Kiki consegne a domicilio, perché Jiji smette di parlare? Dopo quasi 40 anni lo Studio Ghibli lo spiega

Dopo 37 anni, arriva la risposta definitiva su uno dei finali più dibattuti dell'animazione giapponese. Toshio Suzuki ha chiarito perché la piccola strega Kiki perde la capacità di comunicare con il suo gatto Jiji, e no, non è un segno di debolezza.

Una scena di Kiki consegne a domicilio

Il mistero risale al 1989, anno in cui Hayao Miyazaki portò nelle sale la storia della giovane strega in cerca di indipendenza a Koriko. Il film di Kiki consegne a domicilio, tornato recentemente alla ribalta con un debutto da record nel formato IMAX, ha sempre lasciato i fan con l'amaro in bocca per il destino di Jiji: nonostante Kiki recuperi i suoi poteri, il gatto resta "muto" fino ai titoli di coda. Lo scorso fine settimana, l'account ufficiale del programma Friday Roadshow di Nippon TV ha rimesso in circolo una spiegazione di Suzuki che ribalta la percezione comune dei fan.

La crescita oltre la magia

Secondo il produttore e co-fondatore dello Studio Ghibli, Jiji di Kiki consegne a domicilio non è mai stato un semplice animale domestico, ma una proiezione della stessa Kiki. "Parlare con Jiji è come avere un dialogo con se stessi", ha spiegato Suzuki.

Il gattino Jiji in una sequenza del film d'animazione Kiki consegne a domicilio
Kiki consegne a domicilio, il gattino Jiji

Il fatto che alla fine del film i due non comunichino più a voce non indica una perdita, ma un traguardo: Kiki è cresciuta. Non ha più bisogno di quel "riflesso" o alter ego per affrontare le difficoltà della vita a Koriko. È diventata capace di camminare con le proprie gambe, rendendo il dono della parola di Jiji superfluo per la sua maturazione.

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Per anni, molti spettatori hanno creduto che l'incapacità di Jiji di parlare fosse legata a una persistente insicurezza di Kiki o a un indebolimento dei suoi poteri. La realtà descritta da Suzuki è l'esatto opposto. Il silenzio di Jiji segna l'inizio della vera vita adulta della strega, che ora possiede una fiducia in se stessa tale da non richiedere più mediazioni magiche per i suoi conflitti interiori.

Il gatto, intanto, ha continuato la sua vita in modo del tutto naturale, trovando una compagna e mettendo su famiglia, a dimostrazione che il legame tra i due si è semplicemente evoluto verso una forma più silenziosa ma consapevole.

Il futuro dello Studio Ghibli tra parchi e IMAX

Mentre i fan digeriscono questa rivelazione, lo studio non dorme. Anche se non ci sono lungometraggi teatrali confermati per il resto del 2026, l'attività ferve nel Ghibli Park.

La piccola Kiki e Jiji in una sequenza del film d'animazione Kiki consegne a domicilio
La piccola Kiki e Jiji in una sequenza

Dall'8 luglio, il teatro Orion ospiterà un nuovo cortometraggio animato firmato da Goro Miyazaki e Akihiko Yamashita. Parallelamente, continua la collaborazione tra IMAX e GKIDS per portare i grandi classici nel formato gigante, sotto la supervisione dello storico direttore della fotografia Atsushi Okui.

Per quanto riguarda Hayao Miyazaki, nonostante le voci di ritiro seguite a Il ragazzo e l'airone, il regista continua a lavorare su nuovi progetti. Lo Studio Ghibli resta una fabbrica di sogni che, a distanza di decenni, riesce ancora a risolvere i propri enigmi, confermando che dietro ogni scelta narrativa di Miyazaki c'è sempre un significato che va ben oltre il semplice elemento fantastico.