Il progetto era nell'aria dal 2019, ma solo ora, durante la prima giornata del mercato di Cannes, sono emersi i dettagli: il cast vocale per il primo progetto animato di Bong Joon Ho è un mix di pesi massimi e volti nuovi: Bradley Cooper, Ayo Edebiri (ormai onnipresente dopo The Bear), Dave Bautista e persino Werner Herzog, la cui voce inconfondibile è già un marchio di garanzia per i cinefili.
Un team creativo per Bong Joon Ho da dodici paesi
Neon ha già blindato la distribuzione per il Nord America, confermando un legame con il regista che dura dai tempi degli Oscar. L'uscita di Ally, il primo film animato di Bong Joon Ho, è fissata per il 2027. La storia? Un viaggio di scoperta che inizia quando un misterioso velivolo precipita nell'habitat della piccola protagonista, spingendola a risalire verso la superficie.
Bong non si è risparmiato: il budget di 60 milioni di dollari rende Ally il film più costoso mai prodotto in Corea del Sud, superando ogni precedente record nazionale.
Nonostante il cuore coreano, Ally è un'operazione globale. La parte tecnica è affidata allo studio DNEG (quelli di Dune e Inception), mentre la supervisione dell'animazione è nelle mani di Jae Hyung Kim, un veterano che ha lavorato su successi Pixar come Inside Out.
La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani da Bong Joon Ho e Jason Yu, il regista dietro l'horror Sleep, segno che anche in un film "per famiglie" la tensione narrativa non mancherà.
A guidare il gruppo sarà però l'esordiente Alex Jayne Go, che dovrebbe interpretare proprio la protagonista, una piccola seppia maialino (piglet squid) sperduta negli abissi del Pacifico.
Strategie di mercato e release
La distribuzione internazionale è una ragnatela complessa: Pathé coprirà l'Europa e l'Africa occidentale, mentre CJ ENM si occuperà dei mercati asiatici e della Turchia.
Il film punta a chiudere la produzione nella prima metà del 2027. Bong Joon Ho torna quindi a esplorare il rapporto tra creature e ambiente, un tema che gli è caro dai tempi di The Host e Okja, ma lo fa con uno strumento nuovo, il 3D, cercando di capire se la sua poetica della "lotta per la sopravvivenza" possa funzionare anche senza attori sul set.