Nessuno scrive come Martin McDonagh. Altra dimostrazione, Wild Horse Nine. Storia bislacca e quindi meravigliosa quella firmata dal regista irlandese: due paranoici agenti CIA in missione (personale) sull'Isola di Pasqua. È il 1973, e l'atmosfera è incandescente: colpi di Stato, segreti e presidenti morti ammazzati. Al centro del film gli splendidi John Malkovich e Sam Rockwell. Coppia strana e, ancora una volta, sintomatica di quanto McDonagh sappia raccontare l'amicizia maschile.
"Credo che le amicizie maschili siano il mio posto preferito dove andare", ci dice il regista, che intervistiamo via Zoom "ho due persone nella mia testa che, per così dire, stanno parlando tra loro. Sai, è iniziato tutto con In Bruges - La coscienza dell'assassino e per poco non è finito con Gli Spiriti dell'Isola, quando i due protagonisti si sono, per così dire, lasciati. C'è qualcosa di piuttosto semplice e mi fa piacere ascoltare due ragazzi che litigano".
Per McDonagh, la spiegazione è tutta una questione di sensibilità. "Mi piace approfondire le relazioni tra uomini. Hanno una sorta di sensibilità, almeno in una certa misura. E in questi due personaggi, John Malkovich e Sam Rockwell, c'è un amore che volevo mostrare".
Wild Horse Nine e la garanzia Sam Rockwell
Come detto, c'è un altro grande personaggio interpretato da Sam Rockwell. " A parte gli irlandesi, penso sempre a lui quando scrivo. Compreso questo ruolo. Sarà la sua voce, quel suo modo di parlare un po' all'americana, ma c'è qualcosa nella sua personalità che, per me, assomiglia a una sorta di rifugio felice a cui ricorrere quando sto creando un personaggio. Sam può essere molto pericoloso, ma sa anche essere molto affettuoso. Ed è fantastico che un personaggio abbia questi due aspetti".
Oltre a Rockwell, McDonagh torna a collaborare con il compositore Carter Burwell. E dice: "siamo al nostro quinto film insieme. Di solito legge il copione, ma non mi mostra mai nulla dal punto di vista musicale o dei bozzetti finché non ha visto il montaggio finito o quasi. È venuto comunque sull'Isola di Pasqua per visitare il set. Abbiamo parlato della sensazione che il film fosse una specie di western. E i suoi primi temi erano piuttosto di ispirazione occidentale. E questo mi ha aiutato moltissimo nel raccontare questa storia in stile semi-western".
"L'isola di Pasqua? Mistica. JFK? L'America non è più stata la stessa"
Altro elemento determinate la location. Assoluta protagonista che Martin McDonagh definisce "spirituale", perché "c'è qualcosa di zen in Rapa Nui, sull'Isola di Pasqua. Non ci ha fatto sentire piccoli ma il contrario, molto più grandi: è stato stimolante, in senso positivo. Non c'erano altre distrazioni, quindi tutti i membri della troupe erano lì al completo su questa strana e bellissima isola".
Pur indirettamente, la sceneggiatura di Wild Horse Nine ruota - a posteriori - sul più grande e decisivo colpo di scena nella storia degli Stati Uniti: la morte di John Fitzgerald Kennedy. "Da allora nulla è stato come prima", dice McDonagh a Movieplayer. "Alcuni sostengono che avrebbe cambiato le cose se gli fosse stato concesso più tempo. E c'è chi dice che sia proprio per questo che è stato eliminato".