Apocalypse Now: Martin Sheen ha chiesto a Coppola di filmare il suo sangue dopo essersi ferito

Martin Sheen ha pregato il regista Francis Ford Coppola di continuare a girare una delle scene più iconiche di Apocalypse Now in cui si era ferito sul serio.

NOTIZIA di 04/08/2020

Martin Sheen ha chiesto a Francis Ford Coppola di filmare il suo sangue dopo essersi ferito sul set in una delle sequenze più realistiche e sconvolgenti di Apocalypse Now.

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Apocalypse Now: Martin Sheen in un'immagine del film

Martin Sheen ha festeggiato 80 anni, compiuti ieri; per celebrare sono stati rievocati i retroscena da lui svelati di uno dei film bellici più importanti della storia del cinema, Apocalypse Now. L'attore ha confessato che all'epoca era talmente preso dai suoi demoni da utilizzare un momento in cui si era ferito sul serio per il film.

La scena in questione è quella in cui vediamo il Capitano Benjamin L. Willard (Sheen) ubriaco e quasi nudo, in preda a una crisi mentre si trova da solo nella sua stanza. A un certo punto il militare dà un pugno a uno specchio tagliandosi malamente la mano e si spalma il sangue sulla faccia. Martin Sheen ha rivelato che quel momento era reale ("Ho ancora la cicatrice") e che lui ha pregato Coppola di continuare a girare nonostante la sua ferita.

Ecco le parole di Martin Sheen: "Sanguinavo molto e Francis ha cercato di fermare la scena, ma io l'ho pregato di continuare a girare. C'erano due cineprese in funzione. Mi ha detto che non poteva farlo e che c'era un'infermiera pronta per medicarmi. Ma io ho risposto 'Ti prego. Devo farlo per me stesso'. Lui mi ha permesso di andare avanti e combattere i miei demoni in pubblico."

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Martin Sheen ha confessato i suoi problemi con l'alcolismo dell'epoca aggiungendo:

"Avevo fatto quella scena al bar, avevo fatto quella scena a casa. Dovevo venire a patti con le mie crisi, dovevo esorcizzarle e liberarmene."

Rivedersi sul grande schermo in un momento come quello, per Martin Sheen, è stato "piuttosto spaventoso. Oggi non riconosco quell'uomo. Era triste, cercava di essere qualcuno che non era, aveva paura di cose di cui non avrebbe dovuto averne. Era pieno di sofferenza."