Catherine Birmingham, la "mamma nel bosco" a Domenica In: la scelta della RAI fa discutere

Durante l'ultima puntata di stagione, Mara Venier ha intervistato Catherine Birmingham, la mamma della 'famiglia nel bosco', ma la scelta di presentare il suo libro glissando quasi completamente sulla vicenda giudiziaria genera dibattito

Catherine Birmingham a Domenica In

L'ultima puntata stagionale di Domenica In si è aperta con un'ospite che negli ultimi mesi ha diviso profondamente l'opinione pubblica italiana: Catherine Birmingham, la madre di quella che ormai tutti conoscono come la "famiglia nel bosco".

E così, E così, proprio mentre la vicenda sembrava prossima a un ridimensionamento, Mara Venier e la sua squadra di autori hanno riportato la storia di questa famiglia di nuovo sulla bocca di tutti. L'occasione ufficiale è stata la presentazione del libro La mia verità.
Niente o poco di strano per un programma come Domenica In, spesso usato come vetrina per pubblicizzare casi editoriali. Se non fosse che l'intervista condotta da Mara Venier è stata soprattutto un racconto personale della donna, della sua storia, della sua idea di famiglia e del desiderio di tornare a vivere insieme ai propri figli. Sostanzialmente nulla o quasi di quanto il pubblico aspettava.

Fin dalle prime battute Catherine Birmingham ha evitato di entrare nel merito della vicenda giudiziaria, limitandosi però a ribadire la propria posizione: "Non abbiamo fatto niente di male", ha detto. "Sono state dette tantissime bugie sul nostro caso". E ancora: "Oggi ho uno scopo: liberare i miei figli". Alla domanda su come stiano i bambini, la risposta è stata breve ma significativa: "Vogliono tornare a casa".

Famiglia Nel Bosco Intervista Catherine

E poi? E poi ha ripercorso la propria infanzia in Australia, cresciuta in una famiglia numerosa e cattolica, il lavoro nel mondo dell'equitazione, l'incontro con Nathan Trevallion, padre dei suoi tre figli, a Bali e la successiva scelta di trasferirsi in Italia. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto di vita che la coppia immaginava per i propri figli. "Progettavamo un futuro per i nostri bambini nella natura, in salute e in pace", ha raccontato la Birmingham, spiegando come la scelta di vivere in un contesto rurale (a Palmoli, in provincia di Chieti) fosse stata pianificata da anni e non rappresentasse una forma di isolamento dal resto della comunità.

Non è mancato un passaggio sull'homeschooling, uno dei temi più discussi della vicenda. Alla domanda di Mara Venier sul rispetto delle regole previste dalla legge italiana, Birmingham ha preferito non entrare nei dettagli, concludendo: "Ci sono molte informazioni non corrette sul nostro caso. Non abbiamo fatto nulla di male".

Nel finale, guardando al futuro, la "mamma del bosco" ha ribadito la volontà di restare nel nostro Paese: "Al momento voglio sicuramente restare in Italia".

Le parole di Mara Venier: "Ti vengo a trovare, nel bosco"

Mara Venier

Se il contenuto dell'intervista ha seguito una traiettoria forse poco prevedibile anche per la stessa conduttrice (intervenuta infatti con una battuta sull'abiltà della Birmingham nell'indirizzare la curiosità sull'acquisto del libro), è stato proprio il suo ruolo a rendere l'insieme editorialmente significativo.

Mara Venier è intervenuta più volte con dichiarazioni che vanno oltre la semplice conduzione, stile che i suoi telespettatori abituali, va detto, apprezzano particolarmente. A un certo punto ha affermato: "L'opinione pubblica è divisa, ma mi auguro possiate riavere presto i vostri figli". Rilanciando poi in chiusura: "Spero che possiate tornare a essere una famiglia".
Fino alla battuta finale che ha assunto il peso di una sintesi simbolica dell'intera intervista: "Ti vengo a trovare, nel bosco".

Si tratta solo di empatia, umana prima che televisiva, oppure è una cornice narrativa precisa? Dove l'ospite controversa al centro di un caso giudiziario è stata volutamente ridimensionata a madre separata dai figli da un'ingiustizia implicita. Una vicenda da ricomporre, ma questa volta emotivamente, attraverso il racconto pubblico.

Teo Mammucari sparisce da Domenica In, Mara Venier fa finta di nulla Teo Mammucari sparisce da Domenica In, Mara Venier fa finta di nulla

Una scelta editoriale che supera il caso individuale

La vicenda della "famiglia nel bosco" non è più da tempo una semplice storia di cronaca giudiziaria. È diventata un caso politico e culturale, rilanciato nel dibattito pubblico, intercettato (e sfruttato) da settori della politica e trasformato in simbolo di una contrapposizione più ampia sul rapporto tra Stato, famiglia e libertà educativa.

È in questo contesto che la scelta di aprire l'ultima puntata di Domenica In con Catherine Birmingham assume un significato che va ben oltre la promozione di un libro o la narrazione personale di una madre. Il punto qui, e possiamo a maggior ragione dirlo dopo aver ascoltato l'intervista (che trovate per intero su RaiPlay), non è cosa venga detto in studio, ma cosa viene omesso. Le contestazioni, il perchè la vicenda sia diventata un caso giuridico, le ragioni che hanno portato all'intervento del Tribunale restano al massimo sullo sfondo.

Come ormai accade sempre più spesso nei salotti televisivi e nei podcast, al centro resta una sola prospettiva: quella dell'ospite. La storia di partenza, sempre essenziale per situare l'intervista in un contesto, viene al massimo lasciata alla conoscenza pregressa di chi guarda, legge, ascolta.

Il servizio pubblico e quel confine sempre più sfumato

Sia chiaro: proporre un'intervista alla "mamma nel bosco" è una scelta assolutamente legittima sul piano editoriale, ma qui è in discussione il modo in cui la sua storia è stata accuratamente selezionata e inquadrata.

Non è la prima volta che Domenica In finisce al centro di polemiche sul taglio editoriale e sulle scelte, che siano di ospitalità, di co-conduzione... E non è un caso isolato, perchè sempre più spesso ci si trova a dibattere sulla rappresentazione di temi sensibili da parte della RAI.

In un servizio pubblico che rivendica la propria autonomia editoriale, la domanda che resta aperta, insomma, non riguarda tanto la storia di Catherine Birmingham. Riguarda più che altro la scelta di trasformare un caso giudiziario già politicizzato in racconto televisivo centrale, senza contraddittorio e "condito" dalla solita grande empatia della domenica pomeriggio.