John Christian Love, volto noto di Better Call Saul e Friday Night Lights, ha rivelato di lavorare come corriere Amazon. Un racconto schietto e poco glamour che accende i riflettori sulle difficoltà dell'industria e su cosa significhi davvero "non mollare".
Il racconto senza filtri di John Christian Love
Chi ha seguito Better Call Saul lo ricorda come Ernesto, detto Ernie, il collaboratore leale di Jimmy McGill. Oggi, però, John Christian Love è tornato a far parlare di sé per una ragione decisamente meno patinata: lavora come corriere Amazon. A raccontarlo è stato lui stesso, con una franchezza che ha colpito molti, all'interno di un thread Reddit dedicato ai driver dell'azienda.
"Volevo farvi sapere che l'attore che ha interpretato Ernesto in Better Call Saul è qui fuori a consegnare con voi. Fa schifo, ma una consegna alla volta. State bene", ha scritto. Una dichiarazione semplice, diretta, che ha rapidamente fatto il giro del web, non tanto per l'effetto sorpresa quanto per il tono disarmante. Nessuna retorica del sacrificio, nessuna posa eroica: solo la realtà di un attore che, in un momento di stallo professionale, ha scelto di lavorare.
Love non è un volto improvvisato. Attivo almeno dal 2010, ha partecipato a progetti televisivi e cinematografici, inclusa la serie Friday Night Lights e il film Whiskey Tango Foxtrot con Tina Fey. Eppure, come ha spiegato rispondendo ai commenti, il suo percorso non ha mai trovato il famoso "salto" decisivo. "Non ho rinunciato alla recitazione, è solo un periodo molto lento. Better Call Saul non è stato il trampolino che speravo", ha chiarito.
A pesare, anche una vicenda professionale amara: un film indipendente girato con Lily Gladstone e Bryan Cranston che non è mai arrivato a compimento per problemi di finanziamento. Love ha raccontato di non essere mai stato pagato. Una situazione confermata indirettamente dallo stesso Cranston, che nel 2025 ha dichiarato di essersi rifiutato di terminare il progetto finché cast e troupe non fossero stati retribuiti.
La crisi dell'industria e il mito da smontare dell'attore "arrivato"
Il thread Reddit si è presto trasformato in uno spazio di confronto più ampio sullo stato dell'industria dell'intrattenimento, in particolare a Los Angeles. Love ha risposto con empatia a chi raccontava difficoltà simili, sottolineando come la sua non sia un'eccezione ma una condizione sempre più comune. "Non ho mai smesso di fare lavori normali, contrariamente a quanto si pensa", ha scritto a chi lo definiva "qualcuno di famoso che fa un lavoro qualunque".
Particolarmente duro il giudizio sull'esperienza come corriere Amazon, messa a confronto con altri impieghi analoghi svolti in passato. "Sono stato postino, autista FedEx e driver stagionale UPS. Tutti facevano schifo, non fraintendetemi, ma erano comunque meglio di Amazon", ha spiegato, citando turni instabili, mezzi in cattive condizioni, assenza di una vera cultura aziendale e benefici limitati.
Eppure, il tono generale non è di resa. Love parla apertamente di stanchezza, di frustrazione per un sistema che sembra chiedere "permesso" per ogni passo avanti, ma anche della volontà di creare progetti propri. "Sono stanco di aspettare autorizzazioni. Voglio fare le mie cose, ma intanto devo fare altro perché questo mi sta davvero logorando".
Il suo messaggio finale resta sorprendentemente luminoso: un augurio collettivo a non ridursi a una vita che non si è scelto. Non una denuncia urlata, ma una testimonianza onesta che scardina il mito dell'attore sempre privilegiato.