Dopo la pausa della scorsa settimana dovuta all'Eurovision, stasera su Rai 2 alle 21:20 tornano i casi di Belve Crime, lo spin-off del più famoso programma cult ideato e condotto da Francesca Fagnani.
Anche stasera la storia di ciascun ospite verrà introdotta da Elisa True Crime, youtuber e podcaster che presenterà il protagonista e la sua vicenda.
I casi di martedì 19 maggio
Nella seconda puntata dell'edizione saranno ancora una volta tre gli intervistati: Raffaele Sollecito, Teresa Potenza, ex compagna del boss di Cerignola Giuseppe Mastrangelo, e un volto noto per tutti i cinefili all'ascolto, Alessandra Giudicessa, una delle due sorelle gemelle al fianco di Paola Cortellesi in Come un gatto in tangenziale.
Raffaele Sollecito: "Sette italiani su dieci mi credono colpevole"
Era uno studente di ingegneria informatica nel 2007 quando, a Perugia, veniva uccisa la studentessa inglese Meredith Kercher, coinquilina della sua fidanzatina dell'epoca, Amanda Knox. Per quel delitto Raffaele Sollecito, che stasera sarà seduto di fronte a Francesca Fagnani, ha scontagto quattro anni di carcere preventivo e ha sostenuto una battaglia giudiziaria durata complessivamente otto anni. Nel 2015 sia Sollecito che Knox sono stati assolti, come unico responsabile dell'omicidio della Kercher è stato condannato Rudy Guede.
Nonostante questo, come ha detto lui stesso durante l'intervista: "Moltissime persone credono che io abbia pagato troppo poco [...] Il 70% dell'opinione pubblica crede che io sia colpevole". Giudizio che pesa ancora moltissimo nella sua vita, e non solo privata: "Ci sono state aziende che mi hanno stracciato il contratto dopo avermelo fatto firmare, appena hanno scoperto la vicenda che mi riguardava".
Teresa Potenza: "Sono una vittima mancata di lupara bianca"
Svelata l'identità della donna misteriosa ospite di stasera: si tratta di Teresa Potenza, testimone di giustizia che ha deciso di collaborare con le autorità dopo anni trascorsi accanto a esponenti della mafia foggiana, contribuendo in modo decisivo alle indagini sul clan di Cerignola guidato dall'ex compagno, il boss Giuseppe Mastrangelo.
Dopo anni vissuti in una condizione di paura costante e totale soggezione, la donna ha ripercorso davanti a Francesca Fagnani la sua relazione con il boss del clan di Cerignola, Giuseppe Mastrangelo, condannato a più ergastoli anche grazie alle sue dichiarazioni. Una periodo lungo della sua vita trascorso in un clima di violenza psicologica e fisica quotidiane: "Una sera mi portò in aperta campagna, mi mise la pistola in bocca poi in testa", ha ricordato nel corso dell'intervista.
Nel suo racconto a Rai 2, Teresa Potenza ha definito la propria esperienza una forma di prigionia, sottolineando come per anni abbia vissuto sotto il controllo del boss, tra intimidazioni e umiliazioni. "Mi prese per i capelli, mi urinò in faccia e mi disse: 'tu che vuoi scappare da me meriti questo'", ha dichiarato, ricostruendo uno dei momenti più violenti del suo passato. La donna ha parlato anche della sensazione di essere stata più volte a rischio di morte, fino a definirsi "una vittima mancata di lupara bianca", espressione con cui ha sintetizzato la paura costante di sparire nel nulla senza lasciare traccia.
La scelta di rompere l'omertà intorno al clan di Cerignola è arrivata quando ha scoperto di essere incinta di un bambino, figlio del boss Mastrangelo.
Le condanne e i furti: la storia delle gemelle di "Come un gatto in tangenziale"
Alessandra Giudicessa, una delle due gemelle diventate popolari grazie al film Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani, ha ripercorso a Belve Crime la sua storia personale e giudiziaria, raccontando il legame tra la vita reale e i personaggi interpretati al cinema insieme alla sorella Valentina. Le due, infatti, sono finite più volte al centro delle cronache per diversi episodi di furto, accumulando nel tempo numerose denunce e condanne legate soprattutto ai cosiddetti "furti con destrezza".
Nel corso dell'intervista con Francesca Fagnani, Alessandra Giudicessa ha spiegato come la notorietà ottenuta con il cinema non abbia cambiato davvero la loro situazione. Anzi, secondo il suo racconto, il successo avrebbe persino riportato a galla molti episodi del passato: "Ci sono arrivate tutte le denunce della gente che, guardando il film, poi si è ricordata che eravamo andate a rubare davvero", ha dichiarato. La donna ha raccontato anche come oggi lei e la sorella vengano immediatamente riconosciute nei negozi, al punto da sentirsi costantemente osservate dalle commesse.
Durante il faccia a faccia con Fagnani, ha parlato apertamente del sistema utilizzato insieme alla gemella per compiere i furti contestati dagli investigatori. "Magari una distrae e l'altra prende", ha spiegato, riferendosi alle accuse di furto che negli anni hanno portato entrambe davanti ai giudici. E infatti la sorella Valentina non ha potuto prendere parte all'intervista perchè costretta ai domiciliari.
Nel racconto emerge però anche il peso di un passato familiare difficile, segnato da un padre spesso in carcere e da un'infanzia trascorsa in collegio. Guardandosi indietro oggi, Alessandra Giudicessa ha ammesso di provare rimpianto per molte delle scelte fatte nel corso della sua vita, arrivando a dire: "Mi taglierei le mani per avere una vita nuova".