Ieri sera, durante la proiezione di After the Hunt di Luca Guadagnino al Festival del Cinema di Venezia, il pubblico ha subito percepito un richiamo allo stile inconfondibile di Woody Allen. I titoli di testa, accompagnati da una canzone d'altri tempi, hanno immediatamente evocato l'estetica dei film del regista americano, fino al font utilizzato. Bilge Ebiri di Vulture, seduto accanto ad alcuni spettatori, non ha potuto fare a meno di notare: "È il font di Woody".
Non si tratta di una scelta casuale. Guadagnino, noto per affrontare temi complessi e controversi, ha realizzato un'opera che ruota attorno a un'accusa nell'era del #MeToo.
La storia si concentra su Julia Roberts, nei panni di una stimata professoressa universitaria, che deve fare i conti con una denuncia da parte della sua studentessa Ayo Edebiri, diretta a un collega interpretato da Andrew Garfield. Il film esplora con delicatezza il contrasto tra le diverse versioni dei fatti e il peso delle responsabilità personali e professionali.
Guadagnino spiega il riferimento a Woody Allen
Durante la conferenza stampa, il regista ha chiarito il senso del richiamo a Allen: "È un canone con cui sono cresciuto. Quando abbiamo iniziato a pensare al film, ci tornavano in mente opere come Crimini e delitti, Un'altra donna o Hannah e le sue sorelle. Ho voluto giocare con quella grafica e quel font come omaggio a un artista che, in un certo senso, ha affrontato problemi simili riguardo alla sua essenza e alla percezione pubblica".

Guadagnino non è nuovo a dichiarazioni di sostegno verso Allen. Già nel 2019 aveva paragonato la situazione del regista alla narrativa morale di La lettera scarlatta, sottolineando come Allen fosse stato indagato ma scagionato e rimarcando il valore artistico della sua filmografia. "Chiunque neghi che Another Woman sia un capolavoro è fuori strada", aveva detto.
Lo stile come mezzo narrativo
Il richiamo a Woody Allen in After the Hunt non è solo estetico. Guadagnino usa l'omaggio come chiave per riflettere sulle responsabilità dello spettatore di fronte alle opere di artisti controversi. La scelta del font e delle atmosfere ricorda gli anni '80 e primi anni '90 di Allen, creando un dialogo visivo con la storia del cinema e con le questioni morali che il film affronta.

In definitiva, After the Hunt rappresenta un ponte tra il cinema classico e le tematiche attuali. Guadagnino riesce a rendere omaggio a Woody Allen senza banalizzare le controversie che lo circondano, offrendo allo spettatore un'esperienza che mescola estetica, riflessione morale e dramma personale. Dopo aver visto il film, il pubblico può comprendere l'intento sottile e meditativo del regista, che invita a guardare oltre la superficie e a riflettere sull'arte e sulle responsabilità dell'epoca moderna.