Charlie Says, la storia vera di Charles Manson che ha ispirato il film

Charlie Says è un film ispirato alla storia vera di Charles Manson, un criminale statunitense noto per essere stato il mandante dell'omicidio di Sharon tate.

NOTIZIA di 29/08/2021

Charlie Says, un film del 2018 diretto da Mary Harron e interpretato da Matt Smith, nei panni del famigerato assassino Charles Manson, è ispirato alla storia vera del criminale statunitense e ai libri The Family, scritto da Ed Sanders, e The Long Prison Journey of Leslie Van Houten, di Karlene Faith.

Il film documenta il lavoro della dottoressa Faith con alcune donne della "Famiglia Manson" tra le quali figurano Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Leslie Van Houten, presso la California Institution for Women, a metà degli anni '70. La pellicola mostra come la dottoressa, da studentessa laureata, abbia aiutato le donne a comprendere l'entità dei loro crimini e a rinnegare Manson.

Charles Manson è stato un criminale statunitense, noto per essere stato il mandante di due degli eventi più sanguinari della storia degli Stati Uniti d'America: quello dell'eccidio di Cielo Drive, in cui furono assassinati Sharon Tate e quattro suoi amici, e quello di Leno LaBianca e di sua moglie.

Charles nasce a Cincinnati, in Ohio, il 12 novembre 1934 in una famiglia molto problematica: sua madre, Kathleen Maddox, lo partorì a 16 anni, suo padre era probabilmente un colonnello ma Charles prese il cognome da William Manson, un uomo con il quale la madre aveva vissuto per qualche mese. Kathleen, come dichiarato dal figlio, si prostituiva, passò degli anni in carcere per piccoli furti e Charles venne affidato prima a dei vicini di casa ed in seguito a parenti e amici.

Nel 1947, a causa di un crimine violento, Charles venne affidato ad un istituto per l'infanzia in Indiana dove subì molti atti di violenza e fu stuprato più volte. Nel 1967 uscì di galera e decise di diventare un musicista; così iniziò a circondarsi di giovani, in particolare ragazze, attratte dal suo carisma. La banda di Manson crebbe, vagando su un pulmino per l'America, e prese il nome di The Manson Family quando si stabilì definitivamente in California, presso lo Spahn Ranch. Charles era considerato dalla Family come un leader religioso: sosteneva di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana insieme.

Manson decise di vendicarsi di Terry Melcher, un produttore che lo aveva illuso senza poi scritturarlo e decise di uccidere i coniugi Polanski, i nuovi residenti delle villa di Melcher. A Manson non importava: la residenza sarebbe stata un simbolo di vendetta verso coloro che lo avevano rifiutato. Il 9 agosto 1969 Manson incaricò alcuni suoi adepti a compiere gli omicidi: Charles "Tex" Watson, e tre donne, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian.

Lui rimase nel ranch dove risiedeva l'organizzazione e nell'abitazione ebbe luogo la famosa strage. Sharon Tate fu l'ultima a essere uccisa: fu pugnalata 16 volte, principalmente nel ventre; era quasi al termine della sua gravidanza. Gli assassini lasciarono delle scritte sui muri, tra tutte Helter Skelter, il titolo di una canzone dei Beatles. La notte dopo, Manson e la sua banda uccisero anche l'imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary.

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Nel 1970, dopo l'arresto, cominciò il processo contro Manson il quale si presentò con una X incisa sulla fronte che in seguito, dopo diversi anni di prigione, trasformò in una svastica. Il 29 marzo 1971 il processo si concluse con la condanna a morte di tutti i componenti della Family ma nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e la condanna di Manson e dei componenti della setta venne commutata in ergastolo. Charles Manson è morto in carcere il 19 novembre 2017.