Mio fratello è un vichingo - The Last Viking è un film del 2025 diretto da Anders Thomas Jensen con Nikolaj Lie Kaas e Mads Mikkelsen. Uscita al cinema: 26 Marzo 2026. Durata: 110 min. Distribuito in Italia da Plaion. Paese di produzione: Danimarca, Svezia.
La storia segue le vicende di Anker, un uomo che esce di prigione dopo aver scontato una condanna a quindici anni per una rapina a mano armata. Il suo unico obiettivo è recuperare la refurtiva che aveva affidato al fratello Manfred prima dell'arresto. Manfred, tuttavia, ha subito un grave crollo psicologico e ora vive in uno stato di alienazione totale, convinto di essere un guerriero vichingo in attesa di ascendere al Valhalla.
Anker scopre che Manfred non ricorda dove sia nascosto il denaro. Per tentare di fargli recuperare la memoria, Anker lo asseconda nel suo delirio, intraprendendo con lui un viaggio attraverso le foreste della Danimarca e della Svezia. Durante il tragitto, Manfred interpreta ogni incontro e ogni ostacolo quotidiano come una prova mitologica o un combattimento epico, costringendo Anker a mediare continuamente tra la realtà e la fantasia, spesso violenta, del fratello.
La ricerca del bottino porta i due a confrontarsi con i vecchi complici della rapina e con figure passate della loro infanzia. Il viaggio culmina nella vecchia proprietà di famiglia, dove Anker deve decidere se continuare a perseguire il denaro o accettare definitivamente la condizione mentale di Manfred, uno stato mentale dovuto a un trauma trascorso che forse è giunto il momento di affrontare e risolvere.
Scritto e diretto da Anders Thomas Jensen, Mio fratello è un vichingo – The Last Viking è una dark comedy grottesca presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e nasce dalla volontà del regista di esplorare il tema dell'identità attraverso una lente "politicamente scorretta" e surreale. Il film, che segna il ritorno alla regia di Jensen a sei anni da Riders of Justice, ha puntato su un'estetica che lo stesso autore definisce "una fiaba nordica sporca", dove il trauma infantile viene elaborato attraverso l'assurdo.
Jensen ha dichiarato che l'idea è partita dall'osservazione della società moderna e dall'ossessione per l'auto-identificazione. Rispetto ai suoi lavori precedenti, Mio fratello è un vichingo – The Last Viking introduce elementi di animazione che raccontano la leggenda di un re vichingo, fungendo da metafora per la storia dei due fratelli. L'inserimento della metafora animata non è un semplice vezzo estetico, ma una vera e propria cornice narrativa che punteggia i momenti chiave del film. Jensen ha collaborato con uno studio di animazione danese per creare degli intermezzi che ricordano lo stile delle antiche illustrazioni nordiche, quasi dei bassorilievi che prendono vita. Questi inserti animati compaiono ogni volta che la realtà per i due fratelli diventa troppo violenta o insopportabile. Fungono da "cuscinetto" emotivo.
Sulla libertà di essere “altro”, il regista Jensen ha detto: "Oggi siamo ossessionati dall'etichettare l'identità in modo rigido e sicuro. In questo film volevo essere politicamente scorretto chiedendo: e se l'identità fosse l'unica bugia che ci permette di sopravvivere? Manfred non 'si sente' John Lennon per moda, lo è perché la realtà di Manfred è un massacro. Trattare la sua follia con i guanti bianchi sarebbe stato un insulto alla sua sofferenza. Ridere con lui, e non di lui, è l'unico modo per rispettarlo. L'animazione ci ha permesso di mostrare il mondo interiore di Manfred senza dover usare troppe parole. È il suo scudo. Mentre Anker usa le mani per colpire, Manfred usa queste storie per proteggersi dal dolore del passato. Alla fine, siamo tutti l'ultimo vichingo di una battaglia che abbiamo già perso".
