Beppe Fiorello diventa regista: "Racconterò una storia vera che ho a cuore da anni"

Beppe Fiorello, durante la presentazione della serie tv di Gli orologi del Diavolo, ha dato qualche anticipazione sui suoi progetti futuri, annunciando il debutto da regista.

NOTIZIA di 30/10/2020

Beppe Fiorello debutterà presto come regista. Reduce dall'aver interpretato tantissimi personaggi di grande coraggio ed eroismo - ultimo quello di Marco Merani, protagonista de Gli orologi del diavolo, la serie tv in onda su Rai1 dal 2 novembre (spostata al 9 per un cambio di programmazione) -, l'attore ha confessato che il prossimo passo nella sua carriera sarà dalla parte opposta della macchina da presa.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della coproduzione tra Rai Fiction e Mediaset Espana, Beppe Fiorello ha annunciato: "Il mio prossimo percorso sarà dalla parte opposta del mio mestiere, vado dall'altra parte della macchina da presa perché ho bisogno di cercare una storia, ascoltarla, vederla, dirigerla, senza assolutamente mettermi in scena e quindi sarò un regista puro. È un progetto di cinema che vedrà l'inizio delle riprese alla fine della prossima estate, siamo in una pre-preparazione, sono già state fatte quattro stesure di sceneggiatura e sarà liberamente ispirato ad un fatto reale di cronaca accaduto in Sicilia alla fine degli anni settanta. Non posso dire molto di più, solo che c'è Rai Cinema al mio fianco e la Pepito Produzioni che produrrà insieme a me questo debutto che ho voluto fortemente perché è una storia che ho a cuore da oltre dieci anni ma che fino ad ora non mi sentivo pronto a raccontare come avrei voluto".

In onda da lunedì 2 novembre, Gli orologi del diavolo racconta un fatto realmente accaduto: Marco Merani (Beppe Fiorello) è un motorista nautico bravissimo e costruisce barche alla foce del fiume Magra. Tutti sanno che è il migliore e lo sanno anche dei narcotrafficanti a cui farebbero comodo gommoni veloci e agili che possano sfuggire a polizia e Carabinieri. Marco capita la situazione si rivolge a Mario, suo amico poliziotto, per chiedere aiuto su come comportarsi. La polizia, in verità, sta seguendo questi narcotrafficanti da tempo e così propone a Marco di collaborare con la giustizia per incastrare i boss del cartello. Inizieranno così per il protagonista una serie di guai che lo getteranno nell'inferno della malavita.