro che si occupa di gialli irrisolti e di cronaca. Anche stasera il programma si occuperà degli ultimi sviluppi del caso Garlasco e dell'omicidio di Pierina Paganelli.
I casi di Quarto Grado di stasera
Questa sera i riflettori di Quarto Grado si accendono ancora su due fatti di cronaca al centro dell'attenzione dei media: il caso Garlasco, con le ultime novità dopo l'intervista esclusiva a Marco Poggi della scorsa settimana; e l'omicidio di Pierina Paganelli, che prosegue dopo l'assoluzione di Louis Dassilva. Sul parterre ci saranno Carmelo Abbate, Carmen Pugliese, Grazia Longo, Candida Morvillo, Paolo Colonnello, Giuseppe Brindisi, Marco Oliva, Caterina Collovati, Paolo Reale e Massimo Picozzi.
Caso Garlasco: tra riaperture, indagini e nuovi scenari giudiziari
Il 13 agosto 2007, la ventiseienne Chiara Poggi viene brutalmente uccisa nella sua villetta a Garlasco (Pavia). Dopo una complessa e altalenante vicenda giudiziaria, nel dicembre 2015 il fidanzato Alberto Stasi viene condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, una pena che sta tuttora scontando. Stasi si è sempre proclamato innocente.
Nonostante una verità giudiziaria apparentemente scritta, tra il 2025 e il 2026 si è assistito a un clamoroso ribaltamento dello scenario. La Procura di Pavia ha riaperto ufficialmente le indagini, iscrivendo nel registro degli indagati per omicidio volontario aggravato Andrea Sempio (oggi 38enne), all'epoca dei fatti un giovane amico di Marco Poggi, il fratello minore di Chiara.
A maggio 2026, la Procura di Pavia ha formalmente chiuso le indagini su Sempio, formulando accuse pesantissime. Secondo i magistrati, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi per "motivi abietti", scaturiti dal risentimento e dal violento rifiuto della ragazza a un suo approccio o avance di natura sessuale.
Gli inquirenti contestano l'aggravante della crudeltà. Sempio avrebbe aggredito Chiara colpendola al cranio e al volto con almeno 12 colpi inferti con un corpo contundente, per poi far scivolare il corpo esanime lungo le scale della cantina e colpirla ancora alla nuca. Inoltre, secondo i pm, l'alibi del giovane sarebbe definitivamente crollato e alcune intercettazioni sembrerebbero rivelare dettagli sull'orario del delitto.
Mentre la Procura di Pavia si muove per trasmettere gli atti alla Procura Generale di Milano al fine di sollecitare la revisione del processo a carico di Alberto Stasi, le reazioni sono contrastanti. Se da un lato la madre di Stasi esprime forte fiducia in una sua scarcerazione, dall'altro la famiglia Poggi frena: il fratello di Chiara, Marco, ha rotto il silenzio difendendo l'amico Sempio, dichiarando di ritenerlo estraneo ai fatti e continuando a considerare Stasi come l'unico e vero colpevole. Andrea Sempio, dal canto suo, continua a respingere ogni accusa.
Pierina Paganelli: assoluzione Dassilva e nuovo appello della Procura
Pierina Paganelli, 78 anni, è stata uccisa la sera del 3 ottobre 2023 nel garage del condominio in cui viveva, in via del Ciclamino a Rimini. Il suo corpo è stato poi ritrovato la mattina seguente, il 4 ottobre, dalla nuora Manuela Bianchi. Il 9 giugno 2026, dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, la Corte d'Assise di Rimini ha assolto in primo grado Louis Dassilva, il 36enne metalmeccanico senegalese che era l'unico imputato e si trovava in carcere da luglio 2024. Dassilva è stato assolto per non aver commesso il fatto (secondo l'art. 530 comma 2 c.p.p., l'equivalente dell'insufficienza di prove). Per lui la Procura aveva chiesto l'ergastolo.
Dassilva è tornato immediatamente in libertà dichiarando: "Ha vinto la giustizia", e ha confermato di voler rimanere a vivere in Italia. La moglie Valeria, che gli ha sempre fornito l'alibi per la sera del delitto, ha espresso profonda commozione.
La Procura sosteneva che Dassilva avesse ucciso Pierina per difendere la sua relazione segreta con la nuora della vittima, Manuela Bianchi, temendo che l'anziana la scoprisse. Tuttavia, i legali della difesa sono riusciti a smontare gli indizi principali, tra cui i dubbi sui filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e gli orari del delitto. Il caso rimane, di fatto, un giallo irrisolto.
La Procura di Rimini ha già annunciato che ricorrerà in Appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza (attese entro 90 giorni). I figli di Pierina Paganelli, tramite i loro legali, hanno dichiarato di rispettare la sentenza pur non condividendola, in attesa dei successivi gradi di giudizio.