Belve Crime stasera su Rai 2: casi, interviste e anteprime video dell'ultima puntata

Finale di stagione per Belve Crime che, nella prima serata di Rai 2, riporta all'attenzione del pubblico quattro storie criminali

Francesca Fagnani e Soter Mulè nell'ultima puntata di Belve Crime

Anche per Belve Crime è arrivato il momento di salutare il pubblico alla prossima stagione: stasera su Rai 2, dalle 21:20, va in onda l'ultima puntata dello spin-off del programma di Francesca Fagnani.

Una stagione che ha decisamente ampliato il format testato un anno fa con una sola puntata in onda a giugno, che ha quest'anno goduto di uno spazio decisamente maggiore, con ben 4 puntate e 13 interviste (comprese le 4 di stasera) a protagonisti della cronaca nera italiana.

Le interviste dell'ultima puntata di Belve Crime

Anche nell'appuntamento finale il programma porterà in tv storie segnate da omicidi, criminalità organizzata e vicende giudiziarie che hanno avuto grande eco mediatica. Tra gli intervistati della serata ci sarà Daniele Ughetto Piampaschet, che la giornalista ha incontrato nel carcere di Torino, dove sta scontando una condanna a 25 anni per l'omicidio di Antonia Egbuna.

Spazio poi a Soter Mulè, condannato per l'omicidio colposo di Paola Caputo avvenuto durante un gioco erotico, e a Mirko Ricci, ex campione di boxe finito al centro di una vicenda giudiziaria per il sequestro di un bambino a scopo di estorsione. Nel corso della puntata Francesca Fagnani intervisterà anche Rosa Amato, figlia di un boss della camorra diventata successivamente testimone di giustizia.

Soter Mulè a Belve Crime: "Vivo nel senso di colpa di non aver salvato Paola"

Tra le interviste più forti dell'ultima puntata ci sarà quella a Soter Mulè, l'ingegnere romano condannato a 3 anni e 6 mesi per l'omicidio colposo di Paola Caputo, la 24enne morta nella notte del 9 settembre 2011 durante un gioco erotico estremo in un garage dell'Agenzia delle Entrate a Roma.

Nel colloquio con Francesca Fagnani, Mulè ricostruisce per la prima volta quanto accaduto quella sera, parlando delle pratiche BDSM condivise con Paola e con un'altra ragazza presente nel garage. L'uomo ammette l'utilizzo di corde attorno al collo della vittima, pur negando che si trattasse di "breath play", pratica erotica basata sull'asfissia durante il sesso.

L'intervista affronta anche il tema della sicurezza durante queste pratiche e il momento in cui Paola perse conoscenza. "Non ho potuto fare nulla", racconta Mulè, che nel confronto con Fagnani riconosce l'errore di non avere con sé in quel momento strumenti di emergenza come forbici o coltelli per liberare rapidamente la ragazza dalle corde.

Nel corso del faccia a faccia emerge inoltre il racconto del mondo BDSM frequentato per anni dall'ingegnere romano, tra corsi di bondage, feste private e il ruolo del "rigger", cioè di chi immobilizza il partner attraverso le corde. Mulè parla anche del senso di colpa che continua ad accompagnarlo dopo la morte di Paola Caputo: "Vivo nel senso di colpa di non averla salvata", confessa durante l'intervista.

Daniele Ughetto Piampaschet: "Uno scrittore non può essere giudicato per ciò che scrive"

Un'intervista tesa quella a Daniele Ughetto Piampaschet, lo scrittore torinese condannato in via definitiva a 25 anni di carcere per l'omicidio di Anthonia Egbuna, la giovane nigeriana trovata morta nel Po nel 2012. Nel corso del faccia a faccia con Francesca Fagnani, Ughetto torna sul caso che sconvolse Torino e sulle indagini che portarono al sequestro dei suoi manoscritti, racconti nei quali comparivano omicidi di prostitute nigeriane descritti con dettagli ritenuti molto simili al delitto reale.
Proprio quei testi diventarono uno degli elementi centrali dell'accusa durante il processo.

Lo scrittore, però, continua a proclamarsi innocente e durante l'intervista reagisce con irritazione alle domande della conduttrice sulla somiglianza tra fiction e realtà: "Davvero i giudici pensano che una persona con una laurea in filosofia come me sia così stupida da uccidere una persona, massacrarla, scrivere un racconto e poi conservarlo?", domanda a Fagnani. (Dilemma questo che, con pur con le dovute differenze, si sta riproponendo proprio in queste settimane nelle indagini su Garlasco con i famigerati audio di Andrea Sempio).

Nel colloquio Ughetto difende inoltre la propria attività letteraria sostenendo che "uno scrittore non può essere giudicato per ciò che scrive" e cita anche il caso del Marchese de Sade per contestare l'interpretazione data ai suoi racconti dagli investigatori. Proprio a questo punto la tensione sale alle stelle, tanto da richiedere l'intervento del legale per calmarlo.

L'intervista si accende ulteriormente quando il detenuto accusa magistrati e investigatori di aver depistato le indagini, sostenendo che dietro l'omicidio di Anthonia Egbuna ci fosse invece la mafia nigeriana. Una tesi che, come ricorda Francesca Fagnani nel corso del confronto, è già stata respinta più volte dai giudici nelle richieste di revisione presentate dalla difesa.

Mirco Ricci: "Spero un giorno di spiegare tutto a mio figlio"

Mirco Ricci, ex promessa della boxe italiana, oggi è detenuto con una condanna definitiva per il sequestro di un bambino, episodio che secondo l'accusa sarebbe nato da una vicenda di debiti legati alla droga. Nel faccia a faccia con Francesca Fagnani, Ricci ripercorre la sua versione dei fatti, continuando però a dichiararsi innocente.

Secondo la ricostruzione giudiziaria, l'ex campione sarebbe coinvolto in un sequestro avvenuto ai fini di estorsione. Ricci, davanti alle telecamere di Rai 2, respinge questa ricostruzione: "Io non capisco perché sono entrato dentro a questa storia", afferma durante l'intervista.

Una storia, la sua, fatta di successi sportivi, tra il campionato italiano dei medio-massimi e i titoli europei, ma anche di risse, dipendenze e violenze che hanno segnato la sua parabola personale. Nel racconto emergono anche altri episodi giudiziari e il lungo periodo di detenzione che ha interrotto la carriera di quello che, per molti, era un talento destinato ai vertici della boxe italiana.

Tra i passaggi più significativi anche l'agguato subito nel 2014, quando Ricci viene raggiunto da alcuni colpi di pistola poche ore dopo aver conquistato il titolo di campione d'Italia. Alla domanda di Francesca Fagnani su possibili retroscena legati a scommesse o ambienti criminali, l'ex pugile smentisce: "Qui stiamo andando proprio sui film americani, non è così".

Nel finale il tono cambia. Ricci parla del figlio che oggi può vedere grazie al regime di semilibertà e del peso della propria storia personale. "Quando sarà grande, come spiegherà a suo figlio la sua vita precedente?", chiede Fagnani. L'ex pugile risponde: "Questo me lo domando sempre. Aspetto che cresca ancora un po' e spero di potermi sedere con lui per raccontargli tutti gli sbagli che ho fatto, che sono tanti".