Eric Dane, negli ultimi mesi della sua vita, ha sostenuto il lavoro compiuto da ElevenLabs che utilizza l'Intelligenza Artificiale per ricreare delle voci utilizzando delle registrazioni effettuate in precedenza.
La moglie della star di Grey's Anatomy, Rebecca Gayheart, ha ora parlato del progetto che il marito aveva appoggiato, spiegandone l'importanza.
L'uso dell'IA per ridare voce a chi è malato
Eric Dane è morto a causa della sclerosi multipla a soli 53 anni e, nelle ultime settimane di vita, è riuscito a comunicare proprio grazie alla tecnologia sviluppata da ElevenLabs. Il progetto ha permesso così all'attore di interagire con le figlie Billie e Georgia, che hanno solo 16 e 14 anni.
Rebecca Gayheart Dane ha spiegato: "Eric ne era realmente entusiasta, perché stava perdendo la sua voce e, giorno dopo giorno, stava diventando sempre più difficile per lui comunicare. Ed è quindi diventato qualcosa di urgente".
Poche settimane prima della propria morte, la star era riuscita a sentire nuovamente la propria voce. L'attrice ha ricordato: "Stava aspettando con ansia di sentirla, e quando abbiamo ricevuto il risultato da ElevenLabs è stato un momento davvero grande. Ed è stato potente. L'abbiamo fatta partire ed Eric si è emozionato visibilmente. E quando io l'ho sentita, ho pianto. Penso che tutti nella stanza l'abbiano fatto".
ElevenLabs ha dichiarato che offrirà gratuitamente l'uso a vita del suo software e l'assistenza a chi soffre di malattie neurologiche allo stato terminale, proprio come la sclerosi multipla.
La società propone vari servizi, tra cui anche l'uso di un database di voci da utilizzare, sfruttando l'Intelligenza Artificiale.
Un'iniziativa sostenuta dalla vedova di Dane
ElevenLabs, per promuovere i suoi servizi, ha realizzato 11 cortometraggi per spiegare come oltre 7000 persone sono state aiutate dalla tecnologia e dall'iniziativa che Eric Dane e la sua famiglia hanno sostenuto.
Rebecca ha ribadito: "Voleva sostenere le iniziative per promuovere amore e il movimento che circonda chi è affetto da sclerosi multipla e io sono quindi qui per farlo a suo nome. Per poter fare avare a un milione di persone una voce, in modo da comunicare con i propri figli, le persone amate o chi si prende cura di loro, o i dottori o durante il loro lavoro. Questo è qualcosa di realmente enorme".
Mati Staniszweski, che ha co-fondato ElevenLabs, ha dichiarato: ""Poter aiutare le persone a recuperare un po' della propria identità, a recuperare quell'incredibile elemento che ci rende umani, e vedere questo sia per l'individuo che per le persone che lo circondano, è incredibilmente motivante per noi, è vedere cosa la tecnologia può fare per il mondo".
Il comunicato procede sottolineando: "Penso che non ci sia niente di meglio che vedere l'impatto positivo della tecnologia e vedere la felicità delle persone che la usano. Ci piacerebbe offrirla a quante più persone ne hanno bisogno".