Dopo quasi cinque anni lontano dai set e dalle accuse che hanno compromesso la sua immagine pubblica interrompendo bruscamente quella che sembrava una carriera in totale ascesa per uno dei golden boy di Hollywood, Armie Hammer rompe il silenzio su quello che è stato il periodo più buio della sua vita.
L'attore oggi sta cercando di ricostruire il proprio percorso professionale passo dopo passo, lasciandosi alle spalle (ma non dimenticando) lo scandalo che lo ha travolto. Il suo "ritorno" passa attraverso film indipendenti e low-budget, a piccoli step e lontano dai grandi set del passato.
Armie Hammer e il ritorno sul set dopo lo scandalo
Il primo vero spiraglio è arrivato con Citizen Vigilante, nuovo film diretto da Uwe Boll e girato in Croazia. Per Hammer è stata la prima offerta concreta dopo un lungo periodo di stop professionale. Un rientro tutt'altro che scontato, però, anche perché il suo nome resta legato a una vicenda molto complessa: diverse donne lo avevano accusato di abusi psicologici e sessuali che comprendevano atti di cannibalismo e pratiche estreme. Mentre online erano circolati messaggi attribuiti all'attore dal contenuto esplicito e disturbante.
Armie Hammer ha sempre negato le accuse più gravi e l'indagine della polizia di Los Angeles si è chiusa senza incriminazioni. Nel frattempo, però, Hollywood aveva già preso le distanze. Agenti, ufficio stampa, contratti...tutto svanito in un batter d'occhio per un attore che sembrava sul punto di esplodere e diventare il nuovo divo.
Oggi, racconta, chi vuole scritturarlo deve cercare il contatto del suo avvocato su IMDb Pro. Altro che macchina hollywoodiana perfettamente oliata: il ritorno di Armie Hammer passa da una strada molto più accidentata, quasi artigianale. Ma non è certo il primo a provare il brivido di sentirsi completamente abbandonato nel mondo patinato del grande cinema, e a dover ripartire da zero. Qualcuno ha detto Kevin Spacey?
"Mi sono creato questi problemi da solo": la nuova consapevolezza di Armie Hammer
Nell'intervista rilasciata a The Hollywood Reporter l'attore non si presenta come una vittima assoluta. Anzi ammette di avere avuto un ruolo nel caos che lo ha circondato. "Mi sono creato questi problemi da solo", dichiara, pur ribadendo: "Non ho fatto quello che dicono". Una frase che sintetizza la linea sottile su cui Hammer prova a muoversi, ovvero difendersi dalle accuse più pesanti, ma riconoscere allo stesso tempo di aver vissuto in modo autodistruttivo.
L'attore parla di un passato fatto di eccessi, ricerca continua di approvazione e una sorta di vuoto interiore che cercava di riempire dall'esterno. "Mi definivo un consumatore. Alcolici, donne, conferme, esperienze... volevo solo consumare. Tutto. Sempre di più". Tutto finiva dentro un "buco nero" impossibile da colmare. "In realtà non sapevo come darmi ciò di cui avevo bisogno interiormente, quindi mi affidavo a fonti esterne. È come un buco nero: non importa quanto ci butti dentro, sparisce".
Cosa fa oggi l'attore
Dopo il crollo, Hammer ha vissuto tra le Cayman, Venice Beach e Los Angeles, passando anche da appartamenti minuscoli e periodi di grande precarietà. Oggi descrive una routine molto diversa da quella di un divo: si sveglia presto, mette in ordine la casa, fa meditazione, prepara la colazione ai figli e le sue giornate ruotano intorno alla famiglia.
Professionalmente, oltre a Citizen Vigilante, ha già girato altri progetti a basso budget, tra cui un western e un thriller ambientato a Los Angeles.
Non è il ritorno trionfale che Hollywood ama raccontare nei film, ma l'attore non sta cercando di rientrare dalla porta principale con fanfare e tappeto rosso. Sta tentando di dimostrare, un passo alla volta, di poter ancora lavorare.