J.K. Rowling è ormai nell'occhio del ciclone per via dei suoi ultimi tweet transfobici e del saggio in cui esprimeva "preoccupazioni per l'attivismo transgender", generando una serie di reazioni contrarie e difformi dalle sue opinioni. Gli ultimi a protestare? La casa editrice del suo ultimo libro.
Come riporta il Daily Mail, una schiera di dipendenti della Hachette, la casa editrice che si occuperà di pubblicare The Ickabog, l'ultima opera della scrittrice, avrebbe messo su una protesta contro le dichiarazioni della Rowling durante un meeting, affermando di essere disposti ad abbandonare il progetto, se necessario.
"Hanno detto di essere contro i commenti dell'autrice e di voler mostrare il loro supporto alla comunità trans. Lo staff è molto attento ai problemi sociali attuali, sono tutti ventenni o trentenni, e a quanto pare hanno dei sentimenti molto forti riguardo alla questione" avrebbe dichiarato un insider, mentre un'altra fonte avrebbe riportato che "Si tratta solo di qualche dipendente, e hanno diritto alle loro opinioni. Se gli venisse chiesto di procedere con l'editing di un libro sulle violenze domestiche, e loro fossero delle vittime di violenze domestiche, ovviamente non verrebbero certo costretti a lavorarci. Ma qui si parla di fiabe per bambini. Non è la fine del mondo. Avranno tutti delle conversazioni con i propri manager".
Hachette è la nota casa editrice di opere femministe e autrici come Angela Carter, Maya Angelou e Beatrix Campbell. Nei mesi scorsi, la stessa casa editrice di J.K. Rowling aveva deciso di non pubblicare più l'autobiografie di Woody Allen a seguito delle numerose proteste contro la scelta iniziale di distribuire il libro.