Grey’s Anatomy sospende la produzione: stop alle riprese per le proteste nazionali contro l’ICE

Oggi sono sospesi i lavori sul set della serie televisiva per aderire alle manifestazioni contro l'operato degli agenti dell'immigrazione americana.

Ellen Pompeo in una scena di Grey's Anatomy

Le proteste anti-ICE si sono allargate ormai su scala nazionale negli USA e hanno raggiunto anche Hollywood. Nella giornata di oggi, venerdì 30 gennaio, si fermeranno le riprese della longeva serie medical Grey's Anatomy della ABC.

La produzione sarà sospesa per 24 ore a seguito del blocco nazionale lanciato da alcuni gruppi studenteschi dell'università del Minnesota, e dopo aver constatato che diversi membri della troupe di Shondaland/20th Television non si sarebbero presentati al lavoro.

Le proteste anti-ICE negli Stati Uniti

Sono partite dal Minnesota le proteste contro l'ICE, in particolare dalla Somali Student Association e dalla Black Student Union dell'Università del Minnesota: le due associazioni sono tra gli organizzatori del National Shutdown, in seguito all'uccisione dei manifestanti Renee Good e Alex Pretti da parte degli agenti federali.

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Natalie Morales in una scena di Grey's Anatomy

Tra le istituzioni che rimarranno chiuse oggi anche il Museum of Contemporary Art: "Le persone delle Twin Cities hanno indicato la strada per tutto il Paese: per fermare il regno del terrore dell'ICE, dobbiamo CHIUDERLO" si legge sul sito web degli organizzatori "Venerdì 30 gennaio, unitevi a una giornata nazionale senza scuola, senza lavoro e senza acquisti. Votate NO ai finanziamenti all'ICE".

Le informazioni sull'iniziativa si sono diffuse rapidamente sui social media, condivise da celebrità come Ariana Grande e Pedro Pascal: "Questa decisione è stata presa in riconoscimento degli appelli a una pausa nazionale e tenendo conto di come le manifestazioni programmate nel centro di Los Angeles possano influire sull'accesso per il nostro personale e i visitatori" hanno scritto i rappresentanti del museo sui social.

Le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti

Da inizio anno, è cresciuta la tensione negli Stati Uniti e in particolare in Minnesota per le azioni degli agenti federali, l'ICE (United States Immigration and Customs Enforcement) e la Border Patrol, culminate con violenze e uccisioni indiscriminate come quelle di Renee Good, freddata mentre faceva manovra con la propria auto a Minneapolis da un agente dell'ICE.

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Pochi giorni fa, sempre a Minneapolis, è stato bloccato e ucciso un infermiere di nome Alex Pretti, da parte di agenti della Border Patrol che si trovavano nella città del Minnesota. La morte di Pretti ha aumentato la rabbia dei cittadini che hanno da subito organizzato manifestazioni e proteste in tutto lo stato.