Eyes Wide Shut, la figlia di Kubrick smonta la teoria complottista dei 20 minuti finali tagliati

Vivian Kubrick interviene su una delle teorie più persistenti legate all'ultimo film del padre, che alcuni collegano anche al caso Jeffrey Epstein. E spiega perché, secondo lei, non esiste alcuna prova di una versione più lunga di Eyes Wide Shut.

Eyes Wide Shut

A più di venticinque anni dall'uscita di Eyes Wide Shut, l'ultimo film di Stanley Kubrick continua ad alimentare interpretazioni, misteri e teorie sulle presunte modifiche apportate dopo la morte del regista. Una delle più longeve sostiene che dalla versione definitiva sarebbero stati eliminati circa venti minuti di girato.

Ora a intervenire è Vivian Kubrick, figlia del cineasta, che ha deciso di raccontare pubblicamente ciò che sa sulla lavorazione del film con Tom Cruise e Nicole Kidman.

Eyes Wide Shut e i 20 minuti scomparsi: cosa dice Vivian Kubrick

Eyes Wide Shut 1
Tom Cruise e Nicole Kidman in una scena di Eyes Wide Shut

In un lungo messaggio pubblicato su X, Vivian Kubrick ha affrontato direttamente le voci tornate a circolare negli ultimi anni, anche grazie a una puntata del podcast di Joe Rogan del 2024 nella quale lo sceneggiatore Roger Avary aveva riferito informazioni apprese da altre persone.

Secondo la teoria, il montaggio originale di Eyes wide shut sarebbe durato 179 minuti anziché 159 e avrebbe condotto la storia verso una conclusione molto più inquietante. Il gruppo segreto incontrato dal personaggio di Tom Cruise sarebbe stato collegato a una rete di abusi sui minori e la coppia protagonista avrebbe consegnato la propria figlia alla setta. Alcune varianti della storia arrivano addirittura a mettere in relazione il film con i crimini di Jeffrey Epstein.

Vivian Kubrick esclude però di aver mai avuto elementi a sostegno di questa ricostruzione. "È un buon momento per affrontare finalmente la questione dei venti minuti mancanti da Eyes Wide Shut", ha scritto. "Non ne sentii parlare all'epoca e da allora non ho mai saputo nulla che confermasse l'esistenza di una simile sezione".

L'unico intervento di cui ricorda di essere stata informata riguardava invece la celebre sequenza dell'orgia: "L'unica modifica di cui sentii parlare fu l'uso della CGI, con figure generate al computer per nascondere parte della nudità, cosa che Warner Bros. voleva per ottenere il rating R. Non sentii dire che fossero state eliminate inquadrature o scene".

Stanley Kubrick aveva già bloccato il montaggio del film

Eyes Wide Shut 3
Una scena del film di Stanley Kubrick

Vivian ha poi insistito su un elemento tecnico decisivo. Quando Stanley Kubrick morì improvvisamente nel marzo 1999, Eyes Wide Shut aveva già raggiunto il cosiddetto picture lock, cioè la fase in cui il montaggio delle immagini viene considerato definitivo. Restavano da ultimare soprattutto il missaggio sonoro e alcuni interventi musicali.

La figlia del regista ha ricordato inoltre che il negativo originale sarebbe stato fisicamente tagliato sulla base del montaggio digitale approvato. Un procedimento che rende molto più complessa l'idea di un film rimaneggiato radicalmente in segreto subito dopo la morte dell'autore.

Eyes Wide Shut, Paul Schrader boccia il film di Kubrick: "Una folle terra di festini erotici senza senso" Eyes Wide Shut, Paul Schrader boccia il film di Kubrick: 'Una folle terra di festini erotici senza senso'

"Non ho mai sentito parlare all'epoca di venti minuti mancanti, non mi è mai stata mostrata successivamente alcuna prova della loro esistenza e non conosco materiale sopravvissuto che la dimostri", ha precisato. Vivian ammette di non poter sapere cosa accadde in ogni momento nelle ore immediatamente successive alla scomparsa del padre, ma considera la storia ancora priva di riscontri concreti.

"Finché non emergeranno prove sostanziali, la storia secondo cui venti minuti sarebbero stati rimossi da Eyes Wide Shut dopo la sua morte rimane, per me, una teoria del complotto e non un fatto accertato", ha concluso, aggiungendo che negli anni successivi si occupò personalmente e con grande attenzione della tutela dell'opera di Kubrick.

La sua testimonianza si aggiunge a quella del montatore Nigel Galt, che aveva già sostenuto come il film distribuito corrispondesse sostanzialmente al montaggio definitivo voluto dal regista. Probabilmente non basterà a spegnere un mistero entrato da tempo nella mitologia di Kubrick, il quale continua a essere al centro di teorie che vanno dal film incompleto fino al presunto coinvolgimento nella messinscena dell'allunaggio dell'Apollo 11. Ma, almeno sui famigerati venti minuti perduti, sua figlia non sembra avere dubbi.

Aggiungici come fonte preferita su Google