Keanu Reeves pronto per Hidari, il film in stop-motion che vuole reinventare il cinema dei samurai

Presentato al Festival di Annecy, Hidari ha conquistato il pubblico con il suo stile unico tra stop-motion, anime e artigianato giapponese. A dare voce al protagonista sarà Keanu Reeves, entusiasta di un progetto che definisce "straordinario".

Un ritratto di Keanu Reeves

Tra le numerose anteprime presentate all'Annecy International Animation Film Festival, una delle più applaudite è stata senza dubbio Hidari, ambizioso lungometraggio in stop-motion che punta a riscrivere le regole dell'animazione contemporanea. A renderlo ancora più atteso è arrivata la conferma di un nome d'eccezione: Keanu Reeves, che presterà la voce al protagonista del film.

Un John Wick ambientato nel Giappone feudale

L'attore ha salutato il pubblico del festival con un videomessaggio registrato, raccontando il proprio entusiasmo per un progetto che unisce cinema d'autore, tradizione giapponese e spettacolarità. "Lo stop-motion e tutto quello che questo team sta realizzando hanno un'ambizione profondamente cinematografica", ha spiegato Reeves. "Può essere allo stesso tempo grandioso e molto intimo. La sceneggiatura è straordinaria. Voglio vedere questo film e voglio farne parte."

Parole che confermano quanto il progetto abbia saputo attirare anche una delle star più amate del cinema d'azione contemporaneo. Durante la presentazione ad Annecy, il regista Masashi Kawamura ha sintetizzato lo spirito del film con una definizione destinata a rimanere impressa. "Immaginate John Wick ambientato nel Giappone feudale e interpretato da marionette di legno sotto steroidi."

Il protagonista è ispirato alla figura leggendaria di Hidari Jingoro, artista e maestro falegname del XVII secolo la cui esistenza è ancora oggi avvolta dal mistero. Secondo numerose leggende, sarebbe stato capace di infondere vita alle proprie sculture in legno. Un dettaglio che ha colpito profondamente Kawamura.

Keanu Reeves, come una scacchista di 16 anni lo ha convinto a produrre "Madwoman's Game" Keanu Reeves, come una scacchista di 16 anni lo ha convinto a produrre 'Madwoman's Game'

"Quando ho scoperto questa leggenda ho pensato che fosse esattamente ciò che facciamo nello stop-motion: dare vita a oggetti inanimati." Da qui nasce la scelta di utilizzare esclusivamente pupazzi scolpiti nel legno, trasformando il materiale stesso in una parte integrante della narrazione.

Il manifesto del "Wood Punk"

La storia segue un giovane maestro falegname impegnato nella ricostruzione del Castello di Edo. La sua vita cambia quando una cospirazione provoca la morte del suo mentore e della donna che ama, lasciandolo inoltre privo del braccio destro.

Sopravvissuto all'attacco, il protagonista trasforma la propria conoscenza della lavorazione del legno nell'arma della sua vendetta. Si costruisce infatti un sofisticato braccio meccanico in legno e intraprende una guerra contro un esercito di automi fino allo scontro finale con un gigantesco robot capace di devastare l'intera città di Edo.

Una trama che mescola eventi storici, fantasy e steampunk giapponese, dando vita a un universo visivo completamente originale.

Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è la sua identità estetica. Il team creativo ha coniato il termine Wood Punk per definire il mondo di Hidari: un'estetica in cui ogni elemento nasce dalla materia lignea, dalle venature naturali ai segni lasciati dagli scalpelli degli artigiani.

Ogni singolo fotogramma viene realizzato a mano. "Vogliamo che il pubblico percepisca ogni fibra del legno, ogni incisione, ogni imperfezione", ha spiegato Kawamura. "Il materiale stesso racconta una parte della storia."

Il primo teaser, già visto oltre cinque milioni di volte su YouTube, offre un assaggio di questa direzione artistica, mostrando combattimenti fluidissimi pur mantenendo evidente la fisicità delle marionette.

Lo stop-motion come risposta all'intelligenza artificiale

Durante l'incontro con il pubblico, Kawamura ha affrontato anche il tema dell'intelligenza artificiale, sempre più presente nell'industria audiovisiva. "Molti ci chiedono perché realizzare tutto questo in stop-motion. La risposta è semplice: perché lo amiamo."

Secondo il regista, questa tecnica viene spesso considerata nostalgica o destinata a produzioni di nicchia, mentre Hidari vuole dimostrarne il potenziale spettacolare. "In un mondo in cui si può quasi generare un film in pochi secondi usando l'intelligenza artificiale - se non ci interessa la qualità - noi stiamo facendo l'esatto contrario. Questo è un film che parla di artigianato."

Una dichiarazione che suona quasi come un manifesto creativo: invece di accelerare i processi produttivi, Hidari sceglie deliberatamente la lentezza della lavorazione manuale, trasformando il tempo impiegato nella sua principale forza artistica.

Keanu Reeves era il volto immaginato fin dall'inizio

La produttrice Noriko Matsumoto ha raccontato che il coinvolgimento di Keanu Reeves rappresenta un vero sogno diventato realtà. Il protagonista, infatti, era stato progettato fin dalle prime fasi dello sviluppo come una fusione ideale tra Keanu Reeves e Toshiro Mifune, la leggenda del cinema giapponese resa immortale dai film di Akira Kurosawa.

Keanu Reeves
Un ritratto di Keanu Reeves

In passato il progetto aveva anche attirato l'interesse di Hollywood, ma i cambiamenti interni allo studio coinvolto avevano interrotto la trattativa. Oggi Hidari prosegue il proprio percorso grazie alla collaborazione con Questry, mantenendo intatta la sua identità artistica.

Con il sostegno di Reeves e un concept visivo capace di distinguersi nel panorama dell'animazione contemporanea, Hidari si candida già come uno dei progetti più originali emersi da Annecy 2026: un film che guarda al futuro recuperando il valore della manualità, della tradizione e della pazienza artigianale.