Dragon Ball ufficializza la sua storia: Dragon Ball GT non è canonico, la conferma dopo 30 anni

Le discussioni sul canone di Dragon Ball agitano da anni forum e convention, tra timeline alternative e interpretazioni più o meno creative. Ora la saga ha messo un punto fermo: a sorpresa, GT viene lasciato fuori dalla "storia principale".

Una scena di Dragon Ball GT

Durante il Genkidamatsuri 2026, Dragon Ball ha fissato nuovi paletti di continuità: Dragon Ball GT viene escluso dal canone anime ufficiale, mentre DAIMA viene riconosciuto come parte integrante della timeline voluta da Toei e allineata alla visione di Akira Toriyama.

Il 40° anniversario mette ordine nel caos: GT fuori dal canone

A scatenare la nuova ondata di discussioni è stato il Dragon Ball Genkidamatsuri, che ha celebrato i 40 anni del manga di Akira Toriyama con un trailer commemorativo firmato Toei Animation. Il video ripercorreva l'evoluzione dell'anime dalla prima serie fino ai capitoli moderni, compresi i film Broly e Super Hero, culminando nell'annuncio del nuovo Galactic Patrol Arc di Dragon Ball Super.

Il dettaglio che ha fatto sobbalzare il fandom è ciò che non si è visto: Dragon Ball GT non compare tra le opere presentate, mentre Dragon Ball DAIMA sì. Per molti, questa omissione non è una dimenticanza ma un messaggio diretto: DAIMA viene riconosciuto come parte della continuità ufficiale, GT no.

La conferma indiretta arriva anche dalla logica narrativa. DAIMA riprende due dei concetti più iconici di GT - Goku bambino e una trasformazione affine al Super Saiyan 4 - ma li reinterpreta in chiave moderna, compatibile con il percorso costruito da Dragon Ball Super. Secondo l'articolo originale, Toei e Capsule Corp Tokyo sembrano considerare DAIMA "necessario" alla storia, mentre GT appare ormai "non compatibile" con la nuova visione del franchise guidata dal produttore esecutivo Akio Iyoku, figura centrale nel nuovo corso post-Toriyama.

In passato, l'ipotesi di una coesistenza era stata ventilata: Shueisha aveva incluso GT in una timeline ufficiale nel 2017 e persino il Dragon Ball Store in Giappone lo celebrava con merchandising. Ma il 2026 ha cambiato il vento: il 40° anniversario rappresenta la celebrazione più importante del brand e la sua assenza lì pesa più di qualsiasi dichiarazione esplicita.

Perché DAIMA è dentro e GT è fuori: il peso della "visione Toriyama"

Il nodo centrale di questa scelta sembra essere il rapporto tra le opere e la responsabilità creativa di Toriyama. Dragon Ball GT, pur amato da una parte dei fan e ancora forte sul piano commerciale, è sempre stato percepito come un prodotto di Toei Animation, con contributi minimi dell'autore. Come ricorda il pezzo originale, Toriyama fornì "design dei personaggi e idee di massima", ma ammise di aver lasciato "completamente lo sviluppo allo staff". Un distacco creativo evidente e più volte citato dai fan per motivare l'ambiguità del suo status.

Locandina di Dragon Ball GT
Locandina di Dragon Ball GT

DAIMA, al contrario, rappresenta un caso opposto: Toriyama ha dichiarato di aver "messo molto impegno personale" nel progetto, intervenendo su concept, storia e design, come se volesse ritornare alle origini prima dell'ultimo saluto. Questo legame diretto ne ha consolidato la legittimità, rendendolo compatibile con il nuovo corso del franchise.

Nel frattempo, Dragon Ball Super si prepara a espandersi col Galactic Patrol Arc, noto anche come arco di Moro, e il messaggio è chiaro: la continuità ufficiale ruota attorno al manga di Toriyama, ai film Super e alle serie che si allineano al suo spirito. In questa nuova equazione, GT è romantica nostalgia, ma non più storia "ufficiale".

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Per una community che ha discusso per trent'anni se GT fosse canonico o meno, il 2026 segna un traguardo ironico: la risposta arriva in silenzio, non con un comunicato, ma con un montaggio celebrativo in cui ciò che manca dice più di ciò che c'è.