Blake Lively e Justin Baldoni trovano un accordo prima dell'inizio del processo

La disputa legale iniziata con le accuse di molestie sessuali sul set di It ends with us si è conclusa prima di arrivare in tribunale.

Una foto di It ends with us

Blake Lively e Justin Baldoni hanno raggiunto, tramite i loro avvocati, un accordo due settimane prima dell'inizio del processo che li avrebbe visti impegnati in tribunale.
L'attrice aveva accusato il suo co-protagonista nel film It ends with us, di cui era anche il regista, di molestie sessuali e di aver ideato, insieme ai suoi addetti stampa, una campagna diffamatoria per vendicarsi.

L'annuncio dell'accordo

I portavoce di Blake Lively e Justin Baldoni hanno condiviso un comunicato in cui si dichiara: "Il risultato finale - il film It Ends with Us - Siamo noi a dire basta - è motivo di orgoglio per tutti noi che abbiamo lavorato per realizzarlo. Sensibilizzare l'opinione pubblica e avere un impatto significativo sulla vita delle vittime di violenza domestica - e di tutte le vittime - è un obiettivo che sosteniamo con convinzione. Riconosciamo che il processo ha presentato delle difficoltà e che le preoccupazioni sollevate dalla signora Lively meritavano di essere ascoltate".

It Ends With Us   2
Siamo noi a dire basta: Blake Lively e Justin Baldoni in una foto del film

La dichiarazione prosegue: "Rimaniamo fermamente impegnati a garantire ambienti di lavoro liberi da comportamenti scorretti e da situazioni improduttive. Ci auguriamo sinceramente che questo accordo porti a una conclusione e permetta a tutti i soggetti coinvolti di guardare al futuro in modo costruttivo e sereno, anche attraverso un ambiente online rispettoso".

It Ends With Us - Siamo noi a dire basta, recensione: un romance più complesso di come appare It Ends With Us - Siamo noi a dire basta, recensione: un romance più complesso di come appare

La decisione del giudice

Un mese fa il giudice Lewis Liman aveva respinto 10 delle 13 accuse avanzate dai legali di Blake Lively, quelle legate alle molestie, lasciando invece che fosse una giuria a deliberare su quelle di ritorsione, favoreggiamento di ritorsione e violazione dei termini del contratto.

L'avvocato di Blake aveva sostenuto che l'attrice non vedeva l'ora di condividere la sua storia in tribunale e continuare a lottare, pur facendo intendere che un accordo fosse possibile, considerato che l'attrice aveva già in parte raggiunto i suoi obiettivi svelando sui media "la macchina della diffamazione" di cui sosteneva di essere stata vittima.