Il ritorno nella Terra di Mezzo promette di essere molto più oscuro, intimo e claustrofobico rispetto alle battaglie epiche a cui ci ha abituato la trilogia originale. Intervistato da IndieWire sulla Croisette di Cannes, Peter Jackson ha sganciato la bomba che nessuno si aspettava: il prossimo capitolo cinematografico della saga, intitolato Il Signore degli anelli: La Caccia a Gollum, prenderà apertamente ispirazione dal Joker di Joaquin Phoenix, mutuandone l'approccio clinico e profondo verso una psiche completamente devastata.
L'ispirazione per La caccia a Gollum
"Il film con Joaquin Phoenix ci ha colpito per il modo in cui esplorava la psicologia del Joker pur continuando a raccontare una storia complessa", ha confessato Peter Jackson. "Noi abbiamo a disposizione la trama contenuta nelle Appendici del libro, e racconteremo quella, ma lo faremo interamente da una prospettiva interna. Sarà il punto di vista di Gollum".
Il colossal attingerà quindi a piene mani dalle note a margine firmate da J.R.R. Tolkien, esplorando la giovinezza della creatura, la sua disperata ossessione per il recupero dell'Unico Anello e la caccia serrata guidata dai raminghi di Aragorn prima del suo fatidico imprigionamento a Mordor.
L'idea di trasformare la Terra di Mezzo nello sfondo di un thriller psicologico in stile DC Black Label ha già diviso i puristi del fantasy, ma l'obiettivo di Warner Bros. e del team creativo è chiaro: evitare l'effetto nostalgia e dimostrare che l'universo di Tolkien ha ancora cartucce cinematografiche capaci di sorprendere.
"Andy Serkis farà un lavoro migliore"
Una delle notizie che aveva fatto più discutere i fan era stata la decisione di Jackson di rimanere ancorato alla produzione senza sedersi sulla sedia da regista. Una scelta che il cineasta neozelandese ha voluto motivare con estrema onestà intellettuale, blindando la posizione di Andy Serkis, storico interprete del personaggio tramite motion-capture e ora regista designato della pellicola.
"Se avessi pensato di poter fare un film migliore di lui, lo avrei diretto io stesso", ha ammesso candidamente Jackson. "Ma ho guardato Andy e ho pensato: c'è un ragazzo che tirerà fuori qualcosa di veramente interessante e unico, e quel ragazzo non sono io". Il legame simbiotico e viscerale che Serkis ha sviluppato con il personaggio in oltre vent'anni di carriera è stato ritenuto il fattore chiave per riuscire a reggere il peso di un film interamente focalizzato sulla schizofrenia e sul delirio di Smeagol.
Se Gollum riuscirà a far ballare il pubblico come Arthur Fleck sulla scaletta del Bronx lo scopriremo solo in sala, ma le premesse sono decisamente folli.