Morgan Freeman: "Se ti pagano abbastanza, puoi chiudere un occhio su una sceneggiatura mediocre"

L'attore premio Oscar ha spiegato che, come per qualsiasi altro lavoro, anche il compenso ha il suo peso e, se l'offerta è quella giusta, qualche difetto del copione può passare in secondo piano.

Un ritratto di Morgan Freeman

Morgan Freeman non ha problemi ad ammetterlo: quando arriva una proposta, non è solo la sceneggiatura a fare la differenza. In un'intervista concessa al New York Times, l'attore ha raccontato con grande schiettezza che il compenso resta uno degli elementi decisivi nella scelta di un progetto. Secondo il premio Oscar, il copione ideale è sempre un valore aggiunto, ma la realtà dell'industria cinematografica è molto meno romantica.

"Se l'offerta è buona, certi difetti passano in secondo piano"

Freeman ha spiegato che ogni proposta viene valutata mettendo insieme diversi fattori. "Quando qualcuno ti offre un lavoro è fantastico se, oltre all'ingaggio, ti consegna anche una sceneggiatura entusiasmante. Ma nella realtà entrano in gioco due o tre aspetti."

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Morgan Freeman in una scena

Tra questi, inevitabilmente, c'è anche il denaro. "Quanto ti pagheranno? Se ti pagano abbastanza, puoi anche sorvolare su alcuni difetti della sceneggiatura." L'attore ha comunque precisato che non tutto è immutabile e che, in molti casi, è possibile intervenire sul copione prima dell'inizio delle riprese. "A volte fai presente che alcune cose non funzionano e, nella maggior parte dei casi, si riesce a sistemarle."

A 89 anni, Morgan Freeman non ha alcuna intenzione di ritirarsi. Anzi, dice di condividere la filosofia di Clint Eastwood.

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Per lui il segreto è semplice: continuare ad andare avanti finché le condizioni lo permettono. "Se riesci ad alzarti dal letto e a non cadere appena metti i piedi a terra, allora devi solo essere grato e continuare a vivere. Io lavorerò finché potrò, finché qualcuno mi dirà: "Vuoi interpretare questa parte?"."

Il ritiro non è nei suoi piani

Non è la prima volta che Freeman affronta l'argomento. Già in una precedente intervista al Guardian aveva spiegato che l'idea del pensionamento, ogni tanto, gli attraversa la mente, ma dura pochissimo.

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Morgan Freeman sul set

Appena il suo agente lo chiama per una nuova proposta, tutto torna come prima. "Ogni tanto penso alla pensione, ma basta che il mio agente mi dica che c'è un'offerta e ricomincio subito a chiedermi quanto pagano e dove si gira."

Una risposta che racconta bene il rapporto dell'attore con il proprio mestiere: la passione resta fondamentale, ma dopo oltre sessant'anni di carriera Freeman non nasconde che anche l'aspetto economico fa parte del gioco.

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