Durante la promozione del suo memoir, Christina Applegate ha raccontato un episodio sorprendente dal set di Anchorman. L'attrice ha rivelato che l'offerta iniziale dello studio era molto più bassa rispetto ai colleghi, finché non sono intervenuti Will Ferrell e Adam McKay.
"L'offerta era offensiva": la trattativa dietro Anchorman
Quando oggi si parla di Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy, il pensiero corre subito alle gag assurde, ai dialoghi improvvisati e al carisma surreale di Will Ferrell nei panni dell'eccentrico anchorman Ron Burgundy. Ma dietro il successo della commedia del 2004 si nasconde anche una storia che racconta molto delle dinamiche dell'industria cinematografica.
Durante un'apparizione al talk show The View, Christina Applegate ha ricordato il momento in cui ricevette la proposta economica iniziale dallo studio per interpretare Veronica Corningstone, l'ambiziosa giornalista destinata a sconvolgere l'equilibrio maschile della redazione televisiva nel film. L'offerta, però, non fu esattamente entusiasmante. "Quando arrivò la prima proposta, era... diciamo un po' offensiva," ha raccontato l'attrice. "E io dissi: non posso accettare. So quanto valgo e non posso farlo."
Applegate spiegò chiaramente di non voler accettare un compenso nettamente inferiore rispetto ai suoi colleghi uomini del cast, una situazione che purtroppo non era rara nell'industria cinematografica dell'epoca. A quel punto entrarono in scena due figure chiave del progetto: Will Ferrell, protagonista del film, e Adam McKay, regista e co-autore della pellicola. Entrambi riconoscevano il valore dell'attrice e, soprattutto, la sua importanza per il film. Così decisero di intervenire personalmente. "Mi volevano davvero nel film e dissero: 'Allora contribuiremo noi.'" ha raccontato Applegate. "Grazie al cielo lo hanno fatto, perché è stata una delle esperienze migliori della mia vita."
Secondo quanto rivelato dall'attrice, Ferrell e McKay decisero di rinunciare a una parte dei loro compensi per aumentare quello destinato a lei, permettendo così di chiudere l'accordo con lo studio. Un gesto raro a Hollywood, che dimostra quanto i due creativi credessero nel contributo dell'attrice al progetto.
Un set fatto di improvvisazione e "lezioni di comicità"
Se la trattativa iniziale non fu semplice, il lavoro sul set di Anchorman: The Legend of Ron Burgundy si trasformò invece in un'esperienza che Applegate ricorda con grande entusiasmo.
La commedia, ambientata negli anni Settanta, racconta il mondo competitivo dei notiziari televisivi attraverso la rivalità tra Ron Burgundy e la nuova arrivata Veronica Corningstone. Oltre a Ferrell e Applegate, il cast includeva nomi come Steve Carell, Paul Rudd, David Koechner, Fred Willard, Chris Parnell, Kathryn Hahn e Fred Armisen. Gran parte del cast sarebbe poi tornata anche nel sequel del 2013, Anchorman 2: The Legend Continues.
Nonostante oggi il film sia considerato un cult della comicità moderna, Applegate ha ammesso che lavorare su quel set non fu sempre semplice. Il motivo? L'ampio uso dell'improvvisazione. L'attrice ha ricordato di sentirsi spesso intimidita dal metodo di lavoro del regista. "Ero terrorizzata ogni giorno della mia vita," ha confessato. "Adam McKay mi diceva: 'Adesso fai semplicemente quello che ti viene naturale.'"
Per Applegate, abituata a seguire fedelmente il copione, quella libertà creativa era inizialmente destabilizzante. "Io rispondevo: 'Voglio dire quello che hai scritto. Non voglio inventare cose.'" Col tempo, però, capì il valore di quel processo creativo. Il set si trasformò per lei in una vera scuola di comicità. "Imparare da quel gruppo di ragazzi... è la masterclass per cui la gente paga. Steve Carell la insegnava praticamente."
Secondo l'attrice, quell'esperienza ha avuto un impatto enorme sulla sua carriera, insegnandole un nuovo modo di affrontare la recitazione comica. E forse è proprio questo mix di improvvisazione, talento e collaborazione tra attori che ha reso Anchorman uno dei film più citati e amati della commedia americana degli ultimi vent'anni.