Dragon Ball rivela ufficialmente che Goku è più perdente di quanto i fan ricordassero

Il primo sondaggio globale ufficiale di Dragon Ball incorona Goku come personaggio più amato, ma svela un dato sorprendente: il suo tasso di vittorie è solo del 65%.

Una scena di Dragon Ball

Per quarant'anni, abbiamo visto Goku rialzarsi in Dragon Ball sempre, trasformarsi e salvare il mondo all'ultimo secondo. Eppure, i numeri ufficiali raccontano un Goku diverso da quello che vive nella memoria collettiva: tra sconfitte, pareggi e battaglie "irrisolte", Goku diventa meno imbattibile, più umano, sorprendentemente... perdente.

Il sondaggio globale di Dragon Ball e il mito (im)battibile

In occasione del Dragon Ball Genkidamatsuri, il franchise di Dragon Ball ha pubblicato i risultati del primo sondaggio mondiale ufficiale dedicato ai personaggi della saga. Nessuna sorpresa in vetta: Goku conquista il primo posto come personaggio più amato a livello globale, lasciandosi alle spalle anche l'eterno rivale Vegeta. Ma è nelle statistiche allegate al risultato che arriva il vero colpo di scena.

Secondo i dati pubblicati sul sito ufficiale di Dragon Ball, Goku ha combattuto in totale 117 battaglie nel corso della serie. Di queste, ne ha vinte 76, perse 16 e concluse 25 senza un esito chiaro. Tradotto in percentuali: un tasso di vittoria del 65%. Un numero che suona quasi blasfemo se rapportato alla reputazione di "più forte di tutti", costruita episodio dopo episodio. Non solo: la statistica evidenzia come Goku non abbia vinto nemmeno uno scontro diretto durante l'arco degli Androidi e di Cell. Dopo la leggendaria vittoria contro Freezer su Namek, il suo successivo trionfo arriva solo molto più tardi, contro Yakon sull'astronave di Babidi.

Il sito ufficiale lo spiega con una lettura quasi filosofica: "Questo dato riflette l'amore di Goku per la battaglia in sé, indipendentemente dal risultato". Un'interpretazione che restituisce coerenza al personaggio: Goku non combatte per collezionare vittorie, ma per superare i propri limiti. Anche per questo, nella memorabile conclusione dei Cell Games, la vittoria viene attribuita a Gohan, non a lui, nonostante il suo ruolo decisivo. Una scelta narrativa che, non a caso, è considerata uno dei momenti più alti e discussi dell'intera Dragon Ball Z.

Calci, sconfitte e futuro per Goku

Un altro dettaglio emerso dalle statistiche ufficiali ribalta ulteriormente l'immaginario comune. Se molti associano Goku alla Kamehameha o alla Genkidama, il colpo finale che utilizza più spesso è... il calcio. Ben 11 battaglie si sono concluse con una sua tecnica di gamba, dalle flying kick ai colpi rotanti. La Kamehameha, simbolo assoluto della serie, è stato usato come mossa risolutiva solo tre volte. Un dato che racconta un Goku più istintivo, fisico, quasi "da strada", lontano dall'idea di combattente che vince solo grazie a tecniche definitive.

Queste rivelazioni arrivano in un momento chiave per il franchise. Il Genkidamatsuri ha segnato l'inizio di una nuova fase, con l'annuncio del remake anime previsto per l'autunno 2026 e la conferma dell'adattamento animato della Galactic Patrol Prisoner Saga. In parallelo, il manga di Dragon Ball Super resta in una fase di attesa, con Toyotarou ancora coinvolto ma senza una data ufficiale per il ritorno su carta.

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Alla luce di questi numeri, Goku appare meno come una divinità invincibile e più come un eroe che accetta la sconfitta come parte del percorso. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, nonostante le percentuali, resta uno dei personaggi più amato al mondo. Perché perdere, in Dragon Ball, non significa fallire: significa prepararsi a diventare qualcosa di diverso. E, molto spesso, di più forte.