Chris Hansen ha visto Primetime. E la sua reazione non lascia molto spazio alle interpretazioni. Il giornalista televisivo, diventato celebre grazie alle indagini di To Catch a Predator, considera il film con Robert Pattinson una ricostruzione fortemente romanzata della sua storia e sostiene che l'utilizzo del suo nome e della sua immagine abbia trasformato una vicenda reale in qualcosa che non riconosce come proprio.
"Primetime è completamente inventato"
A interpretare Hansen sul grande schermo è Robert Pattinson, protagonista di un film che prende spunto dall'esperienza di Dateline e, soprattutto, da uno dei casi più controversi legati al programma: quello di Louis William Conradt Jr., assistente procuratore distrettuale del Texas che nel 2006 si tolse la vita durante un'operazione di polizia. Hansen ha parlato con Variety dopo aver visto il film, affrontando anche la possibilità di intraprendere un'azione legale contro A24.
Secondo Hansen, il film utilizza alcuni elementi reali come punto di partenza, ma costruisce attorno a essi una storia che non corrisponde a ciò che sarebbe realmente accaduto. "Gli unici elementi del film che non sono romanzati sono il fatto che usa il mio nome e due o tre delle mie frasi celebri. Tutto il resto è inventato", ha dichiarato.
La pellicola si ispira in particolare a un articolo di Esquire del 2009 dedicato al caso Conradt. Nel film, però, gli eventi vengono riorganizzati e attribuiti ai personaggi secondo una logica narrativa che Hansen contesta apertamente.
Il giornalista respinge soprattutto l'idea che la produzione di To Catch a Predator abbia esercitato pressioni per arrivare all'arresto di Conradt o che l'operazione fosse stata costruita per ottenere maggiore audience. Secondo la sua ricostruzione, i decoy conducevano le proprie indagini e gli uomini venivano individuati attraverso quelle attività, mentre l'intervento delle forze dell'ordine avveniva separatamente.
La morte di Conradt rappresenta il punto più drammatico di Primetime. Hansen ha però contestato anche il modo in cui il film collega quella tragedia al lavoro della squadra di To Catch a Predator.
Conradt, secondo la ricostruzione fornita da Hansen, aveva intrattenuto conversazioni sessualmente esplicite con persone che credeva essere minorenni. Quando la polizia decise di eseguire un mandato di arresto nella sua abitazione, Conradt aveva un'arma con sé e si tolse la vita. "Nessuno può dirti esattamente perché Bill Conradt si sia tolto la vita. È una tragedia per la sua famiglia. È una tragedia per lui", ha spiegato Hansen, aggiungendo però di voler respingere qualsiasi ricostruzione secondo cui la squadra televisiva avrebbe cercato deliberatamente di provocare quella situazione.
Il giornalista sostiene inoltre che un'indagine successiva dei Texas Rangers avrebbe trovato materiale di abuso sessuale su minori nel computer di Conradt. La circostanza viene riportata da Hansen nella sua ricostruzione del caso, mentre il film utilizza l'intera vicenda come elemento centrale della propria narrazione.
Hansen non si riconosce nel personaggio di Robert Pattinson
Una delle contestazioni più personali riguarda il modo in cui Primetime rappresenta Hansen lontano dalle telecamere. Il film entra anche nella sua vita sentimentale e utilizza elementi della cronaca e dei tabloid per costruire il personaggio interpretato da Pattinson.
Per Hansen, però, anche questa parte appartiene alla finzione. "Perché, se vuoi fare un film di fantasia, usi il mio nome?", ha detto. Secondo il giornalista, il motivo sarebbe commerciale: "Hanno sfruttato il mio brand, il mio nome e la mia immagine".
Hansen ha anche criticato la scelta di accentuare alcuni suoi gesti e alcune sue caratteristiche fino a trasformarle, a suo giudizio, in una caricatura. Ha definito il risultato quasi un film di fantascienza, sottolineando il particolare stile visivo e l'aspetto volutamente esasperato del protagonista.
Nonostante le critiche, Hansen ha precisato di considerare Pattinson un ottimo attore e di non avere nulla contro di lui. Il problema, secondo la sua versione, sarebbe il modo in cui la sua identità è stata utilizzata per costruire la storia.
Hansen ha confermato che alcuni avvocati stanno esaminando la possibilità di intraprendere un'azione legale nei confronti dei responsabili del film. Non c'è però ancora una causa annunciata. "Ci sono avvocati che stanno valutando la situazione e alcuni sembrano ansiosi di fare una dichiarazione e contestare determinate cose", ha spiegato Hansen, precisando che non c'è fretta di procedere.
Il giornalista ritiene inoltre possibile che una reazione legale potesse essere stata prevista dagli stessi autori come parte della promozione del film. Una delle sue preoccupazioni è infatti che un'eventuale causa finisca per alimentare ulteriormente la curiosità attorno a Primetime.
"Non l'ho escluso, ma la esamineremo attentamente nel prossimo futuro", ha aggiunto.
Anche gli ex colleghi di To Catch a Predator contestano il film
Secondo Hansen, le reazioni negative non riguardano soltanto lui. Alcuni suoi ex colleghi di To Catch a Predator gli avrebbero manifestato il proprio disappunto per il modo in cui vengono rappresentati nel film.
Tra questi ci sarebbe anche una produttrice, che secondo Hansen non sarebbe autorizzata da NBC a parlare pubblicamente della pellicola. Il giornalista sostiene che Primetime abbia costruito una versione dei fatti nella quale i protagonisti reali risultano molto diversi dalle persone che lui conosceva.
NBC non ha confermato questa circostanza. Un portavoce della rete, interpellato da Variety, ha invece definito il film "una rappresentazione romanzata di eventi avvenuti quasi vent'anni fa e ampiamente raccontati all'epoca", ricordando inoltre che Dateline si è evoluto profondamente nel corso dei suoi quasi 35 anni di storia.
Nonostante il confronto con Primetime, Hansen non sembra intenzionato a prendere le distanze dal lavoro che lo ha reso famoso. Dopo i 21 anni trascorsi a Dateline, oggi porta avanti la propria attività attraverso TruBlu, piattaforma sulla quale conduce anche Takedown With Chris Hansen, evoluzione delle indagini che avevano caratterizzato To Catch a Predator.
Il giornalista sostiene che l'attenzione generata dal film abbia portato nuovi spettatori verso i suoi contenuti, compresi i documentari dedicati a temi come il sextortion e i pericoli legati a Roblox.
E proprio il successo di Primetime al box office non sembra sorprenderlo. Hansen attribuisce il buon esordio soprattutto alla forza di A24 e alla presenza di Pattinson, aggiungendo però che anche TruBlu ha acquistato pubblicità cinematografica in concomitanza con l'uscita del film. Il confronto tra la realtà e la versione cinematografica, dunque, potrebbe non essere finito con l'arrivo di Primetime nelle sale.