Il cast vede la sesta collaborazione tra Jensen e il suo "nucleo storico" di attori. La particolarità di questo film è il casting contro-tipo dei due protagonisti: Nikolaj Lie Kaas interpreta Anker, il fratello "duro", appena uscito di prigione dopo 15 anni per una rapina. È lui il motore dell'azione, ossessionato dal recupero del bottino. Mads Mikkelsen veste invece i panni di Manfred / John Lennon, il fratello fragile che soffre di un disturbo dissociativo dell'identità a causa di un trauma infantile (una cicatrice che gli attraversa il volto). Crede fermamente di essere John Lennon, porta i capelli lunghi, occhiali tondi e ruba i cani dei vicini. Nel cast anche Sofie Gråbøl, (Lars Brygmann che interpreta lo psichiatra che suggerisce la folle terapia di "riunire i Beatles" per curare Manfred, Nicolas Bro, Bodil Jørgensen e Søren Malling.
Sul suo personaggio, Mads Mikkelsen, che ha partecipato attivamente alla creazione del look trasandato di Manfred, ha detto: "C'è una scena in cui Manfred dice cose terribili con la massima ingenuità. È qui che interviene la lente scorretta: il film non ha paura di mostrare quanto possa essere egoista e violenta una persona con disturbi mentali. Spesso al cinema i 'matti' sono santi o saggi. Manfred è un uomo che ruba i cani ai vicini perché nella sua testa John Lennon ne avrebbe bisogno. È assurdo, è fastidioso, ma è profondamente umano". Da parte sua,sul suo personaggio, Nikolaj Lie Kaas ha osservato: "Anker è il 'corretto' della situazione: vuole che suo fratello torni a essere Manfred, che prenda le medicine, che affronti il passato. Ma il film ci suggerisce che la normalità di Anker, fatta di prigione, rapine e solitudine, è molto più squallida del sogno di Manfred. La provocazione di Jensen è questa: chi siamo noi per decidere quale versione della realtà sia più valida per un uomo che ha perso tutto?".
Il film è stato girato per sette settimane tra l'isola di Fionia (Danimarca) e le foreste vicino a Tollered (Svezia), dove la produzione ha ricostruito da zero la casa d'infanzia dei fratelli protagonisti. Il titolo italiano gioca sull'ambiguità del titolo internazionale (The Last Viking), riferendosi sia alla metafora animata nel film sia al temperamento "barbarico" e violento che emerge durante la ricerca del bottino. Da notare che la colonna sonora e la trama citano costantemente i Beatles. Manfred non solo crede di essere John Lennon, ma recluta altri pazienti psichiatrici (tra cui uno che crede di essere Ringo Starr) per riformare la band nel seminterrato della casa trasformata in Airbnb. La fotografia di Sebastian Blenkov alterna toni freddi e realistici a flashback color seppia che svelano il passato traumatico dei protagonisti.
Accolto con una standing ovation alla proiezione nella sala Darsena alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, dove è stato presentato in anteprima mondiale fuori concorso, Mio fratello è un vichingo è un film spiazzante. In senso buono. Dirige Anders Thomas Jensen (vincitore nel 1999 …
Attualmente Mio fratello è un vichingo - The Last Viking ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
Mio fratello è un vichingo - The Last Viking è stato accolto dalla critica nel seguente modo: su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 82 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 7.3 su 10
L'attore ci racconta uno dei suoi personaggi più disperati e allo stesso tempo divertenti, creato dalla mente brillante di Anders Thomas Jensen.
Un'insolita commedia nera, in cui la musica dei Beatles e le leggende vichinghe nascondono il trauma sepolto e dimenticato di due fratelli.
Un film folle, divertente, pieno di emozioni per il divo danese più amato dal gentil sesso e non solo, protagonista del Fuori Concorso di Venezia 2025, in uscita prossimamente nelle sale italiane con Plaion Pictures.