Emily in Paris: tutti gli stereotipi della serie tv su Parigi secondo una francese

Emily in Paris, la nuova serie Netflix con Lily Collins, è stata criticata per i numerosi stereotipi legati a Parigi: eccone alcuni elencati proprio da una francese.

NOTIZIA di 10/10/2020

Emily in Paris, la nuova serie tv di Netflix con Lily Collins, racchiude dentro sé un gran numero di stereotipi legati alla città di Parigi che fa da sfondo alla nuova vita dell'intraprendente protagonista. Ad evidenziare gli stereotipi e le inesattezze più evidenti, è proprio una francese, Marie Telling, che per il sito Buzzfeed ne ha elencati alcuni.

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Emily in Paris: Lily Collins e Ashley Park nella serie Netflix

A partire dal 2 ottobre è disponibile su Netflix la serie tv Emily in Paris, capace di calamitare l'interesse di numerose persone ma anche un bel po' di bocciature da parte di utenti e critica. L'opera di Darren Star racconta la storia di Emily (Lily Collins), una ragazza americana che per lavoro deve trasferirsi a Parigi. La serie ha fatto storcere il naso anche a tutti coloro che vivono nella capitale francese o che comunque conoscono bene quella che viene tutt'oggi definita come la città più romantica del mondo. Sono loro infatti ad aver individuato fin troppi elementi irrealistici nella serie che, sotto questo punto di vista, peccherebbe di superficialità e racchiuderebbe fin troppi luoghi comuni. Il sito Buzzfeed.com ad esempio, ha elencato i tanti "errori" di Emily in Paris riguardanti la vita parigina.

Tra gli esempi riportati, c'è ad esempio la definizione di "chambre de bonne" data all'appartamento in cui si trasferisce Emily. Tale termine, infatti, si riferisce al piccolo monolocale che si ricava dal sottotetto di un palazzo, nei quali vivevano le cameriere delle famiglie borghesi. Quello che viene mostrato nella serie tv, invece, è un bellissimo appartamento con diverse finestre ed una cucina completamente attrezzata, elemento impensabile per una vera e propria chambre de bonne.

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Emily in Paris: Lily Collins nella serie Netflix

In Emily in Paris risulta fin troppo stereotipato il modo in cui viene descritta la città di Parigi che, ok, è piena di amore e bellezza ma spesso è anche disgustosa ed estenuante come tutte le metropoli nell'ora di punta. Nella serie tv sembra poi che i parigini vadano a lavorare a metà mattinata, intorno alle 10:30, ma la realtà è che anche nella capitale francese, come nel resto del mondo, il lavoro d'ufficio inizia intorno alle 8:30/9:00 e finisce per le 19:00. Anche per quanto riguarda gli impianti idraulici, non è vero che la maggior parte degli edifici di Parigi risalgono ad almeno 500 anni fa, come viene dichiarato nella serie tv: buona parte delle strutture non ha nemmeno 200 anni (hanno persino acqua potabile che esce dai tubi, incredibile ma vero!).

Le donne francesi anziane, poi, non vanno in giro urlando e tramando contro le giovani donne americane: le donne francesi, indipendentemente dalla loro età, non sono tutte meschine, gelose e antifemministe. Per quanto riguarda gli uomini francesi, non sono sempre così affascinanti e in carriera: nel corso degli episodi della serie tv sembra infatti emergere un'ossessione per il raccapricciante cliché dell'amante francese che rischia di diventare piuttosto snervante.

Inoltre, la conoscenza di Emily della Normandia risulta limitata, poiché questa dista solo un paio d'ore da Parigi. Allora perché nella serie tv fingono tutti che non rivedranno mai più Gabriel una volta che si sarà trasferito lì? Poi, c'è da dire che il Café de Flore non è cool da oltre 40 anni ma, per chi vive a Parigi, rappresenta soltanto una trappola per turisti fin troppo costosa. Infine, giusto per rimanere nell'ambito del ristoro, non è necessario andare al ristorante di Ralph Lauren per mangiare un buon cheeseburger a Parigi: chi vive in città è praticamente circondato da luoghi dove poter gustare un hamburger decente: si potrebbe mangiare un hamburger ogni giorno per un anno a Parigi e non doverlo mai prendere due volte dallo stesso posto.