Momenti di forte tensione all'interno del pronto soccorso dell'Aurelia Hospital di Roma, dove Simone Benedetti, ballerino professionista noto al grande pubblico per la partecipazione alla terza edizione di Amici di Maria De Filippi, è stato arrestato dopo un intervento della Polizia di Stato. Secondo le accuse, avrebbe minacciato il personale sanitario durante una lite esplosa nel pronto soccorso.
Stando alla ricostruzione dagli inquirenti, i fatti sarebbero avvenuti nella serata di domenica. Benedetti era arrivato in ospedale a bordo di un'ambulanza dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale. Durante l'attesa al pronto soccorso, avrebbe acceso una sigaretta all'interno della sala d'attesa, nonostante il divieto di fumo vigente nella struttura.
La ricostruzione degli investigatori: casco e skateboard lanciati contro un'infermiera
Stando alle accuse formulate dalla Procura - come riportato da La Repubblica - il ballerino avrebbe reagito in maniera aggressiva ai richiami del personale sanitario. In particolare, avrebbe lanciato un casco e uno skateboard nella direzione di un'infermiera del triage, pronunciando frasi minacciose.
Tra le dichiarazioni contestate dagli inquirenti figurano minacce di morte rivolte agli operatori sanitari e ai loro familiari, oltre a riferimenti alla possibilità di "far saltare in aria" il reparto ospedaliero. Le urla e il clima di forte agitazione avrebbero attirato l'attenzione di medici, infermieri, pazienti e accompagnatori presenti nella struttura.
Per me i poliziotti devono morire tutti: l'arrivo delle forze dell'ordine
Di fronte all'escalation della situazione, il personale dell'ospedale ha richiesto l'intervento della Polizia di Stato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, neppure l'arrivo degli agenti sarebbe riuscito a riportare la calma. Benedetti avrebbe continuato a rivolgere minacce anche alle forze dell'ordine, pronunciando frasi gravissime, tra cui: "Andatevene altrimenti vi faccio saltare in aria" e "Per me i poliziotti devono morire tutti".
Gli agenti riferiscono inoltre che il ballerino avrebbe opposto resistenza durante le operazioni di fermo, tentando di divincolarsi e finendo per urtare una delle auto di servizio parcheggiate all'esterno della struttura.
Quali sono le accuse contestate a Simone Benedetti
A carico dell'ex volto televisivo sono state contestate le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata aggravata. Gli elementi raccolti dagli investigatori e le testimonianze del personale sanitario saranno ora al centro del procedimento giudiziario che dovrà accertare l'esatta dinamica dei fatti.
La difesa del ballerino: "Sono stato trascinato a terra"
Benedetti ha respinto parte delle accuse e ha fornito una versione differente dell'accaduto. Davanti al giudice ha sostenuto di essere stato maltrattato durante il fermo, sostenendo di essere stato immobilizzato con modalità eccessivamente coercitive, trascinato a terra e successivamente accompagnato in commissariato. Le dichiarazioni difensive saranno oggetto di ulteriori verifiche nell'ambito delle indagini.
Arresto convalidato: obbligo di dimora nel Comune di Roma
Nel corso dell'udienza per direttissima, il giudice ha convalidato l'arresto e disposto nei confronti di Simone Benedetti la misura cautelare dell'obbligo di dimora. Il ballerino non potrà quindi allontanarsi dal territorio del Comune di Roma fino alle prossime fasi del procedimento. Nel frattempo proseguiranno sia le indagini della Procura sia gli accertamenti richiesti dalla difesa per fare piena luce sull'accaduto.
Chi è Simone Benedetti
Simone Benedetti è un ballerino professionista formatosi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Nel corso della sua carriera ha lavorato in importanti istituzioni artistiche italiane, tra cui il Teatro dell'Opera di Roma e il Teatro San Carlo di Napoli.
La notorietà televisiva è arrivata grazie alla partecipazione alla terza edizione di Maria De Filippi, programma che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Oggi il suo nome è al centro di una vicenda giudiziaria che dovrà essere chiarita nelle sedi competenti.