Devil May Cry 2, Adi Shankar anticipa le novità per la serie Netflix: "La presenza di Vergil parla da sola"

La seconda stagione di Devil May Cry si mostra per la prima volta e promette un cambio di passo netto. Con Vergil al centro del conflitto e Adi Shankar deciso a evitare qualsiasi formula "ripetitiva".

Una scena di Devil May Cry

L'azione è sempre stata il marchio di fabbrica di Devil May Cry, ma la stagione 2 sembra voler giocare una partita più rischiosa. Netflix e Adi Shankar promettono una svolta che mette in discussione equilibri, legami familiari e certezze narrative, a partire dal cuore stesso della saga.

Una guerra tra mondi e fratelli

Dopo una prima stagione costruita come una corsa adrenalinica dentro l'universo di Dante, Devil May Cry si prepara a cambiare marcia. La stagione 2, in arrivo su Netflix il 12 maggio 2026, apre le porte a uno scontro che affonda le mani in una ferita mai rimarginata: il rapporto tra Dante e il fratello gemello Vergil. Il ritorno di quest'ultimo non è solo un evento narrativo atteso dai fan storici del franchise, ma il detonatore di un conflitto più profondo, emotivo e destabilizzante.

La trama mette in scena una vera e propria guerra tra mondi, con demoni che travalicano le dimensioni e costringono Dante a fare i conti non soltanto con minacce esterne, ma con ciò che ha sempre cercato di evitare: la propria storia familiare. Vergil diventa lo specchio più crudele possibile, l'unico avversario in grado di riflettere le stesse abilità, la stessa rabbia e lo stesso trauma. La domanda che aleggia sulla stagione non è tanto chi vincerà lo scontro, quanto se Dante riuscirà finalmente a seppellire i suoi demoni interiori o finirà per soccombere a essi.

Dal punto di vista produttivo, la serie conferma il ritorno di Johnny Yong Bosch nel ruolo vocale di Dante, con Robbie Daymond pronto a dare piena voce a Vergil e Scout Taylor-Compton di nuovo nei panni di Lady. L'animazione resta affidata a Studio Mir, garanzia di continuità visiva ma anche di ambizione tecnica. Tuttavia, il vero cambio di passo sembra risiedere nella direzione narrativa: la stagione 2 non vuole limitarsi ad "alzare il volume", ma scavare più a fondo nelle motivazioni dei personaggi, rendendo ogni scontro carico di significato.

Adi Shankar contro la comfort zone

Se la stagione 1 aveva il compito di introdurre il mondo e il tono della serie, la stagione 2 nasce con un obiettivo dichiarato: evitare qualsiasi forma di comfort narrativo. A chiarirlo è lo stesso Adi Shankar, creatore della serie, che non ha usato mezzi termini nel descrivere la propria filosofia creativa: "Sono allergico alla formula. Detesto quando le serie di successo diventano comfort food. Devil May Cry non sarà una TV che si ripete in loop". Un'affermazione che suona come una promessa, ma anche come un avvertimento per chi si aspetta una semplice replica della prima stagione.

Devil May Cry Foto Della Serie
Una scena di Devil May Cry

Shankar ha spiegato di voler catturare lo spirito irrequieto dei sequel cinematografici dei primi anni Duemila, quelli in cui il pubblico entrava in sala senza sapere cosa aspettarsi. "La mia missione per la stagione 2 era ricreare quella sensazione in cui non puoi prevedere la svolta successiva", ha raccontato, suggerendo un racconto fatto di deviazioni improvvise, scelte scomode e ribaltamenti di prospettiva. In questo senso, l'imprevedibilità non è un vezzo stilistico, ma un elemento tematico coerente con l'identità stessa di Devil May Cry, una saga fondata sulla dualità e sul conflitto.

Particolarmente interessante è l'approccio riservato a Vergil. Lontano dall'essere solo una macchina da spettacolo, il personaggio viene descritto come una presenza che incute timore attraverso la calma e la disciplina. "La cosa interessante di Vergil è la sua compostezza. Può restare immobile e sembrare comunque il più pericoloso nella stanza", ha spiegato Shankar. Un contrasto netto con l'energia sfrontata di Dante, che trasforma ogni incontro tra i due in una collisione non solo fisica, ma ideologica ed emotiva.

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Se la prima stagione raccontava l'irruzione di Dante in un mondo sempre più caotico, la seconda sembra intenzionata a costringerlo a guardarsi dentro. E se davvero Devil May Cry manterrà la promessa di non giocare sul sicuro, gli spettatori farebbero bene a prepararsi a una stagione che non offre appigli comodi, ma scelte affilate come una lama.