Prendiamoci una pausa è un film del 2026 diretto da Christian Marazziti con Marco Giallini e Claudia Gerini. Durata: 100 min. Distribuito in Italia da Eagle Pictures. Paese di produzione: Spagna, Italia, Polonia.
Il focus del film è incentrato sulle storie di tre coppie, tre generazioni diverse, le cui vite si intrecciano casualmente per una decisione che prendono simultaneamente: prendere la cosiddetta "pausa di riflessione", una frase che suscita il terrore in ogni coppia. Al centro della vicenda troviamo Valter e Fiorella; i due stanno insieme da lungo tempo e questo ha resto stagnante il loro rapporto che è diventato una routine noiosa che fatica a sostenere il peso degli anni trascorsi insieme. Insieme prendono la decisione di allontanarsi per un po', non in cerca di tentazioni, ma per riscoprire loro stessi al di fuori del loro ruolo di coniugi e genitori.
Poi ci sono Fabrizio e Valeria che hanno pianificato la loro pausa per testare la solidità del loro rapporto prima di compiere un passo importante come il matrimonio. Infine troviamo i giovani Erica e Gabriel, due ragazzi sui vent'anni che si sono conosciuti online: la loro è la "pausa" più drammatica, vissuta con l'impeto e la passione tipica della loro giovane età, influenzati dai social media e piagati dalla ricerca costante di conferme e riconoscimenti dal mondo esterno.
A questo punto seguiamo come le tre coppie vivono questo momento di distacco ed è chiaro fin da subito che quello che avevano in mente non corrisponde alla realtà. Invece di godersi la "libertà" a cui agognavano, si trovano in situazioni strane e paradossali che portano a galla gelosie, dubbi esistenziali che logorano la loro decisione. Alla fine l'esperimento chiarisce la vera natura di una pausa temporanea in una coppia: o si tratta del primo passo per un distacco vero e proprio, oppure sottolinea in maniera lampante quanto sia impossibile stare lontani l'uno dall'altra.
Diretto da Christian Marazziti, che l’ha anche scritto assieme a Mauro Graiani e Gianni Corsi, Prendiamoci una pausa si muove nel solco della commedia drammatica corale, con una forte inclinazione verso l'indagine psicologica dei legami familiari e sentimentali. Il suo stile cerca di bilanciare la comicità tipica del cinema italiano con riflessioni più amare sulla precarietà dei rapporti moderni, utilizzando una regia che mette al centro le performance attoriali.
Marazziti ha dichiarato di voler dimostrare che, indipendentemente dall'età, il bisogno di fermarsi nasconde sempre una verità che non si ha il coraggio di affrontare stando insieme. Il progetto nasce dalla volontà di esplorare il concetto di "pausa di riflessione" attraverso tre generazioni diverse, analizzando come il tempo e l'età influenzino la percezione dell'abbandono e della riscoperta di sé. C’è la fascia dei diciannovenni (Erica e Gabriel), per i quali la "pausa" viene analizzata come un fenomeno fluido, influenzato dai social media e dalla velocità dei rapporti digitali. C’è la fascia dei quarantenni (Fabrizio e Valeria), dove la pausa di riflessione assume i connotati di una crisi di metà vita perché il tempo è visto come una risorsa che inizia a scarseggiare. E poi c’è la fascia dei sessantenni (Valter e Fiorella) per i quali, dopo trent'anni di matrimonio, la pausa non è un capriccio ma un'esigenza esistenziale perché l’età rende la riscoperta di sé un atto di coraggio estremo.
Il progetto mira a decostruire il cliché della "pausa di riflessione" come anticamera della rottura, mostrandola invece come un processo necessario di "manutenzione dell'io" che può portare a esiti imprevedibili: non necessariamente la fine, ma una trasformazione profonda del legame. Per evidenziare le differenze tra le età, il montaggio di Luca Montanari utilizza ritmi diversi per le tre coppie: più frenetico e frammentato per i giovani, più riflessivo e composto per la coppia matura, creando un contrasto visivo che riflette la diversa percezione del tempo e dell'urgenza emotiva nelle varie fasi della vita.
Il film vanta un cast "all-star" della commedia italiana contemporanea e comprende nomi come Marco Giallini, Claudia Gerini, Paolo Calabresi, Ilenia Pastorelli, Fabio Volo, Aurora Giovinazzo, Ricky Memphis, Lucia Ocone e Alessandro Haber. La direzione della fotografia è stata affidata a Fabrizio Lucci, collaboratore storico di Paolo Genovese, che conferisce al film un look elegante e urbano. Le musiche sono di Alessandro Bencini. Il film è ambientato e girato prevalentemente a Roma e dintorni.
Il regista Christian Marazziti parla così del film e della scelta del titolo: "La pausa di riflessione è la frase più spaventosa e allo stesso tempo più abusata del nostro secolo. Volevo indagare cosa succede nel silenzio che segue quelle parole. Spesso non è una fine, ma un 'rumore bianco' in cui finalmente si ricomincia a sentire la propria voce, quella che avevamo soffocato per far piacere al partner". In merito al suo personaggio, invece, Marco Giallini ha accennato alla difficoltà di accettare la fine di un'abitudine lunga trent'anni: "Valter è un uomo che pensa di aver capito tutto della vita, finché non scopre di non aver capito nulla di sua moglie".