Gerry Scotti: "l'obbligo del politicamente corretto che ci sta investendo mi spaventa"

Gerry Scotti, dopo le accuse di razzismo per la gag di Striscia la Notizia, si è detto spaventato dall'obbligo al politicamente corretto che sta investendo tutta la comunicazione.

NOTIZIA di 15/04/2021

L'obbligo del politicamente corretto, che sta investendo la comunicazione, spaventa Gerry Scotti forse più delle minacce di morte ricevute in queste ore dopo la gag sui cinesi a Striscia la Notizia. Il conduttore del programma satirico lo ha raccontato nel corso di un'intervista al Corriere della Sera.

Ieri la pagina Instagram Diet_Prada ha accusato Gerry Scotti e Michelle Hunziker di razzismo verso i cinesi per il modo in cui hanno presentato un servizio dedicato alla gestione della sede Rai di Pechino. Da quel momento i due conduttori di Striscia la Notizia sono diventati il bersaglio di una polemica che, in nome del politicamente corretto, ha aizzato contro di loro decine di haters che ora sono arrivati anche alle minacce fisiche.

Gerry Scotti e Michelle Hunziker ne hanno parlato sulle pagine del Corriere della Sera in un'intervista in cui hanno raccontato anche la frustrazione che provano nei confronti di quello che sta succedendo: "Siamo addolorati, profondamente. Eravamo in totale buona fede: sapere di aver urtato la sensibilità di qualcuno ci dispiace moltissimo. Ma quello che sta succedendo è spaventoso: abbiamo ricevuto una vera ondata di odio che vene seminato in modo strumentale".

Dopo questa dichiarazione congiunta, Gerry Scotti spiega che è rimasto scosso dall'odio che gli è stato riversato addosso in queste ore: "chiedo scusa anche io se ho involontariamente offeso qualcuno la cosa mi fa riflettere. Ma che in un momento umanamente difficile come questo, si riesca a produrre tanto odio, la cosa mi lascia allibito. E non sono né un ingenuo né un ragazzino. Però la quantità di violenza che si riesce addirittura a veicolare in questi contesti mi sgomenta".

Subito dopo è l'altra metà di Striscia a parlare, Michelle Hunziker ricorda il suo impegno nel sociale sostenendo che tutto questo non può essere dimenticato: "da 25 anni lotto e mi batto contro ogni forma di discriminazione. Ho dato vita a una fondazione che ogni giorno cerco di alimentare, con grande impegno e ho sempre comunicato l'importanza dell'inclusività. Poi succede una cosa del genere e non solo tutto sembra cancellato, ma da ore ricevo minacce di morte, messaggi in cui dicono di voler bruciare i negozi di mio marito Tomaso Trussardi, chiamato in causa senza un motivo. Dicono di boicottarlo, ci scrivono che dobbiamo morire noi, le nostre figlie, che deve andare a fuoco la nostra casa. È come vivere un incubo. Tutto questo odio, poi, a cosa porta? A combattere realmente per i diritti umani di tutti? È propedeutico?".

Michelle Hunziker nella giornata di ieri aveva già postato le sue scuse sui social: " non voglio certo rimangiarle. Anche se sei in buona fede, se ti rendi conto di fare male a qualcuno, ti dispiace molto e la prima cosa da fare è chiedere scusa, senza riserve. Essere accusata di razzismo mi fa malissimo". La conduttrice ha rivelato che la figlia Aurora Ramazzotti per i suoi tratti somatici, vagamente asiatici, è stata spesso bullizzata a scuola: "La buona fede era totale. Dirò di più: io, e mia figlia Aurora ancora di più, abbiamo questo tratto degli occhi a mandorla. Mia mamma ci dice che è di famiglia, proprio nel nostro dna perché avevamo un bisnonno asiatico. Mia figlia è stata oggetto di bullismo da quando era piccolissima per questo, figuriamoci se avrei mai pensato che fare quel gesto potesse essere un'offesa razzista".

Il politicamente corretto, insomma, rischia di ammazzare qualsiasi forma di espressione per Gerry Scotti, che in una riflessione finale ha affermato: "Se ho offeso allora ho sbagliato, ma anche io vorrei dire di non lasciarsi strumentalizzare da chi semina odio. E di stare anche attenti all'obbligo del politicamente corretto che sta investendo tutta la comunicazione: mi spaventa, suona molto di dittatura, di fascismo".