Ad appena una settimana dalla conclusione del suo programma di culto, Francesca Fagnani è pronta a ripartire da stasera su Rai 2 con Belve Crime, lo spin-off a tinte nere giunto alla sua seconda stagione.
La giornalista romana torna così a intervistare colpevoli, testimoni o protagonisti di crimini per esplorare il lato oscuro dell'animo umano. Sullo sgabello di Belve Crime siederà chi ha incontrato il male perché è autore del reato, perché ne è testimone o perché ne è stato accusato, a volte ingiustamente.
I casi di martedì 5 maggio
Nella prima puntata gli intervistati saranno Katharina Miroslawa, Roberto Savi e Rina Bussone. La storia di ciascun ospite verrà introdotta da Elisa True Crime, youtuber e podcaster che presenterà il protagonista e la sua vicenda.
Katharina Miroslawa, la mantide di Parma
È tornata a parlare del caso che per anni l'ha vista al centro delle cronache giudiziarie: l'omicidio di Carlo Mazza, imprenditore parmigiano ucciso nel centro della città nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1986. Durante l'intervista, l'ex ballerina ha ribadito la propria innocenza, sostenendo di essere stata trasformata nell'indiziata ideale a causa della sua immagine pubblica e del lavoro svolto nei locali notturni.
Secondo la sua ricostruzione, molti aspetti utili alla sua difesa sarebbero stati ignorati nei vari processi. Tra questi cita l'acquisto, in Germania, di alcuni costumi da bagno che avrebbero dimostrato la volontà di raggiungere Mazza per una vacanza insieme, e non certo per ucciderlo.
Francesca Fagnani ha però sottolineato come il vero nodo dell'inchiesta fosse il possibile movente economico, ricordando il ruolo della donna come beneficiaria di una polizza assicurativa.
Roberto Savi, il killer della Uno bianca
L'ex poliziotto Roberto Savi, della banda della Uno Bianca, ha ripercorso alcuni passaggi delle sue dichiarazioni dal carcere, dove è rinchiuso dal 1994 e dove sta scontando un ergastolo.
In un'anticipazione dell'intervista con Francesca Fagnani, Savi ha commentato una sua vecchia frase: "Ad un certo punto della storia si sono inseriti dei personaggi che non sono dei delinquenti, i quali ci hanno garantito la copertura della rete investigativa".
Alla domanda della giornalista, ha risposto senza esitazioni: "Mi ricordo di averlo detto", confermando oggi quella stessa versione.
Nel confronto è tornato a galla anche il caso della rapina all'armeria di via Volturno del 1991, culminata nell'uccisione di Licia Ansaloni e dell'ex carabiniere Pietro Capolungo. La conduttrice: "Anche qui, non c'era bisogno di uccidere". Savi ha replicato facendo però una distinzione: "Capolungo sì", spiegando la sua posizione con il fatto che fosse un ex carabiniere, inserito (ma è un'informazione da verificare) in dinamiche più complesse.
Alla domanda su eventuali azioni commissionate, l'ex agente ha sostenuto che "ci sono degli uffici particolari... e noi eravamo di quelli che, delle volte, abbiamo fatto quel lavoro lì", arrivando ad annuire quando la Fagnani ha chiesto se qualcuno avesse espressamente chiesto di eliminare l'ex carabiniere.
Rina Bussone, testimone al processo per l'omicidio di Diabolik
"Io e Raul siamo stati complici in tutto, facevamo tutto insieme": comincia così l'intervista alla testimone nel processo per la morte di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, sottolineando la simbiosi totale che c'era con l'ex compagno Raul Esteban Calderon.
Rina Bussone ha anche risposto a una domanda cruciale sul fatto che Calderon avesse potuto prevedere una sua futura collaborazione con gli inquirenti, senza però fornire una risposta diretta ma mantenendo il racconto sul loro legame.
Ripercorrendo il giorno in cui avrebbe appreso dell'omicidio, ha affermato: "Sono partita per Roma e ho raggiunto Raul, lui mi ha portato in camera da letto, ha abbassato la serranda e mi ha detto a bassa voce: 'ho ammazzato Diabolik'". Alla domanda su come abbia reagito subito dopo, ha risposto: "Ormai il danno era fatto". Nel corso della puntata, la Fagnani ha ricordato che la sua testimonianza era stata considerata solo parzialmente attendibile, ma Bussone ha ribadito: "Ho sempre avuto l'appoggio dei magistrati".
Un passato segnato dal rapporto strettissimo con la criminalità e le armi, il suo, definite "le mie bambine", aggiungendo di averle sempre curate con attenzione. Alla domanda sulla paura, ha concluso che non ha mai vissuto nell'ansia costante, perché ha ritenuto inevitabile il rischio legato a certi ambienti, dicendo di essere sempre rimasta vigile.
Quante sono le nuove puntate di Belve Crime
La nuova edizione dello spin-off di Belve si sarebbe dovuto esaurire ne corso di due puntate, ma la RAI ha deciso di aggiungerne anche una terza.
Questo dunque il calendario di Belve Crime 2026:
- prima puntata - martedì 5 maggio (Miroslawa, Savi, Bussone)
- seconda puntata - martedì 12 maggio
- terza puntata - martedì 19 maggio
Nell'ultima puntata non sarà presente Stefania Cappa, una delle due gemelle cugine di Chiara Poggi, interrogate proprio oggi a Milano nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Garlasco. Nonostante Francesca Fagnani e i suoi autori avessero tentato ancora una volta il "colpaccio", dopo l'intervista a Massimo Bossetti un anno fa, la Cappa avrebbe avanzato richieste economiche non in linea con la policy RAI (che non retribuisce i protagonisti di casi di cronaca nera).
Le tre puntate di Belve Crime andranno in onda ogni martedì sera su Rai 2, alle 21:20, e saranno poi disponibili anche in streaming gratuitamente su RaiPlay. Lo spin-off dedicato alla cronaca nera non rientra nell'accordo che vede Belve presente anche nel catalogo Disney+.