Finita una fase meno ispirata del solito di Auditions, X Factor 2026 ha finalmente inaugurato quella dei Bootcamp, partita bene con 760.000 spettatori in total audience, con il 3,8% di share al suo primo passaggio in TV, ieri sera su Sky Uno.
Una puntata che, come da tradizione, comincia a fare chiarezza in ciò che questa edizione potrebbe diventare: maggiore attenzione al rock e a fenomeni "contemporanei" (ciao Angelo, ma addio Klem e Napoli Sotterranea), solito strapotere del pop e delle "voci grandiose". Anche se, va detto, se ne son sentite poche. Così come fino a qui si è visto poco carisma e poca preparazione. Prepariamoci.
Le nostre pagelle dei primi Bootcamp
Ti vediamo, Paola Iezzi, con quell'aria un po' annoiata e mai sorpresa, a rifugiarti nelle imitazioni di Madre e di Julio Iglesias, pensando forse al fatto che non sarà facile in questa edizione mettere in piedi una squadra che abbia un senso.
E ti capiamo. Perchè l'impressione è che alle audizioni sia arrivato un po' di tutto ma nessuno veramente "a fuoco", nessuno veramente preparato per qualcosa di più che sia un gioco. Oltre alle solite 4-5 eccezioni, di cui non siamo sicuri faccia parte il primo X Pass della stagione.
Chiara Giannella - voto: 4
Quello che non ti aspetteresti mai da un'insegnate di canto, ma che succede anche alle insegnati di canto: sbagliare completamente la canzone e portarla sul palco come quell'invitata alla festa costretta al turno nella gara di karaoke.
Davide de Luca - voto 6
Si fa sempre più pressante la discrepanza di intenzioni tra i concorrenti e i giudici: gli uni arrivano per avere una possibilità, gli altri cercano talento ma con verginità "interpretativa".
E dire che, nonostante la discreta gavetta, Davide avrebbe ancora molto da imparare proprio riseptto all'interpretazione!
L'idea di portare più funky R&B nel panorama italiano contemporaneo non è mica male, ma deve scontrarsi con il fatto che X Factor non è esattamente la vetrina più idonea per le sperimentazioni. Solo Gabbani ne comprende il potenziale grezzo, ma è, appunto, solo lui.
Neyja - voto: 6
Per la seconda prova davanti ai giudici scelgono un pezzo importante, Gimme All Your Love degli Alabama Shakes, che a X Factor era stato portato qualche anno fa da un'altra band, i Little Pieces of Marmelade, e, c'è da dire, in modo assai più convincente. (Ma c'è anche da dire che la gara, in quel caso, era già avanzata verso i Live).
Potrebbero avere più versatilità di quella dimostrata alle Auditions, la cantante potrebbe essere una da tenere d'occhio. Per il momento passano, ma dovranno dimostrare di sapere fare meglio di così.
Angelo Caianiello - voto: 6
"Qui ci sono persone che vogliono vincere, e poi ci sono persone che hanno bisogno di vincere. Io ne ho bisogno": per niente "drama queen", questo scugnizzo napoletano che, come dice bene Jake La Furia, è un "paraculo patentato".
Il pezzo che porta, nonostante il clamore, non è originalissimo, c'è forsa troppa post-produzione, ma all'interno della gara che si va delineando, è un bene che Angelo (ancora) ci sia.
Iana Maria Bomc - voto: 5
L'onestà prima di tutto: non ricordavamo neppure fosse passata alle Auditions, tanto sembrava improbabile.
Ha un suo genere, ed è oggettivamente una dei pochi visti fin qui che sembra avere le idee abbastanza chiare su quello che vuole. Ma X Factor non è il suo posto, e infatti le carte sono state tutte rosse.
Lorena Luca - voto: 6
"Sembro sempre la bella, la splendida, la fantastica..." ma soprattutto l'umile. E infatti le toccherà mettere da parte un po' d'arroganza giovanile per riuscire nel programma, qualunque sarà il suo coach (sempre che passi la Last Call). Altrimenti sarebbe un peccato perché la voce c'è.
Maria Sara Costanzo - voto: 5
La "cambia-melodie", ovvero l'acerrima nemica di Francesco Gabbani, che infatti riesce a farla fuori. La sua versione di Calcutta è suggestiva, ma ha ragione Jake La Furia quando dice che "scarica" l'originale.
Vito Damiano - voto: 4
Grazie Jake La Furia per averci tolto le parole di bocca, e abbasso il pop italiano melodico, sempre uguale da 40 anni.
Questo ragazzo calabrese ha un buon timbro ma il genere che vorrebbe rappresentare sul palco di X Factor non è propriamente la tazza di tè di tanti, nonostate gli stadi pieni evocati da Gabbani. E anche qui Jake, spirito guida,
ha una risposta: "ci fanno gli stadi, 1 o 2 in Italia, gli altri non ci fanno un bel niente". Forse la "promozione" meno convincente della serata.
Stefano Camuffo - voto: 5
Il ragazzo è giovane e non ha ancora quel bagaglio emotivo che tre dei giudici stanno cercando. Però tecnicamente è già molto bravo e, oggettivamente, con l'ammissione di Vito Damiano alle Last Call, Gabbani ha creato un precedente. Di questa interpretazione, oltre al no dei giudici, ci resterà l'emozione che toglie le parole a Giorgia sulle note di Alex Baroni.
Angela Cotterle - voto: 5
La sua prima interpretazione, sulle note di Generale, aveva smosso animi e orecchie, ma qui il problema è la scelta del pezzo. Hotel California è uno di quei brani che ammazza qualunque performance che non sia degli Eagles. Se si considera che la sua è anche particolarmente "scarica" e scolastica, allora non si può che essere d'accordo con i giudici.
Veronica Bruganelli - voto: 7
Avevamo bisogno di conferme? No, era stata già bravissima alle Auditions, considerando che non sa neppure parlare il francese. Voce potente ma allo stesso tempo vellutata, qui non c'è solo passione ma anche bravura e studio, ed è il primo incredibile "non X-Pass" dell'edizione, il secondo però è decisamente più inspiegabile.
Klem e Napoli Sotterranea - voto:6,5
I giudici hanno davvero apprezzato meno il loro lavoro, rispetto alla fase precedente, oppure c'è il timore di non saper gestire al meglio il loro progetto?
Non era una performance "a fuoco" come quella delle Auditions, è vero, ma a questo punto non si comprende poi molto come il privilegio della fase successiva venga concesso ai concorrenti in gara.
La loro esclusione dalle Last Call è forse il caso più eclatante della serata.
Teo Bok - voto: 6,5
Il concorrente più maltrattato delle Auditions è tornato sul palco, e per fortuna stavolta meno bullizzato di prima. Anche perchè i giudici non hanno più motivo di vessarlo: lui ha fatto perfettamente i compiti a casa. Così perfettamente da aver "aggiunto" diverse imprecisioni al pezzo dei Maroon 5. Ma se questo non è bastato a interrompere la sua strada verso i Live (tanto possiamo scommetterci che è li che lo ritroveremo), l'ha forse reso anche un po' più simpatico per il pubblico.
Nicola Trois - voto: 4
Una canzone per fare l'amore: così ha presentato Wicked Game. Ma è nella sua interpretazione che non ci sono nè passione nè coinvolgimento. Nicola Trois imita talmente da vicino Chris Isaak da dar vita solo al momento karaoke della serata. Ma incredibilmente passa.
Alice Fregoso - voto: 6,5
Se nella scorsa puntata questa ragazza genovese aveva letteralmente conquistato sia Irama che Francesco Gabbani, tanto da poter rientrare nella "quota X Pass", questa volta, accompagnata dal pianoforte, non brilla. La sua interpretazione di La leva calcistica della classe '68 è pulita, cristallina, ma scolastica e poco emozionante.
Mad-Dog - voto: 7
Per non ottenere quattro carte verdi avrebbero dovuto portare sul palco un pezzo pop melodico, cambiando completamente la melodia, e magari stonando anche un po'.
Questo per dire che alle Auditions avevano già convinto così tanto i giudici da aver bisogno di un disastro senza appello per non andare alle Last Call.
E la loro versione di Take Me Out non è proprio la definizione di disastro.
Benedetta Stigi - voto: 4
I Pomeriggi di Giorgio Poi non le calza a pennello, e così, dopo aver guadagnato in un colpo solo il risentimento (giocoso) e il plauso di Irama grazie all'inedito _Filippo_ delle Auditions, torna a casa con un tavolo tinto di rosso.
Giacomo Calò - voto: 7 + X Pass di Gabbani
L'omaggio a Mia Martini è toccante (ma in fondo lo è sempre, tranne quando viene eseguito male) e a modo suo delicato. Modula la voce come un professionista, e se aggiungiamo l'innegabile quota simpatia che porta al programma... Non è facile dire se la sua sia una passione come tante o se possa diventare davvero il suo progetto di vita, quelli come lui, che sorridono sempre, non sono mai di facile interpretazione.
Francesco Gabbani, però, ha intravisto qualcosa di più, dietro alla voce portentosa, tanto da giocarsi l'X Pass.
Giorgia in arte Clarice - voto: 6,5
Bellissimo il suo timbro "graffiato", una delle pochissime voci davvero interessanti dell'edizione. E infatti passa il turno, nonostante un'interpretazione meno potente di quanto ci si poteva aspettare sulle note di Iron Sky di Paolo Nutini.
Speriamo mantenga a freno la strabordante emotività e quella "genuinità" un po' finta per le Last Call. Giorgia le dà un ottimo consiglio: "Fai un po' più la preziosa!"
Rawstrings - voto: 6
La quota rock dell'edizione, arroganti il giusto perché se fai quel genere "te la devi credere un sacco", altrimenti è un attimo essere dalle parti di STra-Factor. Hanno fatto bene a ripartire dal no di Irama anziché dagli altri 3 sì.
E anche stavolta dovranno tornare convincendo qualcuno: Francesco Gabbani, che però - non è per ripeterlo ancora una volta ma - ha creato un precedente insistendo per far passare Vito Damiano, e ora deve giustificare meglio i suoi no che i suoi sì.
Miryam Belfiore - voto: 6,5
Dice bene Irama quando sottolinea che la caratteristica dell'essere 'eleganti', negli arrangiamenti, nelle esecuzioni, nella scelta dei pezzi... si è un po' persa. Miryam prova a recuperare sul terreno dello stile, e infatti su Pino Daniele meriterebbe almeno un'altra chance. Ma, ahinoi, avere una certa personalità - e la sua è più marcata rispetto alla metà dei concorrenti - a X Factor non sempre paga.
Hey Darling! - voto: 4
La faccia funerea di Paola Iezzi dice più di mille commenti. Portano Eminem e non si capisce perchè. La verità è che queste tre ragazze emiliane pagano forse l'errore che i giudici fanno sempre alle Auditions: l'entusiasmo per certi progetti un po' punk un po' "kawaii" e l'essere di manica larga.
Patrizia Napolano - voto: 7
Mentre lei canta, ancora magnificamente, sul palco di X Factor, suo padre è già al letto in un'altra parte d'Italia. Ricordate? Lei era la ragazza campana sostenuta da mamma e sorella ma avversata, nel suo sogno di fare musica, dal padre, che invece vorrebbe per la sua star un futuro più solido.
Solo che Patrizia ha "spettinato" giudici e pubblico, con la sua versione di Golden Slumbers, ancor più che alle Auditions, e se nè Irama nè Jake La Furia hanno giocato il loro X Pass, è stato solo per inesperienza e indecisione.
Ha bisogno ancora di tanto studio ma, è un dato oggettivo, qui siamo assolutamente dalle parti dell'X Factor.