Un nuovo cortometraggio di propaganda diffuso online mostra versioni in stile The Lego Movie di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, accusati di aver provocato la guerra con l'Iran. Il video, probabilmente realizzato con l'intelligenza artificiale, sta circolando sui social.
Il cortometraggio "Narrative of Victory": propaganda in stile Lego
Il video, intitolato "Narrative of Victory", è iniziato a circolare sui social e su diverse piattaforme online, diffondendosi sempre più in questi giorni, attirando immediatamente l'attenzione per il suo stile visivo: personaggi che ricordano le celebri minifigure Lego e un'animazione che richiama esplicitamente il linguaggio estetico di The Lego Movie.
Non è ancora chiaro chi abbia realizzato il cortometraggio né da quale organizzazione provenga ufficialmente. Tuttavia, diversi osservatori ritengono che sia stato prodotto utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, una tecnologia che negli ultimi anni ha reso più semplice creare video animati anche con risorse relativamente limitate.
La trama del video è costruita come una sorta di satira geopolitica. Nella scena iniziale compaiono versioni stilizzate di Donald Trump, Benjamin Netanyahu e una figura che rappresenta Satana, seduti attorno a un tavolo mentre sfogliano quello che inizialmente sembra un semplice album fotografico. Subito dopo, però, il contenuto viene rivelato: si tratta di un dossier legato ai cosiddetti Epstein Files.
Secondo la narrazione proposta dal corto, la scoperta di questo dossier spingerebbe Trump a decidere un attacco militare contro l'Iran. Il messaggio implicito del video è chiaro: la guerra viene rappresentata come una distrazione politica destinata a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da scandali interni. La sequenza successiva mostra il personaggio di Trump premere un grande pulsante rosso, dando il via al lancio di un missile che colpisce una scuola nella città iraniana di Minab, nel sud del paese. Nel racconto del video, l'attacco causa la morte di numerose bambine, una tragedia che diventa il punto di partenza per la risposta militare iraniana.
Il tono del corto rimane volutamente provocatorio e simbolico, alternando immagini satiriche e sequenze di guerra rappresentate con lo stesso linguaggio visivo delle costruzioni Lego. Un contrasto che rende il messaggio ancora più evidente: una narrazione semplificata e caricaturale del conflitto.
Una strategia di comunicazione già vista nella propaganda iraniana
Il cortometraggio non si ferma alla ricostruzione dell'attacco iniziale. Nelle scene successive vengono mostrate operazioni militari attribuite alle forze iraniane: abbordaggi di petroliere, intercettazioni di droni e attacchi contro diverse capitali del Medio Oriente.
Tra gli episodi più evidenti rappresentati nel video compare anche il bombardamento di una base britannica a Cipro, seguito da una serie di eventi a catena: l'aumento dei prezzi del petrolio, la chiusura dello Stretto di Hormuz e una escalation militare che culmina con un attacco contro Tel Aviv, mostrata nel corto mentre viene devastata dalle esplosioni.
Il racconto costruito da "Narrative of Victory" è chiaramente pensato come una risposta propagandistica alla narrazione occidentale del conflitto. Utilizzando uno stile grafico apparentemente leggero - quello delle costruzioni giocattolo - il video prova a rendere la propria versione degli eventi più accessibile e immediata.
In realtà, questa strategia non è una novità. L'Iran aveva già utilizzato in passato animazioni simili per diffondere messaggi politici. Già nel giugno dello scorso anno, dopo alcuni attacchi statunitensi contro siti legati al programma nucleare iraniano, era circolato online un altro video con lo stesso stile visivo.
Anche in quel caso la scena iniziale mostrava personaggi caricaturali di Trump, Netanyahu e Satana mentre discutevano su come bombardare Teheran. L'uso di questo linguaggio visivo, ispirato a un immaginario popolare e facilmente riconoscibile, sembra quindi far parte di una strategia comunicativa precisa.
In un contesto di tensioni geopolitiche sempre più complesse, perfino il linguaggio dell'animazione e della cultura pop può trasformarsi in uno strumento di narrazione politica. E proprio per questo, video come "Narrative of Victory" finiscono rapidamente al centro di discussioni globali, tra chi li interpreta come propaganda e chi li osserva come un nuovo esempio di guerra mediatica nell'era digitale.