Lino Banfi: “Benvenuti a sti fro...ni? Oggi non la canterei più”

Al Bari International Film Festival, Lino Banfi ha ricordato la celebre canzone di Fracchia la belva umana e ha rivelato che oggi non canterebbe più 'Benvenuti a sti fro...'

NOTIZIA di 03/10/2021

Nel corso della sua partecipazione al Bari International Film Festival, Lino Banfi si è soffermato a parlare di Fracchia la belva umana e ha rivelato che oggi non canterebbe la famigerata canzone "Benvenuti a 'sti frocioni...", una scena cult del film di Paolo Villaggio.

Lino Banfi
Lino Banfi, una foto del popolare comico pugliese

Come riportato da Repubblica, la comicità di cui l'attore pugliese è stato grande protagonista è cambiata al passo con gli usi e i costumi del Belpaese. Per questo motivo, oggi, Lino Banfi oggi ritiene inopportuno cantare una canzone come 'Benvenuti a sti frocioni'. Il protagonista di Fracchia la belva umana ha dichiarato: "Oggi la cambierei ed eviterei di dire quella parola che è davvero brutta. Quella scena non la farei per niente così evitiamo. Oggi ogni cosa... Pensa in quanti film mi sono vestito da nero e mi sono truccato, a me piaceva fare canzoni di personaggi di colore. Oggi non si potrebbe fare".

Lino Banfi ha continuato: "Eviterei anche certe scene con scritte arabe in Vieni avanti cretino. Meglio evitare altrimenti ci trovavamo sgozzati come due scemi io e l'altro attore che recitava con me. Magari ci sono correzioni che si potrebbero fare senza abbandonare completamente i personaggi". Nel corso di un'intervista a Stracult di qualche anno fa, Lino Banfi ha rivelato che la scena in trattoria di Fracchia la belva umana fu improvvisata.

Recentemente, inoltre, il gruppo Facebook Noi che amiamo Lino Banfi official è stato oscurato e censurato per incitamento all'odio e alla violenza contro gli omosessuali. A questo proposito, Lino Banfi ha dichiarato: "Ci stanno togliendo la possibilità di ridere e far ridere, cosa di cui oggi avremmo un gran bisogno. Per questo dico basta agli eccessi del politicamente corretto: con queste azioni sono gli stessi censori a risultare ridicoli e poco credibili. Nessun gay si è mai sentito offeso dai miei film e io ho provato a trattare l'omosessualità tenendomi sempre lontanissimo dal rischio omofobia".