J.K. Rowling è intervenuta sui social media per difendersi dall'accusa di chi sostiene avrebbe invitato Jeffrey Epstein ad un evento nel 2018. L'occasione sarebbe stata la première di Harry Potter e la Maledizione dell'Erede a Broadway.
Un appuntamento importante perchè in quell'occasione Rowling presentava l'opera teatrale scritta insieme a Jack Thorne e John Tiffany, prosecuzione della trama di Harry Potter dopo quanto raccontato nei sette libri principali.
J.K. Rowling si difende dall'accusa
"Questo va oltre il ridicolo" ha scritto Rowling in risposta ad un commento su X in cui veniva accusata di aver inviato inviti a Epstein dieci anni dopo la sua condanna "Né io né nessuno del mio team ha mai incontrato, comunicato con o invitato Jeffrey Epstein a qualsiasi cosa" ha concluso.
Il nome di Rowling è emerso online nell'ultimo lotto dei file su Epstein diffusi dal Dipartimento di Giustizia. La scrittrice è stata menzionata in una corrispondenza tra Peggy Siegal, publicist di Epstein, e Colin Callender, a capo della compagnia teatrale Playground Entertainment. Nello scambio di messaggi, Siegal cercava di ottenere un invito per Epstein alla première ufficiale a Broadway di Harry Potter e la Maledizione dell'Erede dell'aprile 2018.
Lo scambio di messaggi per la presenza di Epstein alla première di Harry Potter
Nella conversazione emersa dai file di Epstein legati alla première dell'opera di J.K. Rowling, Siegal contattò Callender affermando che un amico molto importante desiderava essere presente alla première, senza nominare Epstein. Callender rispose che l'avrebbe fatto entrare ma in seguito ha affermato che non seppe mai che Siegal stesse parlando di Jeffrey Epstein prima che lui la mettesse in contatto con un membro del suo team.
Nei messaggi si evince che, nonostante fossero stati inviati i biglietti a Epstein, quest'ultimo non riuscì a entrare perché il suo nome non era nella lista degli invitati. In seguito all'accaduto, Siegal scrisse una mail a Playground Entertainment lamentandosi di quanto successo e pretendendo una lettera di scuse, ma Callender ha affermato che nessuno della compagnia si è scusato.