La serie HBO di Harry Potter avrebbe perso due possibili registe prima ancora dell'inizio delle riprese. Ally Pankiw e Kate Herron hanno rivelato di aver rifiutato l'offerta per motivi legati alle posizioni di J.K. Rowling sulle persone transgender.
"La mia risposta è stata subito no"
Ally Pankiw, nota per aver diretto episodi di Black Mirror, e Kate Herron, regista della prima stagione di Loki, hanno raccontato pubblicamente di aver rifiutato la proposta di dirigere alcuni episodi dell'adattamento HBO, spiegando che la decisione è legata alle controverse posizioni espresse negli ultimi anni da J.K. Rowling sui diritti delle persone transgender.
Pankiw ha condiviso su Instagram uno scambio di messaggi con il proprio agente risalente al momento in cui le era stata proposta la serie. L'agente le aveva scritto di avere già un'idea della risposta, ma di volerle comunque chiedere se fosse interessata a Harry Potter. La replica della regista è stata immediata. "Assolutamente no."
Nel commentare la conversazione, Pankiw ha ribadito la propria posizione con un messaggio rivolto anche a chi ha invece accettato di lavorare alla produzione. "Dire no al finanziare la transfobia è davvero così semplice." La regista ha inoltre precisato che l'offerta riguardava la regia della serie e non un ruolo come attrice.
Tra i commenti al post è intervenuta anche Kate Herron, che ha confermato di aver ricevuto la stessa proposta. La regista di Loki ha spiegato che HBO l'ha contattata in due occasioni diverse, ma che la sua risposta non è mai cambiata. "Mi hanno chiesto due volte e ho dovuto spiegare che la mia risposta sarebbe sempre stata no."
Successivamente Pankiw ha condiviso anche questo intervento nelle proprie storie Instagram, elogiando la collega per aver mantenuto la stessa posizione nonostante le ripetute offerte.
Gli attori prendono le distanze dalle posizioni di Rowling
Le dichiarazioni arrivano mentre la produzione continua ad arricchire il cast. Negli ultimi giorni è stato annunciato, ad esempio, che Nicholas Hoult interpreterà Gilderoy Allock nella seconda stagione.
Ogni nuovo ingresso, però, riaccende il dibattito sul coinvolgimento di J.K. Rowling nel progetto. L'autrice non è soltanto la creatrice del mondo di Harry Potter, ma continua ad avere un ruolo nella produzione della serie e beneficia economicamente del franchise. Per questo motivo diversi professionisti hanno spiegato pubblicamente di non voler prendere parte al progetto, mentre altri hanno scelto di distinguere il proprio lavoro dalle opinioni espresse dalla scrittrice.
Diversi membri del cast hanno già chiarito di non condividere le idee dell'autrice. Bel Powley, una delle interpreti della serie, ha dichiarato in una recente intervista di essere in totale disaccordo con le posizioni di Rowling sull'identità di genere.
L'attrice ha però aggiunto di essere profondamente legata alla saga. "Adoro Harry Potter. Sono cresciuta con quei libri e appartengo alla prima generazione di lettori. Amo quel mondo, la magia e quell'atmosfera."
Anche Paapa Essiedu e Nick Frost hanno in passato preso pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni della scrittrice.
Da parte di HBO la posizione non è cambiata. Lo scorso anno il CEO Casey Bloys aveva ribadito che il rapporto professionale con Rowling prosegue da oltre vent'anni e che le sue convinzioni personali non influenzeranno i contenuti della serie.
Secondo il dirigente, Harry Potter non verrà utilizzato come veicolo per diffondere le opinioni politiche dell'autrice, sottolineando che le sue dichiarazioni restano esclusivamente posizioni personali.
Nonostante ciò, il dibattito continua a dividere pubblico e addetti ai lavori, e le rivelazioni di Pankiw e Herron dimostrano come la questione stia influenzando anche le scelte di alcuni professionisti dietro la macchina da presa, ben prima dell'arrivo della serie, previsto per il 25 dicembre su HBO e HBO Max